giovedì 18 giugno 2020

Le Recensioni in anteprima di Viola: "Il Dodicesimo Cavaliere" di Victoria Sue


Buongiorno Disastri! Il nostro giovedì inizia con una recensione in anteprima della nostra Viola Cuore Triskell: esce oggi, infatti, il primo libro della serie "Guardiani di Camelot", scritto da Victoria Sue. Scopriamo cosa ne pensa Viola!


Titolo: Il Dodicesimo Cavaliere

Serie: Guardiani di Camelot #1

Autrice: Victoria Sue

Editore: Triskell Edizioni

Genere: Fantasy

Prezzo: € 4.99

Data di pubblicazione: 18 Giugno 2020



Sinossi

Un male antico… le armi e la magia non saranno sufficienti. Avranno bisogno l’uno dell’altro. 
Per 1500 anni, Lancillotto ha combattuto per il bene, e adesso si trova ad affrontare un piano malefico orchestrato da Morgana centinaia di anni fa; però non può sconfiggerla da solo. Deve trovare l’altra metà della sua anima, ma c’è solo un piccolo problema: non sa dove cercarla. 
Chiunque sia, è certo che viva a New York. 
Il tempo scorre. 
E non è dalla sua parte. 
Merlino ha sempre avuto una vita difficile dopo aver perso il padre quando era solo un bambino. Ha fatto di tutto per sopravvivere, e non è stato facile. Quando incontra uno strano uomo inglese, che gli racconta una storia incredibile, deve prendere una decisione: seguire il suo cuore e credergli, oppure scappare via? 
Riusciranno Mel e Lance a sconfiggere il più grande nemico che il mondo abbia mai conosciuto? Oppure saranno costretti a scoprire, nel bel mezzo della lotta, che la vera minaccia è sempre stata quella di ritrovarsi con un cuore infranto? 
E se l’unica battaglia che non hanno speranza di vincere fosse quella contro se stessi?




Recensione

Una volta al mese attendo con impazienza l’arrivo di un messaggio in chat da parte delle boss, con scritto “è arrivata la mail Triskell! Ti diciamo i titoli, e dicci cosa ti va di leggere”. Mi sento come una bambina il giorno di Natale mentre titoli e trame scorrono: solitamente segno tutto ciò che mi ispira, pur essendo consapevole che leggerò quelli che fanno parte di una serie già a me assegnata. Scorrendo l’ultima mail, è comparso questo titolo, con questa sinossi, abbinato ai cavalieri della tavola rotonda e alla leggenda di Re Artù… Disastri, ero pronta a rinunciare a tutti gli altri pur di leggerlo! Forse in pochi sanno del mio amore sfrenato per tutto ciò che riguardi Camelot e i suoi protagonisti, e avere l’opportunità di leggere anche questo libro mi ha completamente riempita di aspettativa. I protagonisti però non sono Re Artù, la Regina Ginevra e il cavaliere Lancillotto, così come non siamo nello stesso periodo storico.

Siamo nella Grande Mela, millecinquecento anni dopo la battaglia tra Artù, i suoi cavalieri e Merlino contro Morgana e Mordred: incontriamo Lancillotto, che ora preferisce farsi chiamare Lance e combatte al calar delle tenebre - con la spada ricevuta in dono da Merlino - contro gli Ursus, figure nere imponenti create dalla magia di Morgana in un ultimo disperato tentativo di riuscire a far soccombere il nemico.

Lance e altri quattro cavalieri sono riusciti a ricongiungersi nei secoli successivi alla battaglia e, grazie all’aiuto di un morente Merlino in un passato lontano, hanno la possibilità di trovare il proprio Tresor e congiungersi con quella che oggi si definirebbe anima gemella, ma che per i cavalieri è esattamente la propria metà di anima. Una volta ricongiunti e seguito il rituale necessario, cavaliere e Tresor saranno uniti per sempre e il potere della magia di cui sono stati beneficiari li aiuteranno a indebolire e sconfiggere per sempre gli Ursus. Trovare la propria anima non è facile, nel corso dei secoli sono riusciti a capire come muoversi, il modus operandi di quegli esseri e - grazie all’odierna tecnologia - ad affinare i metodi di ricerca per trovare il nemico per arrivare in tempo prima che questi attacchi il proprio obiettivo: se il Tresor muore, anche il cavaliere a cui è destinato in pochi minuti cessa di vivere. E quando un Ursus attacca due sole sono le possibilità: il prescelto può rivelarsi uno dei cavalieri mancanti o essere il Tresor di uno di loro.

