martedì 12 febbraio 2019

Review party: "Non era vero" di Clare Mackintosh + approfondimento cover


Secondo review party per oggi. Alexa ha letto in anteprima Non era vero, thriller di Clare Mackintosh, edito DeA Planeta. A seguire troverete l'approfondimento scelto dal nostro blog, le cover nelle sue varie pubblicazioni.


Titolo: Non era vero

Autore: Clare Mackintosh

Editore: DeA Planeta

Genere: Thriller

Data di pubblicazione: 12 febbraio 2019

Prezzo: 9.99 € ebook



Sinossi

Puoi vivere una bugia. Oppure cercare la verità a ogni costo. “Suicidio. Ne sei proprio sicura?” 
È un biglietto con queste parole a sconvolgere ancora una volta l’esistenza di Anna, reduce dalla doppia morte, a pochi mesi di distanza, prima del padre e poi della madre. Ma se la polizia non ha mai avuto dubbi nel classificare come suicidio quel duplice volo sulle rocce a picco e le acque agitate di Beachy Head, Anna non sa darsi pace. Il solo a darle ascolto è Murray Mackenzie, agente in pensione che alla cura della moglie malata alterna il servizio come volontario presso la Centrale. All’insaputa dei colleghi, Mackenzie si mette a caccia di indizi in grado di dare sostanza ai dubbi di Anna. Perché non esistono storie senza ambiguità e doppi fondi, né famiglie senza segreti. Maestra riconosciuta del twist che non ti aspetti, Clare Mackintosh torna con un nuovo, appassionante romanzo dove nulla, ma proprio nulla, è come sembra. A dimostrare perché, con oltre due milioni di copie vendute, è oggi tradotta in tutto il mondo e acclamata da colleghe come Paula Hawkins, Fiona Barton, Jojo Moyes e Shari Lapena.




Recensione

Miei cari Disastri, oggi vi parlo di un thriller che ci dimostra che a volte sono proprio le persone più vicine e insospettabili a essere dei mostri.
Benjamin Franklin diceva: “Tre persone possono tenere un segreto se due di loro sono morte” e vi posso garantire che in questa frase è racchiusa l’essenza del romanzo. Un romanzo in cui, appunto, i segreti possono restare tali solo se effettivamente nessuno può più raccontarli, specialmente se sono in grado di cambiare la visione della realtà oltre a distruggere tutto ciò che per una vita intera si è creduto vero. Cosa che accade alla protagonista di questo libro.

Anna Johnson è una ragazza di 26 anni, vittima di un segreto che i genitori hanno gelosamente custodito per non infrangere la bolla felice che sembrava essere la loro vita. Anna vive a Brighton, nella casa di famiglia, insieme alla figlia di 2 mesi e al suo compagno Mark Hemmings, che da suo terapista è diventato il suo compagno.
Quando inizia la storia, la vita di Anna è stata appena segnata da ben due tragedie consecutive: diciannove mesi prima suo padre si è suicidato e dopo sette mesi sua madre.
Nel giorno dell’anniversario della morte di quest’ultima, però, le arriva un biglietto anonimo con la scritta: “Suicidio. Ne sei proprio sicura?”

Anna, che ha sempre dubitato dei due suicidi, in quel biglietto vede la conferma a tutti i suoi terribili dubbi. Decide, perciò di rivolgersi alla polizia (che ha archiviato i casi come suicidi per l’appunto), dove l’unico a interessarsi al caso è Murray Mackenzie, l’altro protagonista del romanzo, un detective in pensione che ora lavora come impiegato volontario alla stazione di polizia.
Murray è un uomo di sessant’anni, con una vita privata vissuta a metà a causa dei disturbi psichici di sua moglie, ma il suo brillante intuito di investigatore lo avvisa subito che Anna ha ragione. La dinamica della morte dei coniugi Johnson non torna pertanto lui inizia a indagare per andare in fondo alla faccenda.
La ragazza, tuttavia, riceve altre minacce in casa fino a che sulla soglia di casa sua non comparirà un vero e proprio “fantasma” che distruggerà il suo precario equilibrio, ribaltando ogni sua convinzione.
Ma qual è lo scottante segreto che si cela dietro la scomparsa dei suoi genitori?
Dovrete leggere il libro per scoprirlo.

