martedì 27 agosto 2019

Le recensioni di Viola: "Ferryman. Amore eterno" di Claire McFall


Viola chiude questo mercoledì parlandoci di "Ferryman. Amore eterno" di Claire McFall, fantasy edito Fazi Editore.

Titolo: Ferryman. Amore eterno

Autore: Claire McFall

Editore: Fazi Editore

Collana: Lainya

Genere: Narrativa Fantasy

Prezzo: eBook 6,99€


Sinossi

Dylan ha quindici anni e quando una mattina decide di andare a trovare il padre, che non vede da molto tempo, la sua vita subisce un drastico cambiamento: il treno su cui viaggia ha un terribile incidente.
Dylan sembrerebbe essere l’unica sopravvissuta tra i passeggeri e, una volta uscita, si ritrova in aperta campagna, in mezzo alle colline scozzesi. Intorno non c’è anima viva, a parte un ragazzo seduto sull’erba.
L’adolescente si chiama Tristan e, con il suo fare impassibile e risoluto, convince Dylan a seguirlo lungo un cammino difficile, tra strade impervie e misteriose figure che girano loro intorno, come fossero pronte ad attaccarli da un momento all’altro. È proprio dopo essersi messi in salvo da questi strani esseri che Tristan le rivela la verità… lui è un traghettatore di anime che accompagna i defunti fino alla loro destinazione attraverso la pericolosa terra perduta.
A ogni anima spetta il suo paradiso, ma qual è quello di Dylan? L’iniziale ritrosia di Dylan e l’indifferenza di Tristan si trasformano a poco a poco in fiducia e in un’attrazione magnetica tra i due ragazzi che non sembrano più volersi dividere. Arrivati al termine del loro viaggio insieme, Dylan proverà a sovvertire le regole del suo destino e del mondo di Tristan, pur di non perderlo.

Ferryman. Amore eterno, primo volume di una commovente, epica e originale trilogia fantasy, è una moderna riscrittura del mito di Caronte: una storia d’amore che supera il limite della morte attraversando i confini dell’aldilà.




Recensione

Quindici anni è un'età difficile, smetti di essere una bambina ma per gli adulti non sei sufficientemente grande per prendere decisioni, non parliamo poi della scuola; la fase adolescenziale per la maggior parte dei ragazzi è in assoluto l'età "locca" quella che vorresti finisse subito per non essere al centro delle mire dei tuoi coetanei ed è così che si sente Dylan, la nostra protagonista dal carattere mite oltre essere anche timida e insicura. La sua migliore amica è andata ad abitare lontana da lei e ovunque vada si sente come fosse nel posto sbagliato, e diciamo pure che la sua giornata all'inizio del libro è iniziata veramente storta. L'unica nota positiva è che dopo anni Dylan ha contattato suo papà e presto lo raggiungerà per ricucire il rapporto perso dopo la separazione dei suoi genitori.

Salire sul treno e tornare a vedete suo padre è motivo di felicità, peccato che il destino per lei abbia deciso altro... una galleria durante il viaggio e all'improvviso tutto è sottosopra, cercare di scendere dal treno nonostante la paura di cadere su ciò che sente viscido sotto le suole delle scarpe con ansia e paura che ti attanagliano e riuscire finalmente a raggiungere dopo un tempo infinito uno spiraglio di luce, seguirlo e arrivare finalmente fuori dalla galleria. Ma al di là non ci sono sirene, nessuna ambulanza, niente e nessuno è accorso a dar aiuto ai passeggeri del treno deragliato. Un paesaggio collinare tipico scozzese e un ragazzo rannicchiato che si scopre fissarla. Questo trova Dylan fuori dalla galleria.
Nessun altro passeggero, nessuno se non quel ragazzo che non le si avvicina ma che la osserva da lontano finché è lei ad avvicinarsi e comincia a parlargli.

