venerdì 28 giugno 2019

Blog Tour: Nonostante tutto di Elisa Crescenzi - Tappa Estratto



Ultimissima tappa! Curiose di leggere un breve estratto di Nonostante tutto pubblicato lo scorso 24 giugno?? Seguiteci!

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«Se preferisci posso mostrartene ancora uno, non mi sembri molto soddisfatta.» Continua ad agitare la penna in aria, come se aspettasse una mia conferma ai suoi dubbi. Sarà l'ennesimo buco nell'acqua, me lo sento, ma quest'appartamento proprio non mi piace.
«Dove si trova l'altro?»
Stretto nel suo completo scuro si avvicina alla finestra e mi fa segno di raggiungerlo.  Mi avvicino e cerco di seguire il suo sguardo.
«Vedi quell'edificio in mattoni? È proprio quello. Ho un appartamento che si è appena liberato, ti va di vederlo?»
Guardo ancora una volta intorno: di sicuro qui non posso vivere. Alzo le spalle rassegnata. «Certo», non credo davvero possa esserci una casa peggiore di questa.
Marco, l'uomo dell'agenzia a cui mi sono affidata, mi rivolge un largo sorriso, si avvia alla porta con passo sicuro e mi fa cenno di seguirlo. Se mi avessero detto un mese fa che mi sarei trovata in questa situazione non ci avrei creduto.
Mi chiamo Emma, ho venticinque anni, e fin qui tutto normale direi, lavoro o meglio, lavoravo, come guida in una galleria d'arte a Londra. Già, una di quelle rompicoglioni che siete costretti ad ascoltare quando decidete di visitare un museo. La mia vita era perfetta: avevo una casa favolosa, con un giardino favoloso, un auto favolosa e

 un fidanzato favoloso… ah no aspettate, ho sbagliato su quest'ultima cosa. Il fidanzato non era poi così favoloso, o meglio, lo era prima di sorprenderlo nel nostro letto con un'altra.
Direte che sono cose che capitano, la vita non finisce per questo. Okay, ma se aggiungiamo che ci saremmo dovuti sposare tra un paio di mesi? E se ci mettiamo anche che la ragazza in questione era una mia collega, che a detta del mio simpatico ex non era altro che una snob? E se, giusto per non farci mancare nulla, aggiungiamo anche che hanno cercato di convincermi a fare una cosa a tre?
Oh sì signori, avete capito bene. Quel fottutissimo bastardo, una volta colto sul fatto non ha cercato di scusarsi, no no, sarebbe stato troppo per lui. Ricordo come se fosse ieri quello che mi ha detto.
«Dai tesoro, non facciamola tragica, è solo un gioco. Vieni qui con noi, vedrai che ti diverti.»
Sono rimasta talmente scioccata che non ho avuto il coraggio di replicare e sono uscita senza aggiungere altro.
Ora eccomi qui, a Milano, pronta a ricominciare da capo. 

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