mercoledì 27 marzo 2019

Review Party: "Dalla prima all'ultima pagina" di Alexandrea Weis


Buongiorno Disastri! Oggi abbiamo una giornata piena di Review Party... il primo di giornata lo abbiamo organizzato noi: Giulia ci parla, in anteprima, del romanzo di Alexandrea Weis in uscita domani per Delrai Edizioni. Insieme alla recensione, scopriremo anche i Sei motivi per leggere il romanzo!


Titolo: Dalla prima all'ultima pagina

Autore: Alexandrea Weis

Editore: Delrai edizioni

Data di pubblicazione: 28 marzo 2019

Prezzo: ebook 5,99 - Cartaceo 12,00


Sinossi

Lui è un uomo ricco, un magnate del petrolio, con due matrimoni falliti alle spalle.
Lei è un’autrice di successo, scrive romanzi rosa, ma non crede più nell’amore.
Tyler Moore ricorda bene Monique Delome, l’unica donna che non è mai riuscito a conquistare, che non si è mai donata a lui totalmente, nonostante il desiderio e l’attrazione schiacciante tra loro. Monique continua a scrivere di Tyler nei sui romanzi, anche dopo anni: i suoi occhi, i capelli, il fascino dell’uomo in carriera, il carattere potente e dominatore, per lei rimarrà sempre l’uomo ideale di ogni donna, un desiderio segreto, proibito.
Quando per caso si incontrano di nuovo, tra loro scatta qualcosa, una voglia inarrestabile di inseguirsi e scoprirsi, fisicamente e mentalmente, di darsi piacere reciproco come non era mai successo. Ma l’amore, i sentimenti, tornano a far capolino e a spingere per tornare a galla. Nessuno dei due però è disposto a dare la sua fiducia all’altro, questo perché la vita ha già segnato entrambi.

L’esordio letterario in Italia di un’autrice americana che si distingue per la passione e la realtà con cui tratta l’amore. Non c’è un tempo giusto per amare, perché le emozioni appartengono alla vita stessa, non all’età.





Recensione

Il fiume del tempo scorre, ancora, in una sola direzione. Poco importa che si resti fermi lasciandosi trasportare, si arranchi in un disperato controcorrente o semplicemente si passeggi sulla riva osservando. Il tempo scorre, se ne frega. E, spesso, ammala, avvelena con una sostanza apparentemente senza antidoto: il rimpianto.

Di questo soffrono i due personaggi, una scrittrice di romanzi rosa e un magnate del petrolio. Un male, questo, del quale non hanno riconosciuto i primi sintomi, distratti da una giovinezza affamata di vita. Ma del quale subiscono gli effetti.
Giorno dopo giorno, nel loro cercarsi senza trovarsi, nel tentativo di guarire come detta la loro natura: immaginando mondi e scenari nei quali il fiume navigato è un altro, scrivendo di occhi e mani e sogni sempre identici – lei -, annegando nell’impegno della ricchezza, apponendo la firma a un declino splendente, sposando tutto quello che non può che essere una punizione – lui.

Giorno dopo giorno sopravvivono, entrambi, all’amore che non è.
Moe passeggia sulla riva.
Ty rimane fermo a lasciarsi trasportare.
Lo sfondo di compresenza arranca tentando di risalire la corrente.

Finché il corso subisce una deviazione e concede loro la brutale occasione di guardarsi ancora, nel loro essere invecchiati soltanto nell’aspetto, di toccarsi per la prima volta, di annegare lo sguardo nel rimpianto. Da qui comincia l’anticamera complicata della felicità, fatta di bipolarismi, perdite, luci intermittenti sulle vite passate e su quelle future.

Laddove Ty mostra, seppur con l’edulcorante proprio di un personaggio che vuole farsi amare – dal lettore e dall’amore - il lato oscuro di una vita presa in prestito da un patrigno troppo ricco, troppo lontano, troppo umano, Moe non mostra.
Moe scrive, gridando l’abbandono di una riservatezza protrattasi per anni nella quale conservare il cuore e se stessa.

Dalla parola scritta, dalla rassegnazione, dal conflitto, dal piacere, dalle braccia larghe delle proprie radici. Dall’amore.
Sono questi i sei elementi che fanno di questo volume un breve sorvolo spensierato. Nonostante tutti i nonostante.

  • La parola scritta. Un volume non solo per chi legge, ma anche per chi, almeno una volta, ha scritto. Del primo amore, di un ricordo fissato in un profumo, in una parola, in un gesto.
  • La rassegnazione. Il tentativo di ingannare il tempo che trascorre è un gioco pericoloso al quale, spesso, non sappiamo sottrarci. E non riesce a sottrarvisi neppure all’autrice che profila non soltanto un romanzo sulle seconde occasioni, ma anche uno spaccato sulla bellezza e la dannazione della maturità.
  • Il conflitto. Interno, esterno, taciuto. Elemento che permea l’intero volume, in ognuna delle sue parti, persino quelle dal sapore tragico.
  • Il piacere. L’erotismo è, forse, l’elemento che maggiormente sembra stonare nel testo. Sembra. L’autrice è, senza dubbio, abile nel piazzarlo lì, nel mezzo della narrazione, costringendoti a porvi attenzione con l’occhio interno del proibito. Ed è ancora più abile nel descrivere il peccaminoso con gli occhi bambini di due adulti.
  • Le braccia larghe delle proprie radici. New Orleans. Se non vi si è andati, se non la si conosce non importa. L’autrice riesce a far viaggiare il lettore fino alle rive del Mississippi con una dedizione che impressiona.
  • L’amore. Il primo, l’unico e, comunque vada, l’ultimo.
Un libro che non ha convinto fino in fondo, ma che raggiunge ampiamente la sufficienza: a tratti mi è sembrato troppo superficiale e frettoloso. Uno scenario ingordo che accenna – senza purtroppo approfondire - la complessità emotiva necessaria alla scalata vertiginosa verso il gesto più semplice, e necessario: la resa. Eppure, capace di introdurre un saggio Napoleone, uno scenario ammantato di poesia, l’erotico romanticismo della scoperta e l’annoso problema della dipendenza.

E voi che dite? Vi ispira? Lo leggerete? Se sì, fatemi sapere cosa ne pensate!


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