Lance è un uomo dai principi antichi, onore e lealtà sono parte di lui e, nonostante alcuni dei cavalieri abbiano la possibilità di essere il Signore al comando per diritti di nascita al suo posto, tutti gli altri hanno scelto lui come comandante aumentando il suo grado di responsabilità. Nessuno sa chi sia il proprio Tresor, non hanno modo di trovarli se non seguendo e sconfiggendo il nemico. Anche una volta trovato - o trovata - sanno che non avranno altro che assecondare le sensazioni e che il senso di appartenenza sarà innato. Millecinquecento anni sono tanti per Lance per sognare di trovare o ritrovare la propria anima, fantasticare e avere aspettative su chi si paleserà e faticare a comprendere e accettare quando si ritroverà di fronte il suo possibile Tresor. Ogni cavaliere combatte con uno stato d’animo simile alla citazione tratta dal film “Il destino di un cavaliere”:
“Arranco. Avete presente il verbo arrancare? Arrancare: il lento, faticoso, deprimente, ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita, tranne l'impulso di dover, semplicemente, continuare la lotta...”
... e la ricerca della propria metà dell’anima.
Merlino, Mel come preferisce farsi chiamare, ha ventitré anni, capelli scuri, occhi di un blu profondo e la sua infanzia è stata segnata dalla perdita del padre e l’abbandono della madre. Vive in una palazzina fatiscente, per tirare avanti ha dovuto scegliere una via poco decorosa. Tutto per lui cambia quando una sera viene attaccato da un qualcosa a cui non riesce dare un nome e viene salvato da un uomo che combatte con una spada, padroneggiandola come se fosse l’estensione della propria mano e non pesasse affatto. Mel è abituato a non fidarsi degli altri, a non poter averne il sostegno e logicamente non crede una parola di ciò che gli dice Lance ma è obbligato a seguirlo nonostante sia l’ultima cosa che voglia fare. L’incapacità di accettare chi sembra essergli predestinato, ricordi vacui che tornano nitidi per uno e incubi che sembrano talmente reali da far creare il dubbio su chi sia in realtà, per l’altro.

Riuscire ad accettare ciò che il cuore e l’istinto suggerisce è ciò che più crea incomprensioni in due protagonisti che cercano quello che finora non hanno mai avuto la possibilità di avere.

Un primo capitolo che inizia dandoci modo di entrare nella storia creata dall’autrice e in grado di farci accettare la chiave moderna e alternativa di un mito conosciuto ai più. Ogni pagina scorre dandoci informazioni aggiuntive e che finiscono col rivelare le mosse di una guerra che si protrae nei secoli come una lunga partita a scacchi in cui la magia è concessa per far credere di essere una mossa indietro al nemico e sperare di riuscire nell’inganno e fare invece scacco matto.

Altri Tresor devono essere rintracciati prima che la battaglia da combattere si possa e definire realmente finale. 

Un libro in cui la magia forte e antica di Merlino, mago e amico di Artù, porta sulla carta e ai nostri occhi un antico desiderio di appartenenza. Penso sempre di essere nata nel periodo storico sbagliato e il modo di essere e di rapportarsi agli altri di Lance e dei cavalieri sarebbe cosa gradita anche al giorno d’oggi. L’eterno conflitto tra bene e male, tra magia bianca e negromanzia e la lotta interna di due persone così abituate alla solitudine da non voler accorgersi che proprio lì di fronte hanno qualcosa di unico che va oltre all’incantesimo.

La lettura ha il giusto ritmo e l’incontro tra l’educazione regale di Lance con quella tendente allo strafottente di Mel creerà un po' di scompiglio e farà aumentare le difese intorno ai propri cuori. Lettura consigliata a chi ha voglia di scoprire una parte di leggenda originale e apprezzare le variazioni sul tema scelte dall’autrice. Prima di questo libro non ero una fan di Lancillotto causa film visti in fase adolescenziale, crescendo e approfondendo l’argomento ho rivalutato la sua posizione mantenendo come una linea neutrale e rimanendo legata all’idea che mi rimanesse leggermente indigesto, ma con questo libro sono riuscita a trovare il modo di superare le mie riserve e apprezzarlo in toto.


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