giovedì 8 agosto 2019

Le recensioni di Barbara: La locanda sul porto di Manuela Chiarottino


Ultima recensione per oggi a cura di Barbara. Ha letto "La locanda sul porto" di Manuela Chiarottino, contemporary romance edito Triskell Edizioni.

Titolo: La locanda sul porto

Autrice: Manuela Chiarottino

Genere: Contemporaneo

Data di pubblicazione: 3 Luglio

Collana: Rainbow

Prezzo: €4.99


Sinossi
Aidan è partito da un piccolo paese della Cornovaglia anni prima, cacciato dal padre per la sua omosessualità. Non sarebbe voluto più tornare, ma la morte del genitore lo costringe a farlo. Si sistema in una malridotta locanda sul porto di proprietà di Boyd, uno scozzese dal sorriso facile, la lingua lunga e un passato racchiuso in una cicatrice seminascosta dalla folta barba. Con suo stupore Aidan scopre che il padre gli ha lasciato il ristorante di famiglia, mentre la casa andrà a sua sorella Rose, che lo odia cordialmente. Intenzionato a vendere tutto e partire il prima possibile, giorno dopo giorno scoprirà che non è così facile come credeva. Rivedere quei luoghi, le brughiere, le scogliere che scendono ripide sull’oceano, andare a visitare la tomba della madre, entrare nel ristorante e rivivere ricordi dell’infanzia e soprattutto lo strano e intenso rapporto che si crea con Boyd, lo trattengono. Ma c’è anche qualcosa che deve scoprire: la morte del padre non sembra così naturale come tutti vogliono fargli credere.




Recensione

Carissimi disastri,  vi voglio raccontare della mia ultima lettura "La locanda sul porto" titolo suggestivo per un romanzo molto dolce e romantico e mai volgare.
Il nostro protagonista si chiama Aidan, per lui la vita non è stata  facile. Cacciato di casa dal padre con la complicità della sorella a 17 anni dopo la scoperta della sua omosessualità , cova dentro tanta rabbia e risentimento. Richiamato dal notaio per la lettura del testamento dopo la morte del genitore, scopre di aver ereditato il ristorante di famiglia a scapito della sorella a cui va soltanto la casa.

Fermandosi per la notte in una locanda sul porto conosce Boyd. Al primo impatto tra i due non corre buon sangue, soprattutto da parte di Aidan che è molto diffidente e con il suo carattere difficile cercherà di allontanare Boyd che al contrario di lui è molto più solare e sorridente nonostante le mille difficoltà soprattutto economiche che lo affliggono. Boyd è quindi all'apparenza in pace con se stesso, in realtà nasconde cicatrici profonde nel corpo e nell'anima e non è facile neanche per lui lasciarsi andare e vivere la storia con Aidan a pieno titolo. Tra di loro però scattano scintille e un’attrazione che diventerà sempre più difficile da ignorare e relegare a una notte e via. Nel giro di brevissimo tempo tutte le loro certezze vengono meno e si ritrovano completamente coinvolti uno dall'altro.

In un alone di mistero sulle reali circostanze della morte del padre e sul perchè abbia lasciato a lui il ristorante, sul decidere di tenerlo o venderlo, di continuare a vivere la sua vita senza impegni e legami a Londra oppure tornare nella sua piccola cittadina, Aidan riuscirà a fare la scelta giusta? Riuscirà a sconfiggere le sue paure e ad accantonare l'odio e il livore che lo consumano? E soprattutto Boyd sarà ancora lì ad aspettarlo?

Un racconto piacevole scritto con uno stile spontaneo, brillante e scorrevole, una storia d'amore che scalda il cuore. Mi sono immediatamente piaciuti sia Aidan che Boyd, due personaggi interessanti e coinvolgenti, mi ha toccato molto la descrizione del difficile rapporto tra Aidan e suo padre e del tenerissimo legame che ancora lo lega alla madre morta, così come mi ha colpito la fragilità nascosta di Boyd, anche se avrei gradito fosse considerato un pò di più. In questa storia troviamo le cose belle e quelle brutte della vita, i momenti di sofferenza, i tormenti ma anche e soprattutto l'amicizia, quella vera e disinteressata e che può essere trovata nei posti e nelle situazioni più disparate.

“L’amore non si cerca, è lui che ti trova anche quando non vorresti. E poi spetta a te sceglierlo oppure no. Ma quando lo hai davanti agli occhi, come fai a non crederci?”


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