lunedì 21 ottobre 2019

Le recensioni di MaPi: "Un normale giorno di paura" di Adam Croft


Lasciamo il mondo romance per parlarvi di un thriller con MaPi: Un normale giorno di paura di Adam Croft.

Titolo: Un normale giorno di paura

Autore: Adam Croft

Edizione: Newton Compton Editori

Prezzo: Kindle €2,99

Genere: Thriller

Data di pubblicazione: 19 settembre 2019

Sinossi

La vita di Nick Connor è apparentemente perfetta: ha una bella famiglia e si dedica alla scrittura, lavorando da casa. Tasha, sua moglie, ha un lavoro prestigioso e spesso è fuori. In sua assenza è lui che si occupa di Ellie, la figlia di cinque anni, che ama profondamente. Ma l’equilibrio rischia di essere minacciato da alcuni segreti del passato destinati a riemergere: a causa di una leggerezza di Nick, infatti, Ellie scompare nel nulla. In un istante è come se il mondo gli crollasse addosso. Ma il peggio per lui deve ancora arrivare. Mentre cerca di capire che cosa possa essere successo, riceve un drammatico messaggio: se vuole riavere sua figlia sana e salva, dovrà uccidere sua moglie. La vita della persona che ama di più al mondo è in pericolo e Nick deve decidere in fretta che cosa fare. Non ha molto tempo per stabilire chi, tra sua moglie e sua figlia, potrà sopravvivere…


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Recensione

In Un normale giorno di paura troviamo un buon Adam Croft che sembra abbia vissuto direttamente e sulla propria pelle la tragedia che ha colpito Nick e Tasha, marito e moglie. Una coppia che non è quasi mai stata una famiglia allegra e felice; lei presa solo dal suo lavoro per poter portare il pane a casa, dove la aspetta lui, scrittore di fama non così mondiale. Sembra essere un matrimonio passivo; però questa passività viene interrotta, anche se momentaneamente, dalla nascita della loro figlia Ellie. Purtroppo, però, a cinque anni la bambina viene rapita; sono passati solo pochi minuti, uno, massimo due, e Nick non trova più in macchina sua figlia. L’hanno rapita da sotto i suoi occhi.

Inizia il dramma di due genitori ai quali viene strappato il sangue del loro sangue, unico collante del loro matrimonio. Bravo Croft per essere riuscito a narrare e a descrivere minuziosamente lo stato d’animo dei due genitori, la loro frustrazione nel non poter fare nulla e la rabbia di Nick nei confronti della polizia, che, invece di essere tra le vie della città alla ricerca della bambina, scava nel suo passato, perché è considerato uno dei principali sospettati.
Romanzo ricco di false testimonianze, di scheletri nell’armadio, di un passato non del tutto perfetto.

Tutto ciò segna un solco ancora più profondo tra i due coniugi.
Tasha non è più la donna forte e sicura di sé, che pensa solo alla sua carriera. Si sente sola, ora che ha scoperto qualcosa del passato poco candido di suo marito e certe volte si lascia trasportare da quello che dice la polizia, accusandolo di essere lui l’artefice del rapimento.
Una famiglia non perfetta che viene completamente rovinata.
Da lettrice, sinceramente, mi sono schierata dalla parte di Nick, un padre al quale nessuno crede, nemmeno sua moglie. Vuole farsi giustizia da solo. Riceve molte e-mail, in alcune delle quali, l’uomo viene accusato di aver messo in scena una montatura del rapimento, solo per far sì che vengano vendute copie del suo libro. C’è un messaggio di posta insolito, proviene da uno strano personaggio “Tal de tali”, che costringerà Nick a compiere qualcosa di molto brutto pur di riavere sua figlia.
Non vi dico cosa c’è scritto nell’e-mail e nemmeno in quelle che seguiranno.
Vi dico solo che Nick è disposto a fare di tutto per salvare la sua adorata bambina.

 “La prima regola per una buona bugia è raccontare tutta la verità, escluse le piccole parti che vorresti tenere nascoste. In questo modo hai meno stronzate da inventare e da ricordare in seguito”.

Un finale a cui nessun lettore avrebbe mai pensato, colpi di scena, una stanza-tempio del nostro rapitore riempita dall’ossessione per uno dei nostri protagonisti.
La penna di Adam Croft è riuscita a far vivere a me lettrice ogni passo, ogni emozione e ogni sentimento dei nostri protagonisti. Un’alternanza dei pov di Nick e Tasha, una buona scrittura, pochi refusi, una buona sintassi.



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