mercoledì 8 gennaio 2020

Hidden Corner - L'angolo nascosto: Dell’amore e di altri demoni di Gabriel García Márquez


Con Dell'amore e di altri demoni di Gabriel García Márquez apriamo ufficialmente la nuova rubrica Hidden Corner - L'angolo nascosto. O per meglio dire, l'angolo felice della nostra Giulia!


Titolo: Dell’amore e di altri demoni

Autore: Gabriel García Márquez

Genere: Narrativa – realismo magico

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 1a edizione italiana 1994 – Edizione Mondadori 24 mag. 2016


Sinossi

Da un'antica tomba nel convento delle clarisse di Cartagena emerge una lunghissima chioma rossa. Dal singolare evento, cui il giovane Garcia Màrquez, allora cronista alle prime armi, si trovò ad assistere, scaturisce questo affascinante racconto pubblicato nel 1994, con il quale Gabo torna alle atmosfere di "Cent'anni di solitudine" e ai temi dell'"Amore ai tempi del colera", la passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita. Al centro della vicenda, ambientata in una Cartagena de Indias perduta in un vago e oscuro passato coloniale, sospeso tra il possibile e il misterioso, c'è la passione innaturale e distruttiva che vede protagonisti una bellissima bambina morsa da un cane rabbioso, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d'amore.

Recensione

Mio padre si accorse che il demone della lettura aveva aggredito il mio cuore quando mi trovò immobile, commossa, esposta dinanzi all’ultima pagina di un romanzo di Marquez. Non sapeva quale fosse. Sapeva però che avevo scoperto l’autore qualche mese addietro e non ero più stata la stessa.  Lo aveva capito con l’istinto del professore unito a quello di chi ti ha messa al mondo. E, forse, con quello di chi ha già letto quasi tutto quello che leggerai tu. Avevo molti anni in meno e quel romanzo era Dell’amore e di altri demoni.
Le ultime ore le avevo trascorse in un paese sconosciuto, in un’epoca remota, in una storia che comincia e finisce laddove giacciono chiuse le verità non dette, il luogo dal quale le fantasie e le immaginazioni possono masticare e risputare qualunque narrazione perché diventi leggenda: la morte. Davanti a una tomba vecchia di almeno duecento anni, dalla quale fuoriescono venti metri di una chioma viva di color rame, Marquez ricorda un racconto di sua nonna e il ricordo si fa romanzo.
Le ultime ore le avevo trascorse in un silenzio innaturale, in una solitudine senza sosta – quella dei personaggi, del lettore, della vita e dell’amore -, popolato dalle voci dei demoni che affliggono l’umanità da che se ne ha memoria.
Quella di Sierva Marìa de Todos los Angeles, figlia unica e non voluta del marchese di Casalduero e di una trafficante di schiavi, Bernarda Cabrera, cresciuta con gli schiavi, morsa da un cane rabbioso, creduta posseduta dal demonio e affidata alle cure di un convento di clausura.

"Aveva poco della madre. Del padre, invece, aveva il corpo magro, la timidezza irrimediabile, la pelle livida, gli occhi di un azzurro taciturno, e il rame puro della chioma raggiante. Il suo modo di essere era talmente silenzioso che sembrava invisibile."

Quella di un medico eretico, la cui lungimiranza è capace non soltanto di precedere quanto accadrà – che Sierva verrà curata per l’unico male che non esiste – ma anche di regalare a un padre dimentico della vita una delle cose più pericolose e meno maneggevoli: la speranza.

"Non c'è medicina che guarisca quel che non guarisce la felicità."

Quella di un padre che ricorda, d’improvviso, di avere dimenticato. Come si ama, come si odia, come si sopravvive alla morte di se stessi.

Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto.
“È vero” le rispose lui, “ma farai bene a non crederci.”

Quella di Cayetano Delaura, bibliotecario vergine del mondo al servizio del vescovo, incaricato di occuparsi della salvezza dell’anima di Sierva Marìa e destinato a scatenare un cataclisma dal quale neppure la fede riuscirà a salvarlo.

“È il demonio, padre mio” gli disse Delaura. “Il più terribile di tutti.”

E, su tutte, la voce della disperazione di cui solo l’amore è capace, in una manciata di pagine struggenti in grado di restituire la gravità della perdita di se stessi nel corpo e nella vita di qualcuno altro da sé.

"Non passava un istante senza pensare a lei, tutto quanto mangiava e beveva aveva il sapore di lei, la vita era lei a ogni ora e ovunque."

Il demone dell’amore che divora tutti gli altri contenuti nel testo - ipocrisia, pregiudizio, razzismo, odio, gelosia - perché armato di una poesia tragica e di un coraggio contro il quale nulla può.

“Possono anche ammazzarmi ma non me ne andrò” disse. E d'improvviso si sentì dall'altra parte del terrore.

Un romanzo totale che trova il suo pregio e il suo difetto nella sua brevità: centotrenta pagine circa che occupano una manciata di ore di lettura ma ti rimangono attaccate agli occhi e aggrappate a quel luogo nel quale abita il tuo demone per un tempo molto più lungo.
In questo angolo nascosto la mia avventura non poteva che cominciare da qui, da quello che c’è in alto a destra seconda fila. L’autore che ha segnato la mia vita da lettrice adulta. Gabriel Garcia Marquez. Cominciare dal meno famoso dei più famosi è stato solo un vezzo. O il demone della follia – perché soltanto un folle potrebbe pensare di aggiungere qualcosa a quanto è stato scritto - ma, per dirla alla Marquez:

Nessun pazzo è pazzo se ci si adatta alle sue ragioni.

A presto
Giulia.



Nessun commento:

Posta un commento