mercoledì 8 luglio 2020

Le recensioni di Psyco disaster: Jason di Isabella Vinci


Nei giorni scorsi Psyco Disaster ha letto "Jason" di Isabella Vinci, romanzo online da fine giugno, e questa è la sua recensione.

Titolo: Jason

Autore: Isabella Vinci

Edizione: Self publishing

Prezzo: € 0.99 ebook

Genere: Romanzo rosa

Data di pubblicazione: 26 giugno 2020


Sinossi

Un nerd in un’agenzia di scouting per modelli. Sembra uno scherzo, ma è la mia quotidianità. Volevo fare altro nella vita, non il tecnico informatico per l’agenzia di mio fratello maggiore Rhys. Un terribile errore mi è costato il futuro, facendomi finire in prigione. Adesso mi ritrovo a dividere l’ufficio con Ivy, l’assistente e socia di Rhys. Croce e delizia, il mio tormento. Bellissima e determinata, nasconde un lato delicato e gentile sotto una maschera di rigida freddezza. Battibecchiamo di continuo. Lei mi piace, oltre il consentito. Non posso permettermi questa attrazione selvaggia. I miei errori passati ancora mi perseguitano. Non sono adatto a lei. Non sono libero di farla mia come vorrei. Eppure non riesco a smettere di sfiorarla. Non riesco a stare lontano da lei.

Recensione

Ho letto questo libro in qualche ora e ne sono rimasta sorpresa. Non sapevo cosa aspettarmi leggendo, ma ho amato tantissimo l’idea del nerd sexy e incasinato.

Questa è la storia di Ivy e Jason, due persone che hanno conosciuto il dolore e che hanno cercato di fare il necessario per non lasciarsi trascinare da esso. Si dice che l’amore sia cieco poiché ti impedisce di vedere la realtà, colorandola, mostrandoti le varie sfumature ma mai per come sia davvero e i nostri due protagonisti lo hanno imparato a loro spese.

Eravamo troppo vicini al punto di non ritorno, ma non riuscivo a convincermi a lasciarla andare.

Proprio mentre pensavo iniziasse la vera storia essa è finita e non ne sono stata molto felice, ma ho provato a osservare le cose da un altro punto di vista. Ovvero la loro relazione, i loro trascorsi, il loro modo di reagire, di restare uniti nonostante fossero lontani, la loro voglia di non separarsi dall’altro superata da quella di voler proteggere sé stesso ma anche l’altro. Il loro modo di rischiare, di mettersi in gioco ma anche di tirarsi indietro e scappare, guidati dalla paura, dal loro passato, dal desiderio.

Nonostante la loro storia non avesse quei famosi risvolti e quei tanti cliché sono stati già un grande qualcosa nel loro modo di esserci, di aiutarsi, un qualcosa che solo loro hanno potuto definire e accettare e che li hanno resi quel qualcosa che avevano cercato per tanto, che si erano rifiutati di trovare per via delle ferite che il mondo gli aveva causato, lasciandole sempre aperte, che li aveva illusi di poterle chiudere per poi riaprirle inaspettatamente riservandogli altri duri colpi. Il finale del libro è aperto a più interpretazioni, lo si può immaginare come la più splendida delle favole con i suoi intoppi o un qualcosa di forte ma passeggero. Una di quelle storie che un po’ tutti vorremmo vivere almeno una volta.

Sono sincera dicendo che questo libro mi è piaciuto ma allo stesso tempo non mi ha lasciato niente di concreto dentro, come se fossi a un passo del precipizio, intravedessi soltanto ciò che c’è sotto, ma senza saperlo davvero e questo mi ha lasciato l’amaro in bocca.
Vi sono i punti di vista di entrambi i protagonisti, la lettura è molto veloce e scorrevole. Tra tutti personaggi ho amato nonno Isaac, il suo modo di approcciarsi e di parlare poiché dava quel tocco umoristico che non è guastato all’interno della lettura.
La storia è adatta a una lettura leggera senza aspettative.



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