lunedì 27 luglio 2020

Le anteprime di Viola: Wolfsong – Il canto del lupo di TJ Klune


Recensione in anteprima per "Wolfsong – Il canto del lupo" di TJ Klune, edito Triskell Edizioni. La nostra Viola poteva perdersi un romanzo che tratta di lupi?! Ecco la sua opinione.

Titolo: Wolfsong – Il canto del lupo

Serie: Green Creek #1

Autore: TJ Klune

Editore: Triskell Edizioni

Genere: Paranormal

Prezzo: Ebook € 5.99 € - cartaceo € 15.00 €

Data di pubblicazione: 27 Luglio 2020


Sinossi

Ox aveva dodici anni quando suo padre gli impartì una lezione davvero importante. Gli disse che non valeva niente e che la gente non lo avrebbe mai compreso. Poi andò via.
Ox aveva sedici anni quando incontrò un ragazzo sulla strada verso casa. Il ragazzo che parlava, parlava e parlava. Soltanto in seguito scoprì che il ragazzo non aveva aperto bocca per quasi due anni prima di quel giorno e che viveva con la famiglia che si era trasferita nell’abitazione in fondo al sentiero.
Ox aveva diciassette anni quando scoprì il segreto del ragazzo e il mondo attorno a lui si dipinse di rosso, arancione e viola, di alfa, beta e omega.
Ox aveva ventitré anni il giorno in cui la morte arrivò in città, scavandogli un vuoto nella testa e nel cuore. Il ragazzo rincorse il mostro con lo sguardo assetato di vendetta, lasciando Ox a raccogliere i cocci.
Sono trascorsi tre anni da quel fatidico giorno… e il ragazzo è tornato. Ma ora quel ragazzo è un uomo e Ox non può più ignorare il canto che ulula tra di loro.

Recensione

Chi mi conosce sa che amo i fantasy, adoro i licantropi o lupi mannari che preferiate e ho iniziato da poco ad amare T.J. Klune.  Wolfsong – Il canto del lupo mi ha subito incuriosita, quindi fantasy + autore preferito: accoppiata vincente!!

A Green Creek sono molti gli abitanti che se ne vanno rispetto a quelli che restano. È un paesino con pochi abitanti, tutti si conoscono e in una strada sterrata confinante con la foresta vive Oxnard “Ox” Matheson insieme alla madre.
Ox è il nostro narratore e cominciamo a conoscerlo all'età di dodici anni quando suo padre, a mio avviso un inutile ubriacone, abbandona il ragazzino e la madre perché non più in grado di restare con loro e a Green Creek assicurandosi di sparire dopo aver ribadito al figlio di essere solo lento e che la gente lo avrebbe preso a calci in culo.

Ox agli occhi degli altri risulta goffo, il suo essere silenzioso lo porta ad essere soggetto a bullismo a scuola ma per mantenere la promessa di non far più a botte o a mettersi nei casini se ne sta buono e subisce pur di far star tranquilla la madre. Subisce a parole perché fisicamente è molto più alto e robusto rispetto ai suoi coetanei e loro neanche ci provano ad alzar le mani. Ma è anche educato e rispettoso del prossimo proprio come sua madre gli ha insegnato e ora che sono soli e lui vuole essere l’uomo di casa e appena si accorge che a livello economico rischiano di perdere la casa si offre di lavorare nella stessa officina dove ha lavorato il padre di Gordo che ritiene essere anche un suo amico nonostante la differenza di età. Le sue giornate si dividono tra scuola, compiti, lavoro all'officina e tornare a casa a piedi. Questo fino a quando non è prossimo al suo sedicesimo compleanno e tornando a casa sulla strada sterrata che porta a casa sua trova un ragazzino che come un tornado lo investe di domande e invade il suo spazio personale fino ad arrampicarcisi addosso.

Il terremoto biondo ha dieci anni e a furia di parlargli lo confonde e Ox non può che non sorridere a quel bambino così curioso che è appena tornato insieme alla famiglia nella casa proprio infondo alla strada sterrata. È così che Ox conosce la famiglia Bennet e dalla sera alla mattina si ritrova con nuovi amici. Le sue giornate pian piano cambiano e Ox non vede l’ora di entrare nella via ad aspettare il tornado Joe e le sue mille domande e il suo modo così entusiasta di vedere ciò che li circonda e i pranzi della domenica dove lui ormai è ospite fisso fin quando non porta dai Bennet anche la madre.
Ox non si pone tante domande, si accontenta di ciò che gli altri vogliono mostrargli o insegnarli e finalmente sente di aver trovato il suo posto anche grazie a quella strana famiglia che appena può lo tocca, chi con una carezza sui capelli, chi con una spallata amichevole, chi gli tiene la mano e anche se ancora non ne capisce il motivo a lui va bene così perché è accettato per come è e semplicemente perché è Ox.

A diciassette anni Ox scopre la natura dei Bennet e nonostante tutto non riesce a far altro che voler loro bene. Anche se lui è “solo” un umano e loro no per i Bennet Ox fa parte del branco, è famiglia, è proteggersi gli uni con gli altri. Ma è quando si ripresenta da loro un omega con l’unico obiettivo quello di privare i Bennet del loro Alpha che gli equilibri a Green Creek cambiano radicalmente portando la famiglia a dividersi per parecchio tempo.
Cosa succederà nel periodo in cui una delle persone più importanti per Ox sarà lontano da casa? E una volta tornato riusciranno ad accettare le nuove versioni di loro stessi cambiate nell’arco temporale in cui sono rimasti lontani?

Se vi aspettate il classico libro sui lupi state sbagliando e anche di molto. Qui troverete molto di più, l’autore ci porta un passo alla volta in mezzo al branco e ci mostra ogni loro sfumatura e dettaglio. Ci mostra come un essere umano riesca a farsi accettare e entrare in sintonia con un mondo a lui sconosciuto ma di cui sente di far parte e a fargli percepire il legame che lo unisce a tutti loro. A volte la lettura sembra confondere e creare scompiglio anche a chi legge per darci modo di “provare” ciò che Ox vive tra le pagine. Piano piano è come trovarsi assieme a loro in mezzo al bosco a ululare una canzone che solo a loro è permesso capirne il senso.
È un libro intenso sotto molti punti di vista, a tratti doloroso ma in ogni singola pagina cattura l’attenzione.
Una lettura a pieni voti che rasenta l’indimenticabile e che porta l’autore e la sua penna dritto al primo posto tra le mie preferenze.



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