martedì 23 giugno 2020

Le recensioni di Francesca: "I segreti della villa di famiglia" di Rebecca Martin


Chiudiamo la giornata con un'altra recensione, questa volta a cura di Francesca: ci parla ora del nuovo libro di Rebecca Martin, pubblicato lo scorso aprile con Newton Compton Editori.


Titolo: I segreti della villa di famiglia 

Autore: Rebecca Martin

Editore: Newton Compton Editori

Prezzo: € 4.99 ebook

Genere: narrativa storica

Data di pubblicazione: Aprile 2020



Sinossi

Elly Kramer, un tempo una famosa attrice, trascorre la vecchiaia nella villa di famiglia. Quando viene informata che la nipote, Alea, sta progettando di celebrare il novantesimo anniversario del cinema Odeon – fondato dal padre di Elly – con un libro commemorativo, la donna, elegante e riservata rappresentante di un’epoca sparita, decide inizialmente di tenersi in disparte. Alea, tuttavia, ha già chiesto aiuto a una giovane esperta per mettere insieme fotografie, lettere e testimonianze che ricostruiscano la straordinaria storia dell’Odeon. Ma Elly non vorrebbe scatenare i fantasmi che per tutta la vita ha cercato di tenere a bada, né riportare alla luce segreti, drammi e sensi di colpa taciuti per decenni. L’Odeon, infatti, è indissolubilmente legato a un rapporto profondo ed esclusivo che ha segnato tutta la sua esistenza: la grande amicizia con Tonja, sullo sfondo di una Germania in crisi che si apprestava a diventare nazista. Era il 1923 quando Tonja arrivò nella classe di Elizabeth. Ma nessuno, in quei giorni, poteva immaginare quale tragedia le avrebbe un giorno coinvolte…




Recensione

“Agli uomini è permesso essere più esigenti, non devono pensare sempre agli altri, possono lasciare le loro famiglie senza che qualcuno ci metta bocca. L’uomo resta sempre in piedi, prende le sue decisioni e questo nessuno lo troverà mai ripugnante. Ma se è una donna a rifiutare il ruolo che le è stato dato, allora…”

Segreti, ville, famiglie…ci sono tutti gli ingredienti per farmi felice. Ma io sono un’Aquario (si scrive così in caso astrologico) e quando pensi di avermi inquadrata, ecco che ti stupisco nuovamente. 

La storia prende il via ai giorni nostri, quando una giovane storica di nome Carina viene incaricata della catalogazione dei documenti di un vecchio cinema, l'Odeon. 

A contattarla, per il bizzarro compito sarà Alea Kramer, erede col fratello Tom del succitato cinema. I due fratelli, ma più Alea in realtà, vogliono ricostruire la storia e le alterne fortune del cinema di famiglia anche per tentare di fare luce sui trascorsi di Elly Kramer, loro nonna e diva del cinema nell’immediato dopoguerra.

Elly vive solo di ricordi, come in attesa di qualcosa, e sarà grazie ai suoi racconti rivolti a Carina, che la storia busserà alla porta.

Siamo a Francoforte, mancano pochi anni all'ascesa al potere di Hitler il mondo è in continuo mutamento. Gli strascichi del primo conflitto Sono tangibili e la gente si divide tra gli incubi delle trincee e la voglia di gettarsi tutto alle spalle. In questi anni turbolenti nasce cresce l'amicizia tra le giovani Elly e Tonia. Dove una è l’unica e coccolata figlia del proprietario dell’Odeon, l'altra è un orfana di padre, costretta a fare da madre alla propria madre, alcolizzata e depressa dopo la morte del marito.

Qui consentitemi una riflessione pedagogica: Quanto male (o bene) Possiamo fare noi madri ai nostri figli. I tratti del libro dedicati alla triste vita familiare di Tonia sono quelli più difficili da affrontare. Le due ragazze sono diametralmente opposte ma nulla può scalfire la loro sincera - e a tratti morbosa - amicizia. Finché una delle due non commetterà un gesto tanto discutibile quanto imperdonabile.

Anche se sono da sempre innamorata di questi drammoni, il libro mi ha davvero delusa. Ho fatto molta fatica a continuare la lettura, più volte mi sono trovata a chiedermi quando lo avrei terminato e alla fine la sensazione che più mi rimane impressa è il sollievo.

Peccato perché di fondo funziona tutto, ma il vero motore della storia, il motivo per cui Elly e Tonia compiranno scelte diverse, viene introdotto tardi, quando la noia ha preso piede nella tua testa e tu sei in modalità Barbara D'Urso -CHIUDERE!CHIUDERE!SALUTAME A SORETA!


Peccato!



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