lunedì 18 febbraio 2019

Le recensioni di Alexa: "La prima volta fa paura" di Sabrina Carli


Alexa ci parla di uno Young adult pubblicato a maggio in self publishing da Sabrina Carli. Pronti a tuffarvi in questa nuova storia? scopriamo insieme come l'ha trovata Alexa!


Titolo: La prima volta fa paura

Autore: Sabrina Carli

Editore: Self-Publishing

Genere: Young Adult

Data di pubblicazione: 5 maggio 2018

Prezzo: € 0,99 (ebook) / € 12,21 (copertina flessibile)


Sinossi

Da giovani la passione è tutto e rende ciechi, questo Rebecca lo sa bene perché vive per il suo sport preferito: il nuoto. Ha obiettivi ben chiari, traguardi da raggiungere, medaglie da conquistare ed è molto lucida quando si parla di sogni, ma poco attenta con le persone attorno e sé. La giovane atleta, presa dall’adrenalina dello sport, non si accorge delle amicizie che cambiano, dei sentimenti che evolvono e dell’effetto che la sua ambizione e testardaggine hanno sul prossimo.
Un giorno, però, qualcosa le apre gli occhi: un sinistro stradale le cambia la vita e così i suoi sogni di gloria. Le priorità mutano radicalmente, ma c’è una costante che non l’abbandona neanche nei momenti peggiori: Federico. I due ragazzi si conoscono da sempre, sono uniti dallo sport, da un autobus, dall’amicizia, dall’incidente e da due orecchini a forma di rana.
Un romanzo che lega strettamente vita e sport, tra aspettative, risultati, delusioni ma anche sentimenti.




Recensione

quando mi è stato chiesto di recensire questo libro ho accettato subito. La trama mi incuriosiva, ho pensato “Finalmente un argomento diverso dagli altri: il nuoto”. Inoltre si trattava anche di un’autrice italiana self (ambiente che soprattutto ultimamente sta regalando bellissime storie a noi lettori) pertanto mi sono avventurata nella lettura piena di aspettative che sfortunatamente sono state disattese.
La storia si apre con un incidente automobilistico che l’autrice usa come espediente narrativo per mostrarci il passato e come si arriva a questo momento.
Rebecca e Federico, i protagonisti, sono prima due bambini e poi due giovanissimi ragazzi cresciuti a pane e sport, che da amici diventano una coppia. Rebecca eccelle nel nuoto dove vuole diventare professionista (il suo idolo è Federica Pellegrini), trascurando qualsiasi altra cosa all’infuori di esso comprese le relazioni sociali, mentre Federico vuole diventare un calciatore professionista e ha un carattere più aperto e socievole.

La storia ci mostra i momenti salienti della loro infanzia e della loro adolescenza e ci accorgiamo di come i due ragazzi siano come il giorno e la notte. Scelgono scuole diverse, non hanno gli stessi interessi e sono accomunati soltanto dal quotidiano viaggio in autobus verso i loro rispettivi licei oltre che dalla grande amicizia tra i genitori.
Rebecca, intanto, si allena ossessivamente e stringe amicizia solo con altre due ragazze, Jenny e Giorgia, inizialmente compagne di nuoto che diventano poi le sue due migliori amiche. Giorgia però non ha la stessa passione per il nuoto delle sue due amiche e trova la sua strada altrove mentre le altre due ragazze restano compagne di vasca per molti anni, finché Jenny non si trasferisce a Mestre, per praticare nuoto a livello più professionale.
Durante una delle tante estati che le famiglie trascorrono insieme, Federico e Rebecca si mettono
insieme nonostante siano consapevoli che dovranno affrontare una storia perlopiù a distanza. Nonostante questo ostacolo, l’interesse di Rebecca per il suo primo allenatore Nicholas che è reciproco (cosa notata da tutti) e i suoi piani per il futuro incentrati esclusivamente su di sé, la storia tra i due ragazzi sopravvive fino al momento dell’incidente in cui Federico le comunica che la lascerà. Il ragazzo, però, in quel frangente perde anche le redini dell’auto per pura disattenzione causando appunto il sinistro stradale. Si risveglieranno entrambi in ospedale, con Federico quasi illeso mentre lei subisce un intervento invasivo al piede destro che fa sfumare i suoi sogni da campionessa di nuoto. Successivamente, quando Federico le comunica che si trasferirà a Bologna per realizzare il suo sogno, lei decide di seguirlo.

Allora, confesso immediatamente che, sebbene le premesse ci fossero tutte, questo libro non mi ha conquistata.
Rebecca è una ragazzina egocentrica che pensa solo al nuoto e alla scuola, al di fuori dei quali non si cura di niente e nessuno. E’ un treno in corsa, a cui sono stati manomessi i freni perciò non può fare altro che schiantarsi al termine del viaggio.
Federico, invece, è il classico migliore amico che ti accompagna dall’infanzia all’adolescenza, col quale ti metti insieme per vedere se c’è qualcosa di più ma, calmatisi gli ormoni, ti accorgi che era solo un amore giovanile, che tale avrebbe dovuto restare. Qui invece la storia prosegue anche senza un reale coinvolgimento dei due, cosa che a mio parere è un errore. Lei infatti lo segue a Bologna solo per allontanarsi dalla sua famiglia.
Le conseguenze psicologiche dell’accaduto invece non sono minimamente affrontate. Rebecca si riprende dopo pochi giorni e decide di punto in bianco che frequenterà l’università, nonostante il trauma subito che invece avrebbe dovuto essere analizzato e non accantonato.
Federico, intanto, che voleva lasciarla perché insoddisfatto della loro storia e di essere sempre l’eterno secondo dopo lo sport, ci ripensa perché si sente in colpa.
Nel finale, inoltre, Rebecca accetta lo status quo pur di non rimanere sola visto che si sente defraudata in tutti i campi da Jenny, che, immediatamente e senza motivo, ripudia come amica dopo l’incidente.

Insomma, il libro non funziona a causa di più aspetti trattati in maniera affrettata. Avrei voluto decisamente più pagine.
Lo stile, caratterizzato da una narrazione in terza persona, in questo caso specifico si è rivelato poco adatto. Non trasmette grandi emozioni ma fornisce solo la sequenza degli eventi. Sarebbe stata molto più adatta una narrazione in prima persona per conferire più profondità alla storia e ai protagonisti.
Le uniche note di merito sono la spiegazione del titolo del libro che è un momento che ho molto apprezzato e la documentazione dell’autrice in relazione proprio alla parte tecnica del nuoto, sport pieno di eccellenze ma fin troppo sottovalutato che invece ha regalato grandi riconoscimenti al nostro paese, che purtroppo continua a puntare in gran parte sul calcio per ottenere lustro sportivo.





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