mercoledì 5 agosto 2020

Le recensioni di Yaya: "Il sussurro di un fiore" di Amelie


Uscito da pochi giorni, Il sussurro di un fiordaliso di Amélie è l'ultima lettura di Yaya. Ecco la sua recensione al romanzo.

Titolo: Il sussurro di un fiordaliso

Autore: Amélie

Edizione: self publishing

Prezzo: € 2.99

Genere: romantic suspense

Data di pubblicazione: 22/07/2020


Sinossi

«Dovevi essere il mio rifugio, dottor Taylor, e invece hai demolito ogni mio riparo».
Lucan è impassibile, inflessibile e imperscrutabile. Silenzioso come la tomba nella quale presto mi seppellirà. Distaccato come se non ci fossimo mai conosciuti. La sua bellezza ha perso il proprio calore, diventando algida e ostile. Lucan è un campo di fiordalisi che si è seccato per via della calura estiva. Non è più il mio Lucan. È l’uomo che appartiene a sua moglie.
«Dovevi essere la mia corazza e invece hai fatto a pezzi la mia armatura. Dovevi essere il mio porto sicuro, ma hai affondato tutte le navi della mia flotta, impedendomi di raggiungerlo. Dovevi essere il ramo a cui aggrapparmi quando mi sentivo mancare la terra sotto i piedi, e invece hai raso al suolo ogni albero sul mio cammino. Dovevi essere la riva verso cui nuotare quando la mia vita si trasformava in un mare in tempesta, e invece mi hai spinto così al largo che la mia unica possibilità è annegare. Mi hai promesso tutto questo, eppure me l’hai portato via ancor prima che diventasse veramente mio. Dimmi, dottore. Sei contento adesso? Sei soddisfatto del tuo risultato?».
«Certo che sono contento, Jaelle. Non completo mai un lavoro se non mi soddisfa pienamente. Il fatto che oggi abbia deciso di completare questo – mi squadra dalla testa ai piedi, freddo e calcolatore – significa che sono soddisfatto del risultato».

Recensione

Il sussurro di un fiordaliso è il volume con cui si conclude la storia di Lucan e Jaelle, Apollo e Pippi, due personaggi unici che si sono incontrati, salvati, amati ma anche odiati, due personaggi in eterno conflitto che ci hanno fatto disperare ma anche sognare.
Dopo il sensazionale finale del primo volume di questa dilogia, Amélie in questo secondo volume torna a regalarci qualcosa di indescrivibile, contorto e profondo allo stesso tempo.La storia infatti riparte proprio da dove si era interrotta.

Lucan e Jaelle sono alla resa dei conti e tutti i personaggi della storia sia principali che secondari hanno svelato le loro carte e tutti i loro doppi giochi, e allo stesso tempo tanti piccoli sono venuti a galla. Jaelle scopre infatti che dietro al macabro gioco che l’ha perseguitata c’è Lucan, il suo Apollo, quel ragazzo che non ha mai dimenticato. Dolore, rabbia, senso di perdita e di sconfitta, sono i sentimenti che Amélie attraverso la sua scrittura ci da la possibilità di sentire sulla nostra pelle.

Ho trovato di una bellezza e tristezza sconcertante le parole che Jaelle rivolge a Lucan, mentre è intrappolata nella stretta mortale e spregevole di Ian, quel momento credo sia stato proprio il punto di rottura tra i nostri protagonisti.

«Dovevi essere il mio rifugio, dottor Taylor, e invece hai demolito ogni mio riparo».
«Dovevi essere la mia corazza e invece hai fatto a pezzi la mia armatura. Dovevi essere il mio porto sicuro, ma hai affondato tutte le navi della mia flotta, impedendomi di raggiungerlo. Dovevi essere il ramo a cui aggrapparmi quando mi sentivo mancare la terra sotto i piedi, e invece hai raso al suolo ogni albero sul mio cammino. Dovevi essere la riva verso cui nuotare quando la mia vita si trasformava in un mare in tempesta, e invece mi hai spinto così al largo che la mia unica possibilità è annegare. Mi hai promesso tutto questo, eppure me l’hai portato via ancor prima che diventasse veramente mio. Dimmi, dottore. Sei contento adesso? Sei soddisfatto del tuo risultato?».
«Certo che sono contento, Jaelle. Non completo mai un lavoro se non mi soddisfa pienamente.


