domenica 5 maggio 2019

Review party: "L'isola degli eterni" di Monica Jemi


Buona domenica Disastri! Dopo averci parlato dei protagonisti della storia, ecco la tappa finale del blog tour del libro di Monica Jemi, pubblicato con Leone Editore: un bellissimo Review Party! scopriamo insieme cosa ne pensa Giulia!


Titolo: L'isola degli eterni

Autore: Monica Jemi

Collana: SÀTURA

Prezzo: 16,90 euro


Sinossi

Per la dodicenne Giulia essere catapultata sull’Isola degli Eterni è fin da subito uno shock. In questo mondo parallelo vivono degli strani abitanti, che hanno smesso di invecchiare, di ammalarsi, di ferirsi e anche di morire. Sono in questa condizione da centinaia di anni, in una
realtà che sembra priva di guerre, di odio e di rancori. Insomma, abitano in un vero e proprio mondo ideale. In quel luogo misterioso Giulia stringe un patto per cui sarà costretta a trascorrere lì un mese all’anno, fino al giorno in cui, compiuti i vent’anni, sarà deciso tra lei e un altro dei prescelti, chiamati Indicati, chi potrà  accedere alla vita eterna. Ma c’è un prezzo da pagare per essere immortali. Le regole ferree che gli abitanti si sono imposti vincolano infatti la loro libertà, fino al punto che ogni emozione è bandita. Le dimostrazioni di affetto sull’Isola degli Eterni sono perfino illegali. Tutto l’opposto della vita sulla terra, dove Giulia interagisce con le persone che la circondano. Affetto, amicizia, amore, ma anche odio e dolore fanno parte del suo quotidiano, e non vengono controllate da regole. Di fronte a tutto questo, Giulia si trova quindi a dover scegliere tra razionalità ed emozione. Quale delle due avrà la meglio?




Recensione

Quando ho chiuso il libro ho scoperto di avere, nella mente, una infinità di immagini secondarie. Dalla caverna di Platone alla fondazione di Roma passando per Stephen King. Ci ho messo qualche momento per capire che non si trattava di una casuale associazione di idee e che quel caos aveva un senso. Poi ho cercato anche di scoprirlo – e scriverlo - il senso del caos.
Quello che segue è il meglio che sono riuscita a fare.
Immaginate un’Isola, chiusa dentro una Sfera di Kingiana memoria, protetta dal logorio di un tempo che fugge, inesorabile. Dalla caducità della condizione umana, dalla corrosione dell’evoluzione. E, soprattutto, dalla tragica capacità di trovarsi, ovunque, nello spazio.
Al suo interno, come prigionieri di una caverna, abitanti incatenati a un’esistenza priva di qualunque emozione. Per scelta.
Impenetrabili, come la sfera, a qualunque inciampo umano, fosse il dolore di una malattia o di una perdita, fosse l’esaltazione delirante dell’innamoramento o la definitiva abdicazione all’amore per un figlio.
Capeggiati da un uomo corroso dal tempo, nei sentimenti e nei ricordi. Daniel, salito al potere dopo lo scontro fatale con il fratello Michael, scontro che tanto richiama la storia e la leggenda di Roma. Daniel, il primo e l’ultimo dei suoi, fermo nella necessità di non sentire. Di non appartenere, se non al vuoto salvifico dell’assenza.
Impenetrabili, tutti, come la sfera.

Quando, una volta ogni cinquanta anni, un Indicato sulla terra viene scelto, l’isola si rende penetrabile e ne accoglie la presenza. Per un intero mese all’anno dal momento dell’indicazione sino al compimento del ventesimo anno di età del prescelto. Poi avverrà una scelta. E tutto tornerà uguale a se stesso, per il seguente mezzo secolo.

Un susseguirsi di ere identiche, un meccanismo perfetto, incapace di tollerare il più piccolo intralcio. Che ha 12 anni e un nome, Giulia.
Una giovane Indicata il cui potere, enorme e spaventoso e umano – l’empatia – rappresenta un fuoco che brucia gli occhi di quanti lo guardano troppo a lungo. Rappresenta lo strappo nel tempo, nello spazio ristretto di un tocco che è proibito. La rapina di quanto è nascosto, dove non è più concesso guardare. E l’incontro con Daniel, con la sua pelle, rappresenta l’inizio di una storia di un’era ancora da scrivere.
«…nel momento in cui ti ho toccata, ho sentito un boato all’interno del mio petto, come se tutta la mia energia si stesse prosciugando, come se tu mi stessi rubando qualcosa»
L’avevo visto soltanto un attimo, un anno prima, e da allora erano successe molte cose.
Ma quella sensazione, quella che avevo provato nel momento in cui mi aveva sfiorata, non ero riuscita a dimenticarla.

Si susseguono gli anni, in una alternanza sofferta, tra la vita terrena e quella sull’Isola che l’autrice non dimentica di corredare di personaggi fondamentali. Da un lato l’interezza dell’infanzia che diventa precaria adolescenza, attraverso l’affetto familiare, l’amicizia e la scoperta dell’amore. Dall’altro la pienezza di un vuoto instabile che riserva personaggi complessi nella loro eterna esistenza sempre identica.
Sino al compimento di quella scelta che sopraggiunge, inesorabile, nell’esistenza di ognuno.

Un libro che mostra la fantasia complessa dell’autrice, capace di inventare un intricato mondo alternativo che rincorre un ideale di perfezione assolutamente imperfetto. Un libro caratterizzato da spunti interessanti ed espedienti arguti, nonostante non sempre riesca ad amalgamare tutti gli eventi nello scorrere della storia. Scritto in modo acerbo e tutt’altro che impeccabile, sa tuttavia essere scorrevole e concedere alcuni passaggi introspettivi notevoli.
E, particolare non da trascurarsi, a fare da sfondo a una storia fantasy la vicenda più umana e meno fantasiosa che esista: quella dell’amore, impossibile, imperituro e assoluto.
«… ti stavo guardando e mi sono chiesto: altrimenti cosa vivo a fare?»



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