mercoledì 31 luglio 2019

Le recensioni di Giulia: La moglie del mercante di zucchero di Erica Brown


Giulia ci parla di un romanzo storico pubblicato da Newton compton Editori ad inizio mese, LA MOGLIE DEL MERCANTE DI ZUCCHERO di Erica Brown.

Titolo: La moglie del mercante di zucchero

Autore: Erica Brown

Edizione: Newton Compton

Prezzo: ebook 2,99/ Copertina flessibile 8,42

Genere: Romance storico

Data di pubblicazione: 4 luglio 2019


Sinossi

1850. Sono passati dieci anni da quando Tom Strong ha lasciato Bristol. Adesso però la sua famiglia, una potente dinastia la cui ricchezza era legata alla coltivazione di zucchero e allo sfruttamento degli schiavi, vuole che torni. È necessario trovare un modo per risollevare le sorti dell'impero economico e Horatia Strong è convinta che suo cugino sia l'unico a poterlo fare. Bristol, intanto, è devastata dal colera: Conrad e sua moglie Blanche sono distrutti per la perdita della figlia e il ritorno di Tom rischia di sconvolgere ulteriormente gli equilibri. Inoltre, Tom non sa che i vecchi nemici stanno pianificando la sua rovina. Horatia, ancora disperatamente innamorata del cugino, è disposta a tutto pur di riconquistarlo, anche a usare l'inganno. Quando Tom lo scopre, è determinato a ripartire, ma un segreto che emerge dal passato lo pone di fronte a una scelta impossibile...

Recensione

Il mondo, visto con gli occhi di questa distanza, è terribile.
Ed Erica Brown non soffre della miopia edulcorata del romance un tanto al chilo. O un tanto a vita.
Apre con un incipit che difficilmente si dimentica e che – se si è abbastanza attenti o sognatori o entrambe le cose – ricorda l’odore dei mandorli e degli amori contrastati*.
Apre con Blanche, personaggio apparentemente senza trama in una Bristol che trabocca disperazione. E morte. Una donna del genere, un personaggio tanto etereo eppure vivissimo, impantanato nel colera e nel segreto di una vita passata, tiene l’intero libro chiuso in quanto non è detto.

Nel suo destino era scritto che avrebbe amato un uomo, e che ne avrebbe sposato un altro.

Tiene le fila di molte vite, intrecciate e lontane, che si fanno vicine per la forza narrativa del caso. Accentra e richiama a sé quanti devono compiere un destino al quale sottrarsi è partita persa senza possibilità.
Rievoca Edith, amica creduta perduta nelle nebbie sudicie della povertà come condizione sociale. Ma non d’animo.

- Molte grazie per la vostra premura – fece lui togliendosi il cappello.
- No, vi prego non fatelo – disse lei imbarazzata lasciandolo lì, perplesso e rassegnato. Non poteva certo dirgli che i gentiluomini si levavano il cappello solo davanti alle sgualdrine, e che lei non era una di quelle.

Ricostruisce i contorni di Horatia, restituendola al lettore in tutta la sua odiosa umanità in un paio di pagine che riecheggiano per l’intera lettura.

- Aspettiamo il ritorno del capitano Strong nelle prossime settimane. Pensavo che avresti fatto i salti di gioia al pensiero di rivederlo. Ha perso sua moglie, sai. Si sentirà solo. Ma non preoccuparti, ci sarò io a consolarlo.


E con lei i contorni della famiglia Strong, infelice e cattiva, capace di intossicare il lettore con l’oppio e l’oblio della memoria che soltanto i soldi possono comprare.
Arriva persino al Nuovo Mondo, per tormentare i pensieri del capitano Tom Strong, che non è uno Strong ma un capitano sì. Elude le barriere della lontananza e lo riporta a casa, armato di un indiano d’America la cui sola presenza, una mastodontica bellezza, confonde e ingombra la lettura e di una statua.
Da qui, dal richiamo del sangue, da quello dei soldi e – non meno importante – da quello della vendetta si dipanano tante storie quante un solo volume può contenere.
E nel mezzo della morte che non risparmia nessuno, della disperazione che affligge l’oggi perché domani il mondo possa progredire, nel mezzo di una casa che piange l’assenza con una tristezza come una presenza, l’autrice trafigge la devastazione della perdita con l’unica idea credibile che rimane quando il resto è perduto: l’amore.

- Se tu sarai qui, io verrò. Quando sentirò che non ci sarai più, quando questa porta sarà chiusa, io ti lascerò in pace. -
-Me lo prometti? -
Lui annuì. - Sì -

Tutto il tempo che ho impiegato a leggere questo volume non lo so spiegare. Scritto senza alcuna sosta, incapace di annoiare o divagare dove non è possibile arrivare, non pecca di nulla. Forse il caldo malvagio di questi giorni ricorda quello del colera.
Oppure – forse – non lo si vuol sapere cosa accadrà perché è dolorosamente chiaro che Erica Brown non soffre di miopia. Ci vede benissimo e squarcia l’aspettativa di un romance storico con il coraggio del mettere le mani nella realtà. Per quanto tragicamente inesatta possa risultare.


* Il riferimento è a L’amore ai tempi del colera di G. G. Marquez.



2 commenti:

  1. Vediamo se il libro sarà bello quanto la sua ricensione. Lo compro

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  2. Il libro è bellissimo,storia meravigliosa e scritto molto bene

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