giovedì 17 ottobre 2019

Le recensioni di Viola: "The first boy" di Cristiano Pedrini


Ultima recensione per oggi a cura di Viola. Ci porta con lei a Washington, dove vivono i due protagonisti di The first boy di Cristiano Pedrini.

Titolo: The first boy

Autore: Cristiano Pedrini

Editore: Self pubishig

Genere: Narrativa

Data di pubblicazione: ottobre 2019


Sinossi

Christopher Lowen è stato accettato per uno stage negli uffici della Casa Bianca. Mai avrebbe immaginato che, per un suo progetto, potesse ottenere il permesso di entrare nel famoso Studio Ovale. È talmente meravigliato ed euforico che neanche si rende conto della presenza del Presidente degli Stati Uniti d'America, Lawrence Layton.

Il Presidente è subito colpito dall'intelligenza e dalla spontaneità di Christopher, tanto da ascoltarne i consigli. Da quel momento il ragazzo inizia ad attirare sempre di più le attenzioni di Lawrence e allo stesso tempo il risentimento del suo staff. Come è riuscito infatti, da appena arrivato, a manipolare il Presidente tanto da renderlo giorno dopo giorno più debole agli occhi del popolo americano? Amareggiato e spaventato, Christopher vorrebbe andarsene. Ma riuscirà ad abbandonare Lawrence, proprio quando ha iniziato a capire di ricambiare i suoi sentimenti?

Christopher dovrà imparare ad affrontare le proprie paure, anche se questo dovesse significare di scontrarsi con il mondo intero. Ma se l'amore è in grado di piegare l'uomo più forte del mondo, ben presto Christopher e Lawrence comprenderanno come questa debolezza possa diventare l'arma più potente e miracolosa che possono mostrare al mondo.




Recensione

Christopher ha ventun anni, ha capelli rossicci gli occhi verdi, fisico minuto, è originario del Montana, appassionato di dolci ed è appena arrivato a Washington dopo aver ottenuto uno stage alla Casa Bianca. È inizialmente timido ma appena prende confidenza si lascia andare e state pur sicuri che dirà sempre la sua. È maturo per la sua età e ha sempre una chiave di lettura delle cose diversa da quella degli altri.
Trova un appartamentino in affitto in periferia con una proprietaria di casa che lo fa sentire subito a suo agio.

Il suo primo giorno di lavoro lo stravolge un po', gli viene assegnata una mansione diversa da quella  per cui è stato assunto e si ritrova nello studio ovale del Presidente degli Stati Uniti d'America per realizzare un video di presentazione. Certo di esser solo, osserva ciò che lo circonda con sorpresa, agitazione e un rispetto reverenziale fino a quando decide di sdraiarsi su un tappeto con l'intento di realizzare il proprio incarico inserendo anche i dettagli del soffitto. Quale miglior situazione per il primo incontro con Lawrence Leyton, il primo  Presidente omosessuale insediato alla Casa Bianca.

Il presidente Leyton ha quarant'anni capelli e occhi scuri e si ritrova a dover affrontare quotidianamente situazioni, ovviamente complicate, e a dover far scelte con ancora maggior cura rispetto a tutti i suoi predecessori oltre a dover continuamente tener monitorato il grado di apprezzamento degli americani nei suoi confronti perchè, per quanto sia il ventunesimo secolo, ci sono ancora persone, soprattutto i conservatori, a non gradire gli omosessuali, figurarsi ad averne uno per Presidente.
È una mattinata difficile per il Presidente ed entrare nel suo studio e ritrovarsi il neoassunto sdraiato sul tappeto non gli raddrizza sicuro la giornata.
Scambia con lui qualche battuta, nota nell'altro il disagio di essersi fatto trovare in quella posizione e si ritrova a voler scambiare qualche battuta in più fino a trovarsi a rivelargli ciò che lo turba e a sentirsi dare quella chiave di lettura diversa alla risoluzione del probabile problema.
Questo "consiglio" colpisce positivamente il Presidente tanto da sbilanciarsi col suo entourage nel richiedere informazioni sul nuovo arrivato e decidere di averlo come suo assistente.

Si sa, la gente mormora, fanno illazioni, e Christopher decide di lasciare il nuovo lavoro per evitare che l'immagine di Lawrence ne paghi le conseguenze. Peccato che il Presidente non sia dello stesso pensiero e decida di riprenderselo personalmente. L'attrazione tra i due è spontanea e per loro la differenza d'età non è un problema.
Ma per il resto del mondo?

Questo libro mi ha piacevolmente sorpresa per la scelta del contesto e devo dire che è stata fatta una ricerca minuziosa per quel che riguarda le location e la scelta delle citazioni dei vari presidenti accuratamente idonee alla narrazione. Si legge in maniera molto scorrevole e fluidamente. Il rapporto tra i due personaggi nasce subito e l'autore sceglie sempre il lato romantico da mostrare al lettore non scendendo in dettagli espliciti. Quindi se non  conoscete i suoi libri e cercate scene erotiche a go go qui non ne troverete ma vi conquisterà con il suo modo molto delicato di mostrare il loro amore.
Per ultima cosa vorrei segnalare che nel libro sono rimasti alcuni refusi, consiglio di rivalutare l'uso della "d eufonica" nel testo modificando dove non serve e lasciandola quando realmente sia necessaria e di rivalutare anche "assai" che non è sbagliato all'interno del testo ma a mio avviso inserita troppo spesso.
Invito i neofiti degli m/m ad avvicinarsi al genere insieme a questo autore e alle sue storie. Detto questo non si sa mai che dopo una First lady di colore arrivi nella realtà anche il primo First Boy alla casa bianca.



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