mercoledì 4 marzo 2020

Review party: "Burning sand" di Bianca Ferrari


Review party per Viola che, ammaliata dal genere Military romance, ha voluto tutto per se il nuovo romanzo di Bianca Ferrari. Ecco la sua recensione per Burning Sand.

Titolo: Burning Sand

Serie: Flames Series #1

Autore: Bianca Ferrari

Editore: Self publishing

Genere: Military Romance, Contemporary Romance, Angst

Prezzo: 2,99 € ebook – 13,99€ cartaceo

Data di uscita: 25 febbraio 2020


Sinossi

Iraq 2018.
Sabbia, caldo, polvere da sparo.
Il Navy SEAL Alexander Lewis sa di essere all'inferno, eppure non ha paura. Determinato e ostile, non perde mai il controllo. L'unica cosa che conta per lui è "servire e proteggere". Di sicuro non perdere tempo per fare da autista all'ennesimo volontario ingenuo e impreparato, convinto di fare la differenza.
Quello che Alexander non sa è che il chirurgo Richardson è una donna e non è né ingenua né impreparata.
E gli darà del filo da torcere.
Skylar Richardson ha un conto in sospeso con il karma: per questo è partita, lasciando la sua vita perfetta e il suo futuro sposo. L'Iraq non le fa paura, così come non la spaventa il soldato Lewis, gelido e scostante, capace solo di respingerla e giudicarla. Eppure, è a suoi occhi d'acciaio che Skylar torna sempre. Per capirlo. Per capire se stessa.
Il loro incontro è fiamme, sfida e orgoglio. Un uragano capace di cambiare forma ai loro desideri.
In un paese arido, le vite di Skylar e Alexander si sfiorano e collidono, si intrecciano e si strappano, in un turbine di eventi che ha la stessa ferocia della guerra e dell'odio.
E, soprattutto, dell'amore.




Recensione

Alexander Lewis è un Navy SEAL di stanza a Tikrit in Iraq, soprannominato One dal suo swim pair Lyndon e dall’altra coppia di swim pair, con cui divide la tenda al campo base. Ha occhi grigi e profondi, fisico statuario e un carattere difficile per chi si appresta a condividere il suo spazio vitale. È il soldato per eccellenza, sempre concentrato, sempre pronto all'azione, sempre pronto a prendere le distanze da tutto pur di mantenersi vigile in caso di necessità e con due promesse da mantenere: riportare i “suoi uomini sani e salvi” da una missione e non pronunciare parolacce. Cosa molto difficile direi...

Ad Alexander e Lyndon è stato dato ordine di andare a recuperare il Dott. Richardson, partito in ritardo rispetto ad altri dottori volontari per prestare servizio nell’ospedale di Tikrit.
Nessuno dei due SEAL si aspetta di doversi confrontare con Skylar Richardson, dottoressa dai lunghi capelli biondi, dagli occhi chiari e dalla lingua tagliente e dalla parolaccia facile che prende in simpatia Lyndon ma in antipatia Alexander, poiché le sembri che la giudichi senza conoscerla.

Sky lascia a casa una famiglia che ha faticato ad accettare la sua volontà di partire, un fidanzato col quale ha già pianificato il futuro ma ha più motivi per essere in Iraq; vuole essere d’aiuto, vuole provare a salvare quante più vite possa, vuole dimostrare di poter esserci per provare a fare la differenza. Anche la minima. È competente e preparata, se nei panni civili tende all'imbarazzo, una volta indossato camice, guanti, mascherina e un bisturi in mano l’imbarazzo viene sostituito da un fare deciso, pronto a farsi aiutare dando ordini a chiunque sia nella sua area di manovra che possa darle una mano.
Riesce a integrarsi da subito con i soldati del campo base tranne che con quel soldato scorbutico a cui lei, col passare dei giorni, piace tanto dar fastidio rispondendo tono su tono quando riesce ad interagire con lui, dicendo ad alta voce le parolacce che lui smorza e converte in parole meno colorite.

Basta una sera diversa, un pensiero inaspettato a far tramutare ciò che credevano astio in attrazione reciproca. Un fuoco lento che divampa con tutta l’intensità di un’eruzione vulcanica, che cambia gli equilibri e gli obiettivi di entrambi.
Il muro che lui ha costruito attorno a se per proteggersi da un sentimento che lo può distrarre in missione che comincia ad avere piccole crepe e la volontà e la necessità di rendere il mondo più sicuro per i suoi cari; il futuro idealizzato e sicuro di lei che muta in qualcosa di più incerto ma che è sicura di volere a tutti i costi.

Dettagli rilevanti non detti tra i due, una omissione che farà allontanare i protagonisti per poi... sshhh non ve lo dirò!
Un libro che mi ha stupita, scritto in terza persona senza divisioni di pov, personaggi principali e secondari ben dettagliati e realistici. Ho letto e recensito la dilogia precedente dell’autrice e in questo libro qualcosa è, a parer mio, migliorato come stile e scrittura. Argomenti diversi di sicuro ma in questo volume lo studio pregresso per metter poi nero su bianco è ben dettagliato e curato.

Cari disastri, Burning sand è una serie, e come tale ha un seguito, anche se non mi è chiaro di quanti volumi sarà composta perché l’autrice lancia un paio di dettagli che uniti portano a un’altra possibile coppia.
Mi sono come sempre spinta fino alla fine, anche dei ringraziamenti, e ora meglio se interrompiate la lettura della recensione e che mi lasciate a tu per tu con Bianca. :)

***

Lascia che te lo dica con tutto il cuore, non è una cosa bella, e per farmi capire ti direi che se potessi darti un’idea di come mi sento, se fossimo a quattrocchi ora ti starei guardando esattamente come Alexander guarda Skylar dallo specchietto retrovisore della Jeep, nel capitolo due dopo il primo incontro e lo scambio verbale, e logicamente senza alcun tipo di malizia ma con tanto tanto tantissimo astio per tu sai benissimo di cosa parlo.
Ma nonostante io stia pensando le peggio cose per ciò che hai scelto di scrivere, per come mi hai lasciata - e chi se ne frega se ho appena fatto uno spoiler -  è davvero straziante sapere di dover aspettare.



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