lunedì 28 gennaio 2019

Tu leggi? Io scelgo: La vita perfetta di Renèe Knight


Ormai è diventato un appuntamento fisso, anche questo mese partecipiamo all'iniziativa Tu leggi? Io scelgo. 
Abbiamo scelto dal Blog La Biblioteca dei Desideri il titolo La vita perfetta( qui la loro recensione) di Renée Knight, edito Piemme. 

Titolo: La vita perfetta

Autore: Renée Knight

Editore: Piemme

Genere: Thriller psicologico

Data di pubblicazione: 15 maggio 2016

Prezzo: € 7,99 ebook / € 16,57 copertina rigida


Sinossi

Immagina di ricevere un libro a casa tua.
Non sai chi l’ha scritto, non sai com’è arrivato fin lì.
Sai solo che dentro c’è il tuo segreto più pericoloso.
Il segreto che potrebbe distruggere la tua vita perfetta.
Catherine Ravenscroft non sa cosa sia il sonno. Da quando in casa sua è comparso quel libro,
l’edizione scalcagnata di un romanzo intitolato Un perfetto sconosciuto, non riesce più a fare
sonni tranquilli, né a vivere la vita di ogni giorno, la sua vita di regista di successo, con la sua bella famiglia composta da un marito innamorato e un figlio ormai grande. Non ci riesce perché quel libro – anche se Catherine non sa chi l’abbia scritto, o come possa essere finito nella nuova casa dove lei e il marito hanno appena traslocato – racconta qualcosa che la riguarda molto da vicino. Qualcosa che soltanto lei sa e che ha nascosto a tutti, anche a suo marito.
Chi è l’autore di quel libro e come fa a conoscere Catherine e a sapere cosa ha fatto un giorno di tanti anni fa, durante una vacanza al sole della Spagna? E che cosa vuole adesso da lei?
Catherine dovrà fare i conti con la paura e – forse per la prima volta – con la verità. Perché anche le vite che ci sembrano più perfette nascondono dei segreti che possono distruggerle.

Recensione

Vi è mai capitato fra le mani un libro che contenesse il vostro più oscuro segreto?  Un segreto che avete sepolto così a fondo, dentro di voi, che se qualcuno lo scoprisse, ne succederebbero di tutti i colori?
Questo è esattamente ciò che è successo alla protagonista del thriller psicologico di cui vi parlo oggi, miei cari Disastri.
Un libro dove le apparenze ingannano.

Voliamo a Londra dove vive e lavora la protagonista del romanzo, Catherine Ravenscroft, una regista di film di denuncia contro lo sfruttamento sessuale minorile con un pesante segreto in fondo al cuore. E’ sposata con Robert, un avvocato, e hanno un figlio, Nicholas, adulto e indipendente. All’inizio della storia, vince anche un prestigioso premio proprio per il suo ultimo film e sembra avere una vita apparentemente perfetta ma non è tutto oro quello che luccica.
Catherine, di notte e di nascosto dal marito, inizia a leggere un libro che si intitola “Un perfetto sconosciuto”, che contiene apparentemente proprio il suo più oscuro segreto, e la rende inquieta ner cercare di capire chi possa averlo scritto e come sia finito negli scatoloni del trasloco nella sua nuova casa. L’inquietudine che ne deriva però è talmente forte che le fa decidere prima di accantonarlo e poi di bruciarlo.

 «Il fatto di avere un segreto è diventato quasi più importante del segreto in sé.»

Nemmeno il suddetto atto però funziona perché Robert la scopre e capisce che qualcosa la tormenta, anche se lui non ha idea di cosa si tratti.
Questo scomodo segreto, intanto, non ne vuole sapere di restare sepolto. E’ come se avesse assunto vita propria e volesse venire a galla a tutti i costi.
Catherine, infatti, apprende successivamente che altre due copie del libro sono finite nelle mani del marito e di suo figlio (un ragazzo pieno di problemi di cui i genitori sono all’oscuro) a causa di personaggio che sembra essere l’unica persona a conoscenza del segreto della donna.

Da questo punto in poi il tono del romanzo cambierà drasticamente. Vi accorgerete di come la famiglia Ravenscroft non sia affatto la classica famiglia del mulino bianco.
Ovviamente non posso svelarvi di più ma sappiate soltanto che, una svolta svelato il segreto, la mia empatia nei confronti di Catherine è aumentata esponenzialmente. L’ho ammirata per la sua forza, per la sua resilienza e ci sono stati certi momenti in cui avrei voluto entrare nel libro e abbracciarla forte per dirle che alla fine sarebbe andato tutto a posto, in un modo o nell’altro. In altri momenti, invece, il mio stomaco era talmente attorcigliato che il nodo del pescatore a confronto è una bazzecola.

Insomma, avrete ormai capito che questo libro mi ha scombussolata oltre ad avermi completamente assorbita per due giorni.
Catherine è una donna introversa, stacanovista, all’apparenza emotivamente distaccata anche col figlio ma, in realtà, un mondo intero si agita dentro di lei. Quando alla fine del romanzo tirerà fuori tutte le parole del caso, sarà catartico poiché percepirete materialmente il peso scivolarle finalmente via dalle spalle.
Robert, il marito, invece è un uomo dedito al suo lavoro e inizialmente ci viene presentato come marito e padre premuroso (in passato sembra esserlo stato) salvo poi scoprire che non è esattamente così. La caratteristica che mi è piaciuta meno di lui, oltre alla sua disattenzione nel presente, è che non sia stato capace di concedere il beneficio del dubbio, difetto che non dovrebbe nemmeno avere vista la professione che svolge.

Per quanto riguarda lo stile, l’ho trovato molto fluido e, tramite le descrizioni dettagliate inserite, riusciamo a capire a fondo le convinzioni che motivano i personaggi ad agire come li vediamo fare. La narrazione inizia lentamente per mostrarci il contesto in cui vivono i protagonisti per poi incalzare dopo il primo quarto.
L’autrice inoltre usa liberamente la tecnica della cornice narrativa per farci scoprire il contenuto del libro che sconvolge la vita di tutti.
La tensione è palpabile durante l’intera lettura e tramite i POV alternati assistiamo agli eventi man
mano che avvengono e quando penserete di aver capito qualcosa, l’autrice magistralmente capovolge tutto per raccontarvi una verità che non vi sareste immaginati.
Il segreto attorno a cui ruota la storia, infatti, è utilizzato con grande abilità e riesce a tenere il lettore col fiato sospeso fino alla fine in un crescendo di rivelazioni che vanno a costituire il puzzle generale e contemporaneamente ci mostrano tutti i comportamenti tipici di queste situazioni.
Vi consiglio assolutamente di leggerlo perché è un libro che vi farà riflettere su come giudichiamo le apparenze, sul perché alcune persone non riescono a parlare di certi argomenti anche a distanza di decenni, sul perché abbiamo bisogno di “movimenti” per sensibilizzare.





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