venerdì 1 febbraio 2019

Review party: "I colori dell'Aurora" di Mya McKenzie


Oggi partecipiamo al Review Party organizzato per l'uscita del nuovo romanzo di Mya McKenzie. A parlarci de "I colori dell'Aurora" sarà la nostra Yaya!


Titolo: I colori dell’Aurora

Autore Mya McKenzie

Genere Narrativa rosa

Serie Volume unico autoconclusivo

Prezzo 2,99€

Editore: Self publishing

Data di pubblicazione 16 gennaio 2019


Sinossi

Tutto ciò che volevo era un'occasione di riscatto, ma il mio sogno si è infranto tra rocce e mare.
Ora sono bloccato qui. Incastrato tra passato e futuro, in sospeso tra ragione e desiderio. Intrappolato tra il ricordo di coloro che ho amato e il sorriso di chi mi ha rubato il cuore. So che dovrei andare, qui non c'è futuro per me, eppure quando stiamo insieme i frammenti della mia vita sembrano ricomporsi. Ogni volta che la guardo vedo calore, luce, voglia di vivere.
Ogni volta che la sfioro sembra che tutto possa azzerarsi.
Ogni volta che la respiro ho la sensazione che sia proprio questo il posto a cui ero destinato.
Ed è un vero peccato, perché io sono un gran casino e lei invece… beh, lei è semplicemente Aurora.




Recensione
«Nessuno dovrebbe permettersi di giudicare una persona senza prima averla conosciuta. Prometto a me stessa di non ripetere lo stesso errore, di essere più aperta e disponibile verso il prossimo. Anche se di un altro colore»
Ancora oggi il tema dell’immigrazione è un tema così attuale, che fa paura nella maggior parte delle volte. Assistiamo impotenti agli sbarchi di povere anime innocenti, che lasciano tutto per cercare una vita migliore, spesso in paesi che non gli vogliono e che gli condannano senza nemmeno sapere cosa hanno subito, e lasciato nei loro paesi, senza prendersi la briga di conoscerli prima, classificandoli nel peggiore dei modi, facendo sempre di tutta l’erba un fascio, perché così forse è più facile, attribuire a loro tutti i mali del mondo.

Molti in questi viaggi della speranza perdono la vita, ma infondo a noi cosa importa? Siamo abituati ad avere tutto e a girare il naso da un’altra parte quando gli incontriamo, spaventati da chissà che, abbiamo a cura il destino degli animali, ci indigniamo contro i maltrattamenti nei loro confronti, ma perché non lo facciamo quando a perdere la vita è un bambino di soli due anni? Un ragazzo della nostra età? Una giovane donna incinta? Che colpa hanno? Forse la loro unica colpa è quella di cercare una vita migliore, un luogo da poter chiamare casa, dove poter realizzare i loro sogni, in fin dei conti non sono molto diversi da noi, hanno un cuore che batte, dei pensieri e dei sentimenti, e sono sicura di una cosa che questi non cambiano colore in base al colore della nostra pelle.

Mya è riuscita a trattare questo tema così difficile in modo delicato e fluido, tanto da permettere al lettore di entrare in sintonia con i protagonisti.
Per quanto mi riguarda ho adorato l’utilizzo dei colori per differenziare i vari personaggi e il modo in cui l’autrice ha sviluppato la storia. È attraverso i colori infatti che riusciamo a conoscere i pensieri, le sensazioni e i sentimenti provati da ognuno di loro, ed è in questo modo che riusciamo o meno ad apprezzarli.

In questo libro abbiamo la possibilità di conoscere Ismael e Aurora, blu e giallo, due dei miei colori preferiti, due mondi opposti, due vite così diverse.
Ismael è un ragazzo sudanese sbarcato in Italia e dopo varie peripezie si ritrova a Padova, ha vissuto il dolore della perdita, la solitudine e la delusione, ritrovandosi in una terra ostile. Aurora è solore, dolce ed è l’unica a vedere Ismael per quello che è, semplicemente un ragazzo buono, con occhi espressivi, e il suo desiderio di dare e ricevere amore. Assisteremo alla lotta di Ismael per affermarsi e per avere un futuro migliore. Riuscirà nel suo intento?
Non vi resta che scoprirlo leggendo il libro.

Questo di seguito è un estratto che mi ha regalato bellissime emozioni, lo voglio condividere con voi, augurandomi di invogliarvi a leggere questo libro, che altro non è che un inno alla tolleranza, al rispetto del prossimo perché in fondo siamo tutti figli di questa terra.
È stupefacente quanto sia facile starle accanto, orribile sarà doverle dire addio.
«Hai freddo?» chiedo, guardandola negli occhi.
«Un pochino…»
«Non sei mai stata brava a mentire» la rimprovero, stringendo le mani tra le mie. «Perché non mi chiedi ciò che vuoi sapere?»
«Perché quando l’avrò fatto non ci sarà più nient’altro da aggiungere e non mi va di tornarmene a casa con la consapevolezza di essere più sola di stamattina, quando eri lontano eppure sempre accanto a me.»
«Mi dispiace.»
«Non sai dire nient’altro?»
«Ti amo.»
«Ma questo non basta, giusto?»
«L’ultimo incontro è stato un disastro» confermo. «Abbiamo scoperto di essere su posizioni così opposte che era impossibile trovare un punto d’incontro.»
«Ismael, smettila per favore…» supplica con le lacrime agli occhi.
«È così, ne siamo consapevoli entrambi.»
«No…»
La voce strozzata dall’emozione le impedisce di continuare la protesta.
«Io e te siamo diversi, Aurora, come il giorno e la notte. Tu sei bella e candida come un angelo, io sono irrimediabilmente macchiato. Tu sei solare e allegra come una giornata primaverile, io burbero e freddo quanto il vento d’autunno. Tu sei fresca e piena di colori intensi come l’aurora, io vuoto e oscuro come la notte più lunga. Io e te siamo agli antipodi e lo saremo sempre.»


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