mercoledì 30 ottobre 2019

Le recensioni di Maria Rosa: "La corte di nebbia e furia" di Sara J. Maas


Maria Rosa, la nostra amante del fantasy, ci parla oggi del secondo volume della serie "La corte di rose e spine", LA CORTE DI NEBBIA E FURIA, di Sara J. Maas, edito Mondadori.
Le avventure per Feyre non sono terminate, leggiamo cosa ne pensa la nostra disaster.


Titolo: La corte di nebbia e furia

Serie: La corte di rose e spine vol. II

Autore: Sara J. Maas

Edizione: Mondadori

Collana: Chrisalyde

Genere: Fantasy

Prezzo: E-book 8,99 € - Cartaceo 15,21 €


Sinossi

"Una piccola parte di me bisbigliava che potevo sopravvivere ad Amarantha; potevo sopravvivere alla transizione in quel nuovo corpo estraneo... Ma non ero sicura di poter sopravvivere a quella cavità vuota e fredda nel mio petto. Persino durante i periodi più bui, quella parte di me era stata piena di colore, di luce. Forse diventare una Fae l'aveva distrutta. Forse Amarantha l'aveva distrutta. O forse l'avevo distrutta io, quando avevo ficcato i pugnali nei cuori di due innocenti e il loro sangue mi aveva scaldato le mani." 

Dopo essersi sottratta al giogo di Amarantha e averla sconfitta, Feyre può finalmente ritornare alla Corte di Primavera. Per riuscirci, però, ha dovuto pagare un prezzo altissimo. Il dolore, il senso di colpa e la rabbia per le azioni terribili che è stata costretta a commettere per liberare se stessa e Tamlin, e salvare il suo popolo, infatti, la stanno mangiando viva, pezzetto dopo pezzetto. E forse nemmeno l'eternità appena conquistata sarà lunga a sufficienza per ricomporla. Qualcosa in lei si è incrinato in modo irreversibile, tanto che ormai non si riconosce più. Non si sente più la stessa Feyre che, un anno prima, aveva fatto il suo ingresso nella Corte di Primavera. E forse non è nemmeno più la stessa Feyre di cui si è innamorato Tamlin. Tanto che l'arrivo improvviso e molto teatrale di Rhysand alla corte per reclamare la soddisfazione del loro patto - secondo il quale Feyre dovrà passare con lui una settimana al mese nella misteriosa Corte della Notte, luogo di montagne e oscurità, stelle e morte - è per lei quasi un sollievo.
Ma mentre Feyre cerca di barcamenarsi nel fitto intrico di strategie politiche, potere e passioni contrastanti, un male ancora più pericoloso di quello appena sconfitto incombe su Prythian. E forse la chiave per fermarlo potrebbe essere proprio lei, a patto che riesca a sfruttare a pieno i poteri che ha ricevuto in dono quando è stata trasformata in una creatura immortale, a guarire la sua anima ferita e a decidere così che direzione dare al proprio futuro e a quello di un mondo spaccato in due.




Recensione

SPOILER!! SPOILER!! SPOILER!!
NON LEGGETE SE NON AVETE LETTO IL PRIMO LIBRO!!
e se non l'avete letto, fatelo perché è stupendo, ma questo di più!!!


Vedersi morire attraverso il legame e gli occhi di Rhysand è stato uno shock.
Risorgere Fae, per la povera piccola e ignorante umana ancora di più.
Tutto è più vivido, colorato e profumato, ma sono più vividi anche gli incubi; non importa essere tornata alla Corte di Primavera con Tamlin, dove tutto sta tornando all'antico splendore, dove i preparativi del suo matrimonio vengono portati avanti da Ianthe la sacerdotessa, Feyre si sente comunque soffocare.

Tamlin preso dai propri doveri è sempre più distante, e lascia che Feyre resti all'oscuro di tutto ciò che succede. Lei sarà la Signora della Corte di Primavera e deve essere protetta, adesso che Amarantha è morta, bisogna riequilibrare il potere tra le corti ed essere pronti a tutto.
Ma i sensi di colpa, gli incubi e il senso di non appartenenza soffocano Feyre, fino a quando, il giorno del suo matrimonio, nel momento in cui sta - presa dal panico - per scappare da Tamlin, arriva Rhysand a riscuotere il proprio debito, la sua settimana, e la porta alla Corte della Notte.