La tristezza di Jaelle contrasta con la freddezza di Lucan, ma sarà davvero così, è davvero ormai tutto perduto?
Quando tutto sembra che stia per finire, ecco che qualcosa cambia, ecco che qualcuno arriva a salvare Jaelle dai suoi nemici. Ma chi è questo sconosciuto? E perché l’ha salvata dalle grinfie di Ian, Monica e Lucan?

Mi sono chiesta spesso come mai l’odio di Lucan nei confronti di Jaelle sia così profondo, intricato, un odio che nel corso delle pagine non ha fatto altro che lasciarmi a bocca aperta, frastornata e dolorante, nemmeno fossi io la protagonista del libro… ovviamente non ve lo posso dire assolutamente ma vi assicuro che lo scoprirete da sole mentre sarete immerse nella lettura perché nel corso delle pagine ogni nodo verrà al pettine.

Nonostante tutto l’odio che i nostri protagonisti provano uno per l’altro non riusciranno a stare lontani per molto tempo e questo perché qualcosa di profondo e intenso gli ha sempre uniti, ma se da una parte troviamo Jaelle che riesce a fare i conti con i suoi sentimenti per Lucan, dall'altro lato Lucan riuscirà a mantenere sempre i nervi saldi, restando sempre fedele a se stesso e mostrandoci così un lato oscuro e privo di luce.

«Oh, Jaelle… Sei mia. Accarezzerò i tuoi petali finché non li vedrò schiudersi. Li bacerò finché non li sentirò bagnarsi. Li suggerò finché non riverseranno il loro nettare sulla mia lingua. È questo ciò che ti farò e poi…». Prende il mio labbro fra i denti. «Finalmente…». Lo morde, piano. «Ti coglierò». Lo morde di nuovo, stavolta più forte. «Ti marchierò, e allora, apparterrai a me per sempre». Si allontana da me quel poco che basta per sfilarsi il maglione, rimanendo a torso nudo. «Non sarai di nessun altro». Prende le mie mani, premendosele sul suo petto. «Non vorrai nessun altro».
“Le farò versare lacrime e subito dopo gliele asciugherò. La farò urlare di dolore e poi la zittirò con un bacio, lenendo con la lingua le sue ferite. Le farò maledire il mio nome e poi la obbligherò a invocarlo.
Quando finalmente Jaelle sarà sconfitta, io ritroverò me stesso. E quando conoscerà tutta la verità, io sarò libero. Lei, invece, pur senza catene, né sbarre, non si sentirà mai più libera, perché avrà troppi legami con me. Mi cercherà, disperatamente, ma sarà in grado di trovarmi? Lo vedremo. Intanto, proseguirò con il mio gioco.

In questo secondo volume Amélie introduce all’interno della storia un nuovo personaggio, di cui non ci verrà concesso apprendere l’identità fino alla fine del libro. Io qualche dubbio l’ho avuto fin dall’inizio ma la scrittrice è stata brava a celarlo dandoci in questo modo la possibilità di apprezzarlo in tutto ciò che fa. 

Quindi, tirando le somme, anche in questo secondo volume niente sarà come sembra, anzi tutto è il contrario di tutto. Tra bugie, colpi di scena, phatos, preparatevi a leggere un altro romanzo dalle tinte molto forti, ci sono scene difficili da accettare ma che non per questo rendono la storia meno intensa. Amélie ha uno stile forte e allo stesso tempo delicato, una capacità di trasmettere sentimenti contrastanti e catturare il lettore fin dalle prime battute.
Scelta perfetta secondo me è quella dei POV alternati, grazie ai quali l’autrice ci permette di entrare in sintonia con l’anima spezzata e fragile di Jaelle e quella fredda e calcolatrice di Lucan, che man mano mostreranno il loro vero io rivelandosi per ciò che sono e cedendo alla loro parte più sentimentale.
Riusciranno quindi a trovare un equilibrio? Ad essere felici?
Non vi resta che scoprirlo leggendo questo secondo volume, sono sicura che non resterete deluse.

«Dietro Lucan, si cela ancora il mio Apollo».
«La mia Pippi. Delicata come una rosa ma forte come l’acciaio».


Buona lettura mie care disaster.

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