Il ragazzo si chiama Tristan, ha sedici anni, è alto coi capelli biondi e gli occhi di un blu cobalto che però restano freddi e distaccati. Alle domande di Dylan risponde evasivo e la sollecita ad incamminarsi lontano dalla galleria. Indecisa se seguire questo sconosciuto o rimanere, Dylan vorrebbe farlo ragionare ma infine decide di seguirlo, camminano per un tempo che le sembra infinito senza incontrare nessuno, senza sentir fame, sete o aver dolore se non alle gambe per lo sforzo della camminata in collina, e di sicuro non manca di lamentarsi e far domande a Tristan. È solo al crepuscolo che iniziano a sentire alzarsi il vento e un suono che ricorda l'ululato dei lupi e Tristan perde parte del suo autocontrollo e le mette fretta per arrivare in un posto sicuro dove potersi riposare.
Dylan non capisce cosa stia succedendo, perché lui sta li con lei e non hanno incontrato anima viva, ma poi Tristan le rivela una verità che sperava di poter rimandare in un altro momento. Lui è un traghettatore di anime col compito di accompagnarle al di là ma Dylan lo sorprende quando non piange come ogni altra anima che Tristan ha dovuto accompagnare, lo sorprende mentre gli chiede come lui si senta ad avere questo compito, a chiedergli di parlargli di chi è venuto prima di lei, chiedendogli anche cosa succederebbe se rimanessero fuori dal posto sicuro durante la notte.
Entrano in sintonia e se Tristan si è indurito nel corso del tempo e svolge il suo compito come un automa grazie a quella ragazzina riesce a mostrarsi per quello che è davvero. Volente o nolente comincerà a preoccuparsi che lei arrivi sana e salva al di là perché la terra perduta è un percorso che ogni anima deve affrontare e non sarà affatto facile condurla e lasciarla andare dopo aver capito che la sua compagnia sta diventando essenziale.
Ma quando ho pensato che fossero arrivati a destinazione e il libro finisse Dylan mi ha stupita e ha ribaltato tutto.

Di solito concludo le recensioni inserendo una domanda tanto per stuzzicare la curiosità e per questo libro l'unica che  mi viene in mente è:  Dylan riuscirà a portare a termine il suo obiettivo?
E non pensate che ciò che ho scritto riveli chissà cosa perché c'è molto altro, sia per quanto riguarda la storia di per se sia per l'evoluzione soprattutto del personaggio di Dylan.
Scritto in terza persona è un libro coinvolgente in progressione, all'inizio son rimasta titubante poi ha cominciato a tenermi incollata nella lettura. Il rapporto che si crea tra i due personaggi è particolare e li accomuna quel senso di solitudine che han sempre provato fin da quando han memoria, lei per la timidezza e la prepotenza dei suoi coetanei che l'han sempre emarginata o derisa, lui per essere vincolato al suo ruolo sempre con un volto e un nome nuovo e il suo non poter superare i confini della terra perduta.
Ogni paesaggio descritto dall’autrice riusciva a coinvolgermi sul  serio, ero convinta ci fossi per davvero anche io insieme a loro due mentre cercano di arrivare alla meta successiva.

Nota piacevole e dolente al tempo stesso riscontrata per me che sono tecnologica come Noè: sono stati inseriti scambi di sms con una grafica simil schermo del cellulare difficile da leggere con il kindle, quando finalmente mi hanno svelato l'arcano di come visualizzarlo con un carattere idoneo ai miei occhi ho comunque avuto delle difficoltà per la scelta dell'intensità del colore di sfondo. Piacevole per l'originalità della scelta, spiacevole per una che come me che ha fatto fatica e ha dovuto chiedere l'aiuto da casa per decifrare i messaggi di Dylan. Non sono tanti ma in quel punto sono stata in difficoltà, ecco tutto. Resto comunque in attesa del resto della trilogia e cara la mia casa editrice spero proprio che non mi dovrà far attendere troppo.



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