venerdì 19 aprile 2019

Blog Tour: "Illusioni sommerse" di Cristiano Pedrini - Tappa Intervista


Partecipiamo con piacere al blog tour organizzato per il libro "Illusioni sommerse" di Cristiano Pedrini... a noi è toccata la tappa Intervista...ma prima, non perdetevi il primo capitolo!


Titolo: Illusioni Sommerse

Autore: Cristiano Pedrini

Genere: Narrativa

Editore: self publishing

Prezzo: € 2,99


Sinossi

Norman Foster, un importante e acclamato scrittore, sta per presentare uno dei libri più attesi dell’anno alla Victoria Hall, una delle librerie più prestigiose di Londra. I suoi titoli sono sempre stati coronati dal successo del pubblico, dopo il felice e misterioso esordio avvenuto anni prima.
Tra il pubblico, ad assistere a quell’avvenimento, lo attende Jayce Cavendish, rampollo di una facoltosa famiglia americana. La sua presenza non è altro che l’ennesimo tassello che egli, con pazienza e perseveranza, ha posato per completare il mosaico della sua vendetta personale che avrà come epilogo la morte inattesa dello scrittore.
Sarà compito dell’ispettore di Scotland Yard Cedric Devonshire scoprire chi si nasconde dietro la scomparsa dell’autore e suo malgrado accettare l’invito di Jayce, conscio di essere uno dei principali sospettati, a riunire nella sua residenza di Keswich tutti coloro che avevano conti in sospeso con la vittima.
Un giallo romantico e intenso, dove amore, morte e vendetta, fluttueranno davanti agli occhi dei protagonisti trascinandoli in un’avventura piena di suspense, azione e passione.


Capitolo Primo

L’ospite

Il fuoco ardeva, rompendo il silenzio della stanza con il suo lieve scoppiettio e proiettando ombre sinuose sulle pareti. Animava i dorsi delle lunghe file di libri, riposti con meticolosa cura sui ripiani delle librerie di frassino che occupavano, con la loro imponenza, tutta la parete a nord di quello che era sempre stato lo studio privato e la biblioteca della blasonata magione edificata in quella località tanto particolare nella metà dell’Ottocento. Un’altra particolarità che faceva di quella stanza un luogo tanto ricercato erano i suggestivi dipinti racchiusi in pesanti e ornate cornici, ma che potevano pregiarsi solo del ruolo di semplici comparse: il loro unico scopo era di circondare il vero e indiscusso protagonista, che in silenzio osservava le fiamme.
Egli si mosse appena, posando le spalle contro la poltrona rivestita di broccato amaranto. Sollevò lo sguardo verso la pendola che al pari di un alfiere sembrava scrutasse ogni sua mossa ricordandogli con il suo interminabile ticchettio lo scorrere del tempo. Socchiuse gli occhi concedendosi gli ultimi istanti di pace che riusciva a cogliere in quella grande casa. Quello era il suo regno, il luogo che nessun altro poteva permettersi di invadere senza pagare il giusto tributo alla sua persona. Un tributo che diveniva, giorno dopo giorno, sempre più oneroso per chi aveva l’ardire di provarci.
Una serie di colpi alla porta riuscirono appena a scalfire quell’atmosfera.
«Signore, è ora» esordì la voce pacata giunta alla sua destra.
Egli girò il viso verso la porta aperta dalla quale penetrava una luce fioca ma capace di scacciare la penombra della stanza. Un sorriso enigmatico comparve su quel volto niveo, accompagnato da un veloce battito delle lunghe ciglia nere come il più prezioso degli opali.
«Grazie, Eleonor. Aspettami nell’atrio» le rispose tornando a fissare il fuoco che iniziava a diminuire d’intensità. Presto si sarebbe spento, consumando le sue ultime energie.
Sorrise ripensando a come quella donna amava chiamarlo. Non usava mai il suo nome, preferendogli quel titolo, pronunciato con un tono solenne che apparteneva a un’epoca remota. Lui, un signore… a ventun anni appena compiuti. Le sue sembianze erano assai più vicine a quelle di un adolescente che a quelle di un individuo che stava per superare gli ultimi confini della maturità. Forse era solo un’altra contraddizione della sua esistenza.
Si rialzò ritrovandosi a fissare il suo riflesso nel grande specchio che mostrava la sua intera figura. Si avvicinò allungando la mano e lasciò che scivolasse lentamente sulla superficie gelida accarezzando i contorni di quel viso che molti avrebbero definito un perfetto connubio di grazia e superbia. La superiorità che lo rendeva al tempo stesso preda e cacciatore, capace di paralizzare con lo sguardo chi aveva dinnanzi, obbligandolo a scegliere quale ruolo assumere. Quello sguardo, impreziosito dagli occhi bruni, tanto gentili quanto amabili, era capace di suscitare invidia e avversione, che poteva crescere a dismisura se, dimenticandosi di essi, ci si addentrava alla scoperta di ciò che quel corpo slanciato e fragile nascondeva.
Si passò le mani tra i capelli castani, le cui sfumature intense riuscivano ad avvolgere il viso simile a quello di una preziosa bambola destinata a essere unicamente ammirata.
Egli indietreggiò e raccolse il bastone posato accanto alla poltrona impugnandone il pomo argentato.
È inutile indugiare oltre convenne incamminandosi verso la porta


Ed eccoci all'intervista!
Ciao Cristiano, benvenuto! Hai definito questo nuovo romanzo “Illusioni sommerse” un giallo con sfumature di romance. Perché?
È molto semplice, questa storia nasce e si sviluppa come una classica indagine con un buon ispettore di Scotland Yard, Cedric Devonshire,  incaricato di scoprire il colpevole dell’assassinio di un importante scrittore, Norman Foster. Tra gli indiziati c’è Jayce Cavendish, che decide di iniziare un lungo racconto che porterà tutti coloro che ha invitato nella sua residenza a scoprire il motivo del suo rancore verso lo scrittore. Ma con il passare del tempo, Cedric scoprendo il passato di Jayce ne è affascinato e al tempo stesso desideroso di dare un’alternativa e uno sbocco diverso all’odio e al risentimento che mina il cuore e l’anima del ragazzo.

Qual è il tema principale di questa storia, la colonna su cui tutto ruota?
Il tema del giudizio, verso noi stessi e gli altri. Un giudizio che Jayce  al tempo stesso cerca e rifugge, sicuro di esserne immune e capace di una morale superiore. Ma quella corazza in cui si è racchiuso può essere scalfita?

In molti tuoi romanzi l’ambientazione preferita è l’Inghilterra. Perché?
E’ uno dei paesi che amo di più, con il suo fascino e il delicato equilibro tra passato e futuro, con le sue mille sfumature d’ambientazioni che la rendono, a mio avviso, un perfetto palcoscenico per moltissime storie.

Parliamo del protagonista, il giovane Jayce Cavendish? Mostra una sicurezza sfacciata di sé ma…
Ma è una sicurezza che egli si è costruito, giorno per giorno, fondendo il dolore e la rabbia per il suo passato. Egli sa di non essere completo… La scomparsa del suo amato Julian ha creato un vuoto che crede di  poter colmare ottenendo le ultime cose che glielo ricordano e per raggiungere il suo scopo è disposto a giustificare azioni che mai vorrebbe compiere.

“Illusioni sommerse” è un giallo classico. Hai altri progetti di questo genere?
Sì. Si tratta di un thriller, che si intitola “Il prigioniero del Sultana”: la storia si dipana tra passato e presente e si svolgerà sul grande fiume Mississippi: un viaggio che porterà due giovani a scoprire cosa li accomuna.



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