giovedì 5 settembre 2019

Le recensioni di Giulia: "Scacco matto vostra grazia" di Rebecca Quasi


Era il lontano marzo (sì, a volte siamo un po' esagerate) e una boccata d'aria fresca e follia, al secolo Giulia, si apprestava a recensire per la prima volta per il nostro blog! Scelse un libro di Rebecca Quasi per segnare il suo debutto: oggi torna alla stessa autrice, con lo spin off di "Dita come farfalle", sempre sotto il marchio Dri Editore... poteva Giulia lasciar correre? Ecco la sua recensione!


Titolo: Scacco Matto Vostra grazia

Autore: Rebecca Quasi

Edizione: Dri Editore

Prezzo: 17,99(copertina flessibile) 3,99 ebook

Genere: Historical Romance

Data di pubblicazione: 19 luglio 2019


Sinossi

Torquay, Devon. 1830.
Percival Webster, duca di Clarendon, è determinato a chiedere in moglie la compita lady Albertina, pertanto si reca nella tenuta della sorella per comunicarle la notizia. Durante questa visita, scopre che Emma, figlia del cognato e sua temibile avversaria negli scacchi, non è più la ragazzina impertinente che gli estorceva lezioni, ma una giovane donna in procinto di recarsi a Bath per trovare un marito che ovvii alla sua incresciosa condizione di figlia illegittima.


Introdotta in società, la fanciulla attira l'attenzione di un conte dalla reputazione poco raccomandabile, il che porta Percival a dover fare i conti con i propri principi più radicati, un sentimento stordente e un'attrazione tanto potente quanto inaspettata.




Recensione

A ben guardare la storia era già scritta. Molte pagine prima, quando Emma era ancora una bambina e il libro aveva un altro nome.
Per questo aspettavo questo volume. Per avere o meno la conferma di non essermi sbagliata. Per questo e per la bravura dell’autrice nello scrivere.

Ebbene. Non mi ero sbagliata. La storia di Emma e Percival comincia nel volume precedente, in modo sottile, attraverso il gioco degli scacchi che tanto somiglia a quello della vita. E prosegue, alcuni anni dopo, nello stesso luogo.
E nello stesso modo: giocando una partita.

Apertura (primi tratti di una partita, che servono a mettere in azione i vari pezzi, posizionandoli nel migliore modo).

Torquay, Devon. 1830.
Percival Webster, duca di Clarendon, si reca in visita dalla sorella. Ha dei progetti abbastanza chiari: sposare Lady Albertina, il cui impalpabile fascino garantisce il riparo dai sentimenti. Non fare figli e vivere per se stesso.
Emma, figlia del cognato di Percival e illegittima, è in procinto di recarsi a Bath per trovare un marito. La condizione di illegittimità può essere ovviata da due cose: una dote senza eguali e un matrimonio che conferisca un nome e una posizione sociale.

Mediogioco (fase di gioco che segue lo sviluppo dell'apertura)


Se Percival è soltanto invecchiato, Emma è diventata grande. E bella. E seducente. E capace della sfrontatezza tipica dell’adolescenza o della vecchiaia.
A questo, Percival, sua grazia illustrissima e rigorosissima, non era preparato.
Strano per un giocatore tanto capace.
A questo Emma si prepara da sempre.
"Avevano passato un confine, nessuno aveva chiesto loro i passaporti, ma erano dall'altra parte dell'infanzia, oltre il cameratismo di cui avevano goduto a lungo e in modo inconsapevole."

Forzatura (quando uno dei due giocatori non ha la scelta delle mosse, ma necessariamente deve farne alcune obbligate, che portano ad un risultato già previsto e inevitabile).

Andare a Bath a difendere l’indifendibile, ovvero seguire l’istinto senza soffermarsi a riflettere sull’inevitabile conseguenza, non è cosa da duchi razionali e irreprensibili. Non è cosa da permettere che l’ordine costituito rimanga immutato.
È cosa da umani.

"Nonostante lei avesse piegato le gambe da un lato, ad ogni buca del selciato le stoffe dei rispettivi abiti si toccavano all'altezza delle rotule producendo uno strofinio che, per quanto riguardava il duca, era uno stillicidio.Percival strinse il pomolo del suo bastone da passeggio. “Rotule” pensò, se quello era l'effetto delle rotule di Emma, c'era davvero poco da stare allegri."


Inchiodatura (Un pezzo si dice inchiodato quando è impossibilitato a muoversi a causa del fatto che se lo facesse aprirebbe la linea lasciando in presa un altro pezzo, non difeso o di maggiore importanza).

Quando suona la musica dell’onore – il romanticismo della storia insegna – l’eroe risponde. E una serie di eventi che avvicinano Emma al precipizio della disperazione suonano una melodia tragica. Allora l’eroe comincia a combattere.
Scende in battaglia e non lascia scampo a nessun avversario. Utilizza la tattica, l’intelligenza e qualcosa che sta più giù, nascosto sotto lo spessore della facciata aristocratica. L’umanità.
Si carica in spalla – letteralmente e non – la responsabilità della salvezza di quanti significano – qualcosa o tutto – e muove verso la vittoria.

Arrocco (La mossa dell'arrocco è riservata al re e serve per metterlo al sicuro in un angolo della scacchiera)

Le cose, intorno alla metà del volume, sembrano terminare. La battaglia – o la partita – sembra finita. Patta e tanti saluti.
Ma questa arrendevolezza non è per l’autrice.
Comincia così un secondo libro, nel quale si tessono strategie nuove, si tentano mosse di attacco, contrattacco e difesa, si sacrificano pezzi apparentemente irrinunciabili e si tenta di portarsi al sicuro.
Ma, quando suona la musica dell’amore, l’uomo risponde. Se non sempre, questa volta sì.

Scacco matto.
“Troppo intimo. Giocare a scacchi, per certi versi, è come fare l'amore.”
Un libro che ha del potenziale, a mio modesto avviso, inespresso. Privo del mordente emotivo che ha caratterizzato il precedente, si muove leggero attraverso una storia già scritta. Non che questo lo releghi a volumetto di scarsa fattura. Perché l’autrice è, senza dubbio, una penna attenta e dalle qualità indubbie. La scrittura ne esce maturata, arricchita e curata in molti dettagli che fanno di uno scrittore un buon scrittore.



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