giovedì 16 maggio 2019

Blog Tour: Come anima mai di Rossana Soldano - Tappa l’Arte nel romanzo


Ospitiamo oggi la quarta tappa del blog tour organizzato per COME ANIMA MAI di Rossana Soldano, edito Hope Edizioni. L'argomento della nostra tappa è: L'arte nel romanzo.

Titolo: Come anima mai

Autore: Rossana Soldano

Editore: Hope Edizioni

Genere: Storico, Male to male

Data di pubblicazione: 16 maggio 2019


Sinossi

Inghilterra, 1936.
Lewis Ellsworth, figlio del Duca di Buccleuch, è attento a tenere i suoi incontri sessuali lontano dagli ambienti aristocratici. All’inizio del suo secondo anno a Cambridge, però, scopre che il ragazzo con cui si è intrattenuto in un pub è uno studente del suo stesso college. Intelligente, affascinante ed eccentrico, William Chase entra nella sua vita come un tornado, scuotendo certezze e intenzioni.
Due studenti privilegiati, colti e raffinati, ubriachi di arte e letteratura, ebbri di emozioni e ambizioni. Ma in una società in cui persino al Re non è permesso scegliere di chi innamorarsi, Lewis e William vivono un amore diverso, vietato e voluto, doloroso e intenso, nascosto agli occhi del mondo.
Una storia fatta di coraggio, segreti, passione e contrasti, di crescita e conflitto, alla ricerca di una Wonderland nascosta dietro specchi di ipocrisia. Due vite che si incrociano e si salvano, due anime destinate a perdersi e a rincorrersi sullo sfondo dell’Europa del secolo scorso, un’Europa controversa e stuprata dalla guerra, in cui l’amore crea più scandalo dell’odio, in cui credere alle favole sembra quasi impossibile, ma è l’unica via d’uscita.
Perché forse Wonderland, non è un dove ma un quando.

Ci rincorrevamo come sabbia in una clessidra e niente
si andava a perdere mai; pieni, davvero, solo se insieme.

Solo che allora, stretta nei nostri corpi, la felicità pensavamo di poterla
tenere con noi per sempre, marchiandocela addosso come l’amore sulla vita.


***

L'arte nel romanzo 

“E pensai che l’arte, come l’amore, esiste per farci sentire l’anima attraverso il piacere del corpo.”

Non è facile spiegare l’arte raccontata in Come Anima Mai. Perché in questo romanzo l’arte non
è la passione di un personaggio, o il talento di un personaggio, o la ricchezza di un personaggio.
In Come Anima Mai, l’arte è un personaggio. Partecipa alla coralità proprio come altri comprimari.
È citata in tutte le sue forme e diventa, in certi passaggi, fondamentale e risolutiva, didascalica o puramente strumentale.
La citazione che apre questa tappa è riferita al Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona, un affresco di Palazzo Barberini a Roma, ed è solo una delle tante opere presenti in Come Anima Mai. L’estrazione sociale, le possibilità economiche e la cultura che caratterizza questi personaggi rendono l’arte quasi una un’ovvietà nelle loro esistenze, ma il loro modo di viverla, e di goderne, mischia i diversi piaceri e la rende tangibile. Trasforma il semplice conoscere e comprendere le opere in un sentire fisico, come il pianto inaspettato di Lewis davanti a un’opera di Egon Schiele, o il trasporto di William davanti alla maestosità della Roma antica. L’amore di Will per l’arte giocherà un ruolo fondamentale nella sua vita. Così come il suo amore per la letteratura diventa un modo di raccontarsi e comprendere il mondo e gli altri, che possiamo racchiudere nella sua domanda a Lewis: “Cosa leggi Ellesworth?”. Questo è il suo strumento conoscitivo, come il tatto per un cieco, ed è il suo modo per scivolare nella vita degli altri attraverso le storie nelle quali si riconosce. Suggerisce a Lewis di leggere Il Lupo della Steppa – il suo invito a farsi decifrare – ed è infatti citando Hesse che Lewis riesce, quando ne ha bisogno, a tirarlo a sé.


Ma i libri diventano anche un mezzo, per nascondersi dal mondo, uno strumento di clandestinità. 
E poi ancora un’opportunità. 
Le citazioni sono troppo numerose per poter essere elencate nella loro interezza, ma si va dal già citato Hess a Lewis Carroll, la cui Alice diventerà leitmotiv e guida dell’intero romanzo, passando per Jane Austen 
e Sant’Agostino, a William Shakespeare e Marcel Proust, da John Fante a Henry Miller, da Emily Bronte 
ad Alexandre Dumas, da Oscar Wilde a Conan Doyle, da Louis Ferdinand Céline a Thomas Mann e Gabriele D’Annunzio.
E, in ultimo, la musica. Che diventa afrodisiaco e messaggio, un codice attraverso il quale scambiarsi sentimenti e riconoscere verità. Entra prepotentemente in questa storia quando si scopre il talento da pianista di Will, passando per la devozione di Lewis per la musica in tutte le sue espressioni. Se per William la musica è un rifugio, per Lewis è un piacere irrinunciabile. Suonano insieme la Fantasia in fa minore di Schubert, ed è il loro primo vero modo per scoprirsi.
“Quattro mani che suonano insieme sono davvero come due persone che imparano a conoscersi. 
È una storia, come due persone che si innamorano, si amano e si danno piacere.”

E poi la Tosca, Billy Holiday, Igor Stravinsky, Wagner e Marlene Dietrich. Esiste una playlist su YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=jN5S6ypof8&list=PLTuGypOeOJ29kANm5IeiKH7H_HclnlcR6&index=2)da ascoltare durante la lettura per immergersi nelle suggestioni musicali dell’epoca. C’è anche una canzone originale, Blue drowns in green, scritta, arrangiata e interpretata per Come Anima Mai, da Irene di Brino.
Will e Lewis vivono l’arte come un’esigenza. Come libertà.
“E non c’è niente di male nel preferire gli uomini, nell’amare qualcuno del proprio sesso. (…) 
È qualcosa che non puoi cambiare, né mostrare, ma non significa che tu non possa esprimerti, attraverso l’arte, attraverso la vita. Sei quello che sei. Sii quello che sei.”

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