lunedì 15 luglio 2019

Review party: "Principe Azzurro e dove trovarlo" di Celice Bertod


Continua la giornata con un altro review Party: Giulia ha letto in anteprima il nuovo libro di Cecile Bertod... scopriamo insieme cosa ne pensa!


Titolo: Principe Azzurro e dove trovarlo - Tanto rumore per uno stupido ballo di fine anno

Autore: Cecile Bertod

Genere: Young Adult

Prezzo: € 2,99

Data di pubblicazione: 15 Luglio 2019



Sinossi

L'ultimo anno è iniziato e Joey non ha ancora trovato un accompagnatore per la serata di inaugurazione. Finirà di nuovo al tavolo dei nerd e rimarrà l’unica a non aver ancora dato il suo primo bacio. 

A complicare tutto, come se non fosse già abbastanza complicato, arriva un nuovo iscritto, Lorence Wallace, che sembra deciso a rubarle la regia dello spettacolo di novembre. Per fortuna c'è Lara a darle una mano. 

Ha un piano infallibile per essere elette reginette del ballo! Quindi, di che si preoccupa? Andrà tutto bene e, chissà? Forse Ryan si accorgerà finalmente di lei. Chi è Ryan? La super-mega cotta di Joey.

Recensione

Esistono, ad oggi, un numero indefinito di Young Adult.
Di questi, una percentuale allarmante sta alla letteratura come la Nappi sta alla castità.
Di quanto avanza, in una percentuale altrettanto allarmante, se ne discute fin troppo: sono belli, sono brutti, sono per ragazzine sono inutili. Sono.
Poi ci sono quelli come questo. Pochi. Purtroppo, e per fortuna.
Quelli che sembrano scritti per la te adolescente, sognatrice silenziosa di un cavallo - qualsiasi colore va bene, forza, anche zoppo, basta che arrivi - con in groppa quel dannato Principe (o Principessa) che riempie gli angoli del diario, del banco e dell’unghia che intossichi con il cancellino.
Sembrano.

Perché quelli come questo parlano anche alla te sudata, in piena crisi ormonale, sveglia alle quattro del mattino mentre ripassi quel maledetto tizio inglese per l'esame di stato. W. S. si chiama. Questo, almeno, lo ricordi.
E alla te quasi adulta - quando si diventa grandi? Quando Instagram decreta che è tardi anche per i selfie con filtro 1000? Quando? – che gli esami non finiscono mai ma i cavalli non corrono più e i Principi sono in pensione anticipata.
Quelli come questo di libri ne contengono tre. Collegati l'uno all'altro. Ma leggibili separatamente. Hai a disposizione una storia adolescenziale. Semplice.

Una ragazza, Joey, la cui vita sentimentale fa il paio con il penoso ricordo della festa delle medie passata a guardarti i piedi mentre ti ammali di orchite invocando un paio di palle nuove perché quelle che avevi sono consumate. Un amore, di quelli che non tornano più nell'età adulta, per qualcosa. E nel caso di Joey è per il teatro e, nello specifico, quello di Shakespeare. E un sogno, di quelli che invece continuano a tormentarti la vita anche quando la festa delle medie la fanno nel tuo salotto e ti chiedono di uscire perché la tua età, ormai, mette in imbarazzo: fare della propria vita qualcosa che somigli alla felicità.
Un’amica, Lara, la cui sfrontatezza verso la vita è un delizioso omaggio a qualcuno che ognuno di noi ha saputo essere. Almeno una volta.
E Lou. Lorence Wallace. Proprio lui. Il tizio del diario, banco, unghia e cancellino.
Spostò gli occhi su di lui, nello stesso istante lui sollevò i suoi e i loro sguardi si incrociarono. Durò un attimo, no, meno di un attimo, ma bastò. 
Non importa che sia bello e dannato. Brutto e affascinante. Inarrivabile ma affabile. Pessimo ma arrivabile per un solo istante. Lou sarà il metro di giudizio di tutti quanti passeranno per la via intricata che porta dagli occhi a quel posto mai scovato che contiene l’amore. Lou è di tutte perché ognuna di noi è Joey e ognuna ha il suo Lou. 
Poi, però, lo guardò pentendosi di averlo fatto, perché capì che non era così facile smettere, quando si iniziava a guardarlo. Era come se ci fosse qualcosa, lì dietro. Dietro la sua strafottenza, il suo sentirsi sempre al di sopra di tutto e tutti. E se la intravedevi non riuscivi a smettere di cercarla.
Hai a disposizione un manuale pratico per leggere il mondo della ricerca spasmodica dell’amore – a qualunque età - e farlo con ironia. Una ironia tragica, affogata nel disincanto di chi usa le parole per parlarti attraverso le pagine, e un afflato romantico che ricorda la saggezza di una nonna.
Prontuario: cure e rimedi.
Sezione: il bacio
Terzo capitolo
Bacio della nonna: Il bacio della nonna è un must. Il bacio per eccellenza. Di origine segretissime e antichissime, affonda le sue radici tra i rimedi babilonesi per la bua al ginocchio. Cura tutti i mali, compreso il gomito della lavandaia. E a differenza del bacio del vero amore non ha nessuna controindicazione. Solo magari è un po’ bavoso e lascia indelebili macchie di rossetto! 
Hai a disposizione la rilettura in chiave post-ironica di un classico: Molto rumore per nulla.
Paura.
È l’emozione che ti coglie quando ti rendi conto che la vecchia cara Cecile lo ha fatto sul serio.
Stupore.
Subentra quando capisci che non solo lo ha fatto. Ma ha legato perfettamente tutto dandogli un senso. E quasi quasi salti la parte post apocalittica pre-adolescenziale per leggere cosa diamine si sia inventata.
Gioia.
Te la porti appresso fino alla fine. Spera nel meglio e aspettati il peggio, recita un vecchio saggio adagio. E il peggio non arriva. Gioia.
L'autrice è divertente. Ma non serviva la mia acutissima capacità deduttiva per capirlo. Lo è sempre stata.
Mapartedue non è solo questo. È divertita. Lo si respira, par quasi di sentirla sorridere mentre maltratta Shakespeare fregandosene di te e della tua – possibile - ritrosia. E non basta ancora. Ha una marcia in più, che potrebbe sembrare una retro ma non lo è. Si diverte fregandosene e andando a cento all'ora contro il muro di ciò che era classico e adesso non lo è più. E non classico Ciccio Piccio Carrozza. No. Shakespeare.
Si diverte a mescolarlo con il dramma della vita che si fa vera e ti si schianta contro quando ancora vorresti indossare solo il sotto del costume e non farti i peli.
E con la sezione intelligente di Cioè.
Poi ci sono quelli come questo. Pochi.
E io come questo ho letto solo questo.


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