venerdì 3 maggio 2019

Le recensioni di Jessica: "Novecento" di Alessandro Baricco


Dopo tanti romance, la nostra Jessica ha deciso di cambiare genere ed esplorare la bibliografia di un autore di narrativa. Ci parla, infatti, di "Novecento" di Alessandro Baricco, pubblicato da Feltrinelli.


Titolo: Novecento

Autore: Alessandro Baricco

Edizione: Universale Economica Feltrinelli

Prezzo: 5,52 copertina flessibile, 3,99 e-book

Genere: Narrativa (monologo teatrale)

Data di pubblicazione: 27 dicembre 2012


Sinossi

l Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano".




Recensione

Questo è un libro che deve essere letto. Cerco di non prendere mai posizioni così nette nelle mie recensioni, ma devo fare un’eccezione per Baricco, e soprattutto per questo libro. Si tratta di una sessantina di pagine scritte divinamente. Si tratta del genere di storia di cui non hai mai abbastanza. Ho visto per la prima volta La leggenda del pianista sull’oceano quasi quindici anni fa, ma paradossalmente ho letto il libro solo dopo e ogni tanto mi capita di farlo ancora.

Baricco dice: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”. E io ci credo.

Tim Tooney è un uomo a cui non è rimasto altro che una storia, quella di Danny Boodman T. D. Lemon Novecento, che nacque, visse e morì su un piroscafo senza mai mettere piede sulla terra ferma. Pianista di eccezionale talento, si esibisce ogni sera nella sala da ricevimento, stregando con le sue note ogni passeggero del Virginian. I due diventano amici quando Tim sale a bordo del piroscafo come trombettista. Tenta di convincerlo a scendere e per un attimo si illude di esserci riuscito, ma Novecento ha paura di quelle città sconfinate, dell’orizzonte infinito. Lui che ha sempre visto il mondo da lì, come può capirlo sulla terra ferma?
“Il mondo, magari non lo aveva visto mai.Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima.”
Novecento è un personaggio antitetico all’ambiente in cui vive: sul Virginian viaggiavano uomini e donne che cercavano fortuna in America. Per tutti gli altri quella nave non era altro che una via di passaggio, ma per lui era “casa”, un porto sicuro, l’unico posto al mondo in cui sentiva di poter esistere. Si accontenta di osservare le vite altrui, regalando in cambio di quelle storie la sua musica.
“Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia... Tutta scritta, addosso.”
Il mio ultimo consiglio è quello di non limitarvi a leggere questo libro, vivetelo, lasciatevi incantare dal supremo maestro delle parole. E poi guardatevi il film, perché anche quello è magistrale: per una volta è fedelissimo al libro e all’altezza delle aspettative. C’è anche una playlist su Spotify con Baricco che legge Novecento, da non perdere.



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