Allora, confesso di aver fatto molta fatica a leggere questo romanzo perché non sono riuscita a comprendere la protagonista.
Anna è una donna fin troppo ingenua e con un’acuta dipendenza affettiva prima nei confronti della madre e poi verso il compagno. Non ha mai vissuto da sola e ha sempre lavorato nella concessionaria di famiglia. Ha solo un’amica, Laura, praticamente cresciuta in casa sua in quanto sua madre ne era la madrina. Anche la decisione di andare in terapia non va a buon fine. Anna non vuole elaborare emotivamente i lutti e, come se non bastasse, instaura immediatamente una relazione col suo terapista di cui rimane incinta al primo appuntamento.
Insomma, il suo personaggio non mi è piaciuto perché tra le pagine si evince che è una persona a cui piace vivere nell’apparente bolla felice che la sua vita è sempre stata e di conseguenza qualunque cosa possa farla scoppiare va totalmente ignorata. Questa sua caratteristica, in molte situazioni, la porta a essere irrazionale e illogica.
Un altro aspetto che mi ha fatto storcere il naso è il suo rapporto col compagno Mark, che ho trovato molto affrettato e superficiale. I due si nascondono importanti segreti a vicenda nel corso della storia oltre a non mostrare segni di complicità né cameratismo, cosa inaccettabile in una coppia che pensa al matrimonio.

Murray Mackenzie invece è un personaggio che mi è piaciuto molto. È un uomo molto forte, dedito al suo lavoro e a sua moglie, nonostante tutti i problemi che la coppia ha dovuto attraversare, ma innanzitutto è un uomo risoluto. Quando inizia a interessarsi al caso Johnson, il suo fiuto entra subito in azione, facendogli intuire che sotto c’è molto di più e che deve scavare se vuole la verità. Sarà solo grazie a lui e alla sua dedizione al lavoro se Anna e sua figlia si salveranno nel finale.
Un altro personaggio, seppur secondario, ma positivo è Billy Johnson, lo zio di Anna. Lui è un uomo orgoglioso, onesto, dedito al lavoro e alla sua famiglia. Conosceva i problemi di coppia dei genitori di Anna anche se non lo ammette subito ed è infatti l’unico familiare della ragazza, oltre Mark, che la sprona a riprendere in mano la sua vita per andare avanti.

Per quanto riguarda lo stile, l’ho trovato scorrevole e lineare. Tramite i 3 POV presenti riusciamo a capire fin da subito gli avvenimenti e cosa motiva ogni personaggio ad agire.
La narrazione è lenta all’inizio ma è ben scandita e alla fine vediamo come tutto si incastra perfettamente. Nonostante il filone narrativo iniziale, dopo la prima metà, sembri essere stato risolto, l’autrice continua in modo egregio a confondere le acque fino alla fine, con un secondo colpo di scena relativo a un personaggio che non avrei mai immaginato.
Una delle cose che mi ha più colpita è che la vicenda del romanzo sia liberamente ispirata a una
storia vera. Deve essere difficilissimo trovarsi in una situazione simile e uscirne relativamente
indenni (fisicamente ed emotivamente) come la protagonista di questo romanzo.
Insomma, avrete capito che, a prescindere da alcuni elementi che non mi hanno del tutto convinta, per me è un libro che va letto.


E ora... un piccolo approfondimento sulle cover!

 
Ecco gli approfondimenti che troverete nelle recensioni di tutti i blog coinvolti nell'evento.

1 commento:

  1. La penso come te, Anna come personaggio non l'ho compresa, non mié piaciuta, come del resto anche Mark. MurraMurray invece mi è piaciuto molto, il fatto che nonostante fosse in pensione si sia prodigato a cercare risposte sul caso. Il colpo di scena finale mi ha spiazzata, ero arrivata al punto di sospettare del cane. Mentre per quanto riguarda le cover italiana e della Danimarca sono quelle che preferisco.

    RispondiElimina