Le recensioni di Francesca: Elda. Storie di magnifici perdenti di Maria Adele Cipolla


"Che tuffo nella storia italiana e siciliana che è questo bel romanzo di Maria Adele Cipolla.
Uno spaccato di usi e costumi meridionali che si fondono in quello che è un ritratto di famiglia, in una Palermo devastata dalle bombe della seconda guerra mondiale fino ad una Palermo degli omicidi di Stato Falcone/Borsellino."

ecco cosa ne pensa Francesca del romanzo pubblicato in self publishing da Maria Adele Cipolla... scopriamone di più!


Titolo: Elda. Storie di magnifici perdenti

Autore: Maria Adele Cipolla

Editore: Self publishing

Prezzo: ebook €3.49

Genere: narrativa

Data di pubblicazione: 16 giugno 2020


Sinossi

Attraverso gli occhi della protagonista Elda, questo romanzo immagina un gruppo di personaggi che si muovono in settant’anni di storia siciliana, dal dopoguerra alla fine del millennio: un’aristocrazia del pensiero opposta alla pavida aristocrazia del latifondo, che si è formata nell’angusto panorama fascista ed è diventata adulta durante il conflitto mondiale. Piccoli eroi invisibili che hanno combattuto con le armi della parola e delle idee in un dialogo via via più disincantato con il Partito Comunista, costituendo quella sinistra che non accetta compromessi, vigila, lotta, perde, si rimette continuamente in discussione; nonostante i morti, le stragi, le minacce e l’isolamento.
Maria Adele Cipolla è nata a Palermo nel 1957, dove lavora nel mondo dello spettacolo come costumista e scenografa, insegna disegno e collabora in alcuni progetti dell’Unione Europea. Sin da giovane è impegnata nella vita civica e politica, collaborando anche con la rivista bimestrale Mezzocielo. Pubblica Vivi Villa Trabia, diario piccolo di vita cittadina (ed. Gelka) nel 1995 e nel 2011 la raccolta collettiva Un’estate a Palermo (ed. Di Lorenzo).

Recensione

Che tuffo nella storia italiana e siciliana che è questo bel romanzo di Maria Adele Cipolla.
Uno spaccato di usi e costumi meridionali che si fondono in quello che è un ritratto di famiglia, in una Palermo devastata dalle bombe della seconda guerra mondiale fino ad una Palermo degli omicidi di Stato Falcone/Borsellino.

Elda Lorenzi è una ragazza qualunque, figlia di una coppia che ambisce al bel mondo e che poco si occupa dei figli, Edda e Giulio, il maggiore.
A tirarli su è zia Teresa l’immancabile zitella a carico dei fratelli che troviamo in quasi ogni libro “di famigghia".
Zia Teresa e’ intelligente e curiosa e sprona i due nipoti allo studio e alla conoscenza. Li porta al mare, li riempie di caramelle, prepara le uova sode da portare in spiaggia. Però zia Teresa un bel giorno se ne va, stufa di essere considerata un peso e si arruola nella Croce Rossa.
La guerra infuria. Palermo viene bombardata e così Elda e la famiglia trovano rifugio in campagna.
Da qui viene invitata alle Madonie nella splendida villa di quello che potrebbe diventare suo marito.

Elda ha modo di conoscere ed entrare nelle grazie della nonna di Augusto, il fidanzato. Purtroppo solo con costei crea un legame, tanto che alla sua morte e con la grave malattia del padre, Elda viene rispedita a casa sua senza tanti complimenti. Ormai si è creata una frattura tra Elda e il mondo nobile cui appartiene Augusto. Il matrimonio non avverrà mai perché la guerra e le privazioni hanno fatto maturare lei e lasciato indietro lui, ancorato ad un sistema feudale che poteva andar bene prima del conflitto, ma che non tiene il passo col boom economico del dopoguerra. Sono gli anni in cui i Lorenzi tornano a Palermo, nel loro storico palazzo e in cui tutto cambia.

Mamma e papà smettono di inseguire inutili sogni di nobiltà e sperpero; la mamma trova lavoro in un grande magazzino fino a diventare capo reparto, papà si dedica finalmente al suo studio legale mentre i ragazzi portano a termine gli studi.
Elda viene sempre più coinvolta nei comitati studenteschi, in quello che è l'universo dei collettivi sociali e politici nati e cresciuti in facoltà. Attorno a lei e Giulio si muove un corteo di amici che diventano parenti; gente che si auto invita a cena e resta una vita intera. Elda sposa Pietro Santelia, un giornalista conosciuto in redazione dove lavora mentre Ignazio, il fratello di Pietro, sposa Ottavia la migliore amica di Elda.

Le due coppie vivono nello stesso palazzo dei coniugi Santelia, che diviene ritrovo e centro di aggregazione per tutti i giovani che si affacciano alla vita politica.
Una sinistra giovane, ancora intrisa delle regole di partito di stampo sovietico. Duri e puri che vivono, nascono, crescono, si tradiscono, vengono assassinati sotto gli occhi di Elda e dei suoi amici.
Una sinistra condannata poi all’amaro disincanto, culminato nel sequestro e delitto Moro.

C’è tutta la storia odierna italiana, tutto un susseguirsi di dinamiche politiche che noi stessi abbiamo vissuto, come gli attentati di Capaci e via D’Amelio o di politici che conserviamo in qualche cassetto della memoria, tipo Occhetto, Berlinguer e Leoluca Orlando.
Dinamiche e personaggi che fanno di noi gli italiani attuali, troppo spesso dimentichi o ignari o inconsapevoli di cosa sia stato il ’68, gli anni di piombo, le stragi di Stato, Tangentopoli e il crollo della prima Repubblica.

Un libro molto politico, ma raccontato però in chiave storica e molto semplice, visto attraverso lo sguardo di una donna umana con i suoi difetti e virtù.
Non è un libro da leggere in spiaggia o circondati da marmocchi urlanti; è un testo che va assaporato e compreso e gustato.
Come la Sicilia.


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