venerdì 22 maggio 2020

Le Recensioni di LunaStorta: "Di tutte le virtù" di Virginia Dellamore


Proseguiamo con una recensione ad un romanzo storico. LunaStorta ci parla di "Di tutte le virtù" di Virginia Dellamore, alias Amabile Giusti, edito More Stories.

Titolo: Di tutte le virtù

Autore: Virginia Dellamore

Edizione: More Stories

Prezzo: 2.99€

Genere: Romance Storico

Data di pubblicazione: 22 aprile 2019



Sinossi

Prudence Darcy non fa onore al proprio nome: è ribelle, caparbia, impulsiva e desiderosa di vivere intensamente. La madre fa di tutto per tenere a freno le sue stravaganze e ha imposto a lei e alla figlia maggiore, la dolce e bellissima Hope, di conquistare due facoltosi partiti e di fare due matrimoni eccellenti. Ma Prudence è anticonformista anche in questo: ben lontana dal temere la povertà e il disprezzo sociale, non desidera sposarsi per interesse e, anzi, non desidera sposarsi proprio. Il matrimonio, ne è certa, la priverebbe della libertà di cui ha bisogno più della stessa aria.
È con spirito spericolato, dunque, che Prudence si appresta ad affrontare la sua prima Stagione a Londra. Vuole divertirsi il più possibile, vedere luoghi nuovi e conoscere gente interessante, prima di tornare alla quiete del suo piccolo villaggio nel Derbyshire. Durante una festa in maschera ai Vauxhall Gardens, la sua fame di avventura pare trovare pane per i propri denti. Lì, infatti, incontra un uomo affascinante che la incuriosisce molto. Subito avverte una profonda affinità fra di loro: entrambi giovani, entrambi squattrinati, entrambi bisognosi di evadere da una vita di regole e rinunce. Se Prudence credesse al colpo di fulmine e non fosse scettica riguardo all’amore in generale, penserebbe quasi di aver perso la testa per il misterioso sconosciuto dagli occhi blu di cui conosce il nome, Lawrence, e poco altro. Ma Lawrence non è chi le ha detto di essere. Non si chiama neppure Lawrence, e non intende rivelare a nessuno la sua vera identità: quella di Lord Terence Auckland, un duca tutt’altro che povero, con molti ragionevoli motivi per voler mantenere l’anonimato.

Sullo sfondo di una Londra Regency allegra e gaudente, durante una primavera contraddistinta da imprevisti ora divertenti ora pericolosi, la storia di un legame inaspettato e inaspettatamente forte fra due anime più simili di quanto avrebbero mai immaginato.
Potrà, però, un’amicizia nata da una bugia trasformarsi in amore?




Recensione

Prudenza. Fede. Temperanza.
Prudence Faith Temperance. Ecco il nome della protagonista di questa storia. Nome che, come avrete già appreso dalla trama, nulla c’entra con lei.
Una ventenne forte, impulsiva e sfacciata, tutt’altro che prudente, che ripone la sua fede in poco o nulla, e che la temperanza sa a malapena cosa sia.
Una giovane a cui piace la vita, a cui piace ridere, divertirsi e scherzare.

Il completo contrario di Lord Terence Auckland.
Un uomo estremamente composto. Cresciuto sotto la tutela della rigida nonna, dopo che i genitori vennero a mancare. Lady Auckland fece di lui un duca degno del proprio nome, dando al nipote solo l’utopia di esser lui a sceglier per se stesso.
Di fatto la nonna lo ha spinto a scegliere, nel corso della sua vita, ogni singola cosa che LEI reputasse giusta… arrivando a decidere per lui anche la futura moglie.

Ma questo piano fu completamente distrutto dall’arrivo, nella vita di Terence, di Prue. Egli infatti, spinto dal cugino a fare qualcosa per sua scelta e non per quella di Lady Auckland, si ritrova a partecipare ad una festa in maschera dove incontrerà per la seconda volta la spavalda Miss Prudence di cui era rimasto affascinato, dal suo coraggio, la volta precedente al parco.

Le rivolge la parola dopo un tentativo di salvare la virtù della giovane che, attaccata da un ubriacone, stava per esserle sottratta. Terence però si presenta alla giovane come Lawrence, e le fa intendere di essere un povero squattrinato e, proprio come lei, in cerca di avventure.
È qui che Prudence inizia a sentire una certa affinita con lui. Ed è proprio da qui che inizierà il loro viaggio che, inaspettatamente, li porterà in luoghi da loro inesplorati.
Non posso dirvi più di questo senza spoilerare, e mi dispiace perché vorrei dirvi tutto!

Virginia Dellamore ha fatto davvero un ottimo lavoro tenendo conto, per me cosa molto importante, dei tempi storici e dei modi dell’epoca. Insomma… non è un romanzo scritto a caso!
L’evoluzione dei personaggi è molto bella sotto tanti aspetti, anche perché, come pochi fanno, l’autrice non si ferma solo sui cambiamenti dei protagonisti.
«Temo di non essere al sicuro con voi, Prue. Temo d’essere in serio pericolo. Tuttavia, è ormai troppo tardi per tornare indietro. Ma la cosa più sconcertante non è questa. La cosa più sconcertante è che, se pure fossi in tempo per agire in modo diverso, non vorrei essere altrove».
Anche io mi sono sentita molto come Prue, con la voglia di avventura e tutta la sua audacia. Ma nonostante sia riuscita ad impersonarmi così tanto avrei preferito un finale più dettagliato, o quanto meno qualche riferimento in più alla coppia.
Qui, a voi, uno dei passi che ho più amato.
“Siamo esseri umani, con una vita limitata, e per la durata di quella vita ci meritiamo emozioni forti e ardenti.”


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