Feyre cerca di capire il gioco di Rhysand, che per la loro prima settimana la costringe ad imparare a leggere ed ad alzare dei muri mentali per difendere i propri pensieri, da quelli che, come lui, riescono a manipolare la mente, e le spiega che si sta preparando una guerra, ma non contro gli umani come sospetta lei, ma contro il Re Stregone di Hybern, colui che aveva mandato Amarantha a Prythian per saggiarne la potenza e i punti deboli per poter poi abbattere il muro e conquistare anche il mondo umano.
“ Tu puoi essere una pedina, essere il premio di qualcuno, e passare il resto della tua vita immortale a inchinarti e a fare salamelecchi e a fingere di valere meno di lui, meno Ianthe, meno di tutti noi.


”Oppure” Proseguì a testa bassa ”hai un'altra possibilità. Puoi imparare a padroneggiare i poteri che ti abbiamo dato, qualunque siano, e farne buon uso. Puoi avere un ruolo in questa guerra....”

Tornare da Tamlin diventa sempre più difficile, Feyre cerca in tutti i modi di essere partecipe nella ricostruzione, ma Tamlin terrorizzato all'idea di perderla, anche se lei inizia a manifestare i propri poteri, la “imprigiona” all'interno della villa e sarà Morrigan, cugina di Rhysand, a salvarla dall'angoscia e dal buio che la circonda, riportandola alla Corte della Notte.
Qui Rhysand le proporrà di allearsi con lui, ma di mantenere i segreti di cui verrà a conoscenza. Rhysand, non è il mostro che tutti credono, il suo comportamento nella Corte sotto la Montagna e con Amarantha è servito a nascondere i suoi amici e la sua vera corte.

Nel Regno della Notte vi sono due corti, uno all'interno della montagna, la Corte degli Incubi, e una nascosta da più di cinquemila anni a tutti, la Corte dei Sogni, Velaris, città tra i monti che scende al mare, la città degli arcobaleni, piena di gente buona, arte, e commerci.
Qui tutto cambierà, Rhysand farà conoscere a Feyre una realtà diversa, i suoi amici, Azriel, Amren e Cassian e Mor, che la tratteranno, non da salvatrice di Prythian, ma da persona da addestrare alla guerra, una persona con poteri da scoprire, e che può aiutare alla salvezza, e Feyre scoprirà se stessa, non la fragile umana, e neanche la potente Fae, ma un miscuglio unico e perfetto, capace di prendere decisioni e affrontare anche da sola gli ostacoli.
La cosa più difficile di essersi risvegliata Fae, è doversi adattare ad un eternità con il peso delle uccisioni di due innocenti, ma la sua salvezza sarà essere una Fae con il cuore umano, un cuore che lei sente vuoto e arido, ma che l'aiuterà, nonostante la propria insicurezza, con la caparbietà umana della sopravvissuta ad affrontare ed accettare i cambiamenti, che la porterà alla maturità di comprendere che i doni che le sono stati fatti devono servire ad aiutare, non solo il mondo umano, più debole, ma anche quello Fae, dalle minacce che arrivano da Hybern. Quel cuore che si renderà conto che l'amore di Tamlin è egoista, è il desiderio di possedere, mentre l'amore di Rhysand la lascerà libera di scegliere la propria strada arricchendole la vita di conoscenza, potere e autonomia.  Feyre si rende conto che l'amore provato per Tamlin, è in realtà riconoscenza per la prima persona che l'ha protetta e che ha mostrato interesse al suo benessere, l'amore che sente dentro di se per Rhysand nasce dalla conoscenza di due anime con lo stesso scopo, è fiducia e rispetto.

Questo libro, se è possibile, è ancora più bello del primo. Come il primo è ricco di personaggi e nuove ambientazioni, il tutto descritto sapientemente in una narrazione scorrevole e intrigante, ma è anche un libro introspettivo, dove i sentimenti, di qualsiasi tipo siano, sono eviscerati e arricchiscono i personaggi e tutto ciò che succede; non mancano passione, battaglie misteri e colpi di scena, e i favolosi i battibecchi tra Feyre e Rhysand.
Aver cambiato Corte, essere libera di girare per Prythian, alla ricerca di manufatti che possano aiutarli, rivedere le proprie sorelle, creare un alleanza con le Regine degli Umani, imparare ad usare i propri poteri, trasformerà Feyre completamente.
La lotta contro il Re di Hybern è appena iniziata ed è già piena di colpi bassi..



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