Review party: "La figlia del mercante di fiori" di Kayte Nunn


Review party dedicato a LA FIGLIA DEL MERCANTE DI FIORI. Viola ha letto il romanzo di Kayte Nunn, uscito settimana scorsa con Newton Compton Editori.

Titolo: La figlia del mercante di fiori

Autore: Kayte Nunn

Editore: Newton Compton Editori

Data di pubblicazione: 3 Gennaio 2019

Prezzo: € 2,99 ebook


Sinossi

Cornovaglia, 1887.
Alla morte del padre, famoso botanico, esperto di piante esotiche, Elizabeth decide di portarne a termine l’ultima importantissima spedizione alla ricerca di una pianta molto rara e velenosa, che tuttavia, se lavorata con estrema cautela, sarebbe in grado di curare ogni male. La attende un lungo e pericoloso viaggio in mare…
Australia, giorni nostri. Durante i lavori di ristrutturazione nella casa della nonna venuta a mancare, Anna rinviene un cofanetto dall’aria molto antica. All’interno ci sono un diario, un taccuino pieno di disegni di piante, una foto della fine dell’Ottocento, un fiore essiccato e una manciata di semi. Anna riconosce gran parte degli esemplari disegnati, ma non sa a quale specie appartengano i semi. Prova allora a seminarli e al tempo stesso inizia a leggere il diario, che racconta l’avventura di una giovane donna in fuga. Con l’aiuto di esperti botanici cercherà di scoprire la storia rimasta chiusa così tanto tempo nella scatola, e di ripercorrere le vicende di chi ha vissuto molti anni prima di lei, ma la cui esistenza sembra essere indissolubilmente legata alla sua…




Recensione

La figlia del mercante di fiori è un libro che permette di viaggiare con la fantasia da un continente all’altro, in secoli differenti, con due protagoniste dal carattere diverso ma con qualcosa che le accomuna.
Elizabeth ci accompagnerà dalla Cornovaglia di fine XIX secolo al Cile alla ricerca di un fiore raro in grado di essere fonte di guarigione se trattata ed utilizzata nella maniera corretta, ma anche di avere la possibilità di uccidere se dosata in modo sbagliato o se finisse nelle mani delle persone sbagliate. Elisabeth ha venticinque anni, vive nella tenuta di famiglia, non è intenzionata a sposarsi, è rispettosa degli usi e costumi della sua epoca ma con una sana voglia di emancipazione che cerca di sopire anche se qualche volta si fa prendere dall’istinto. Figlia di un rinomato e rispettabile mercanti di fiori e piante, che in punto di morte le chiede di intraprendere un viaggio verso il sud America per cercare, trovare e prelevare proprio questa pianta rara dal fiore simile ad un'altra specie e le chiede di trovarla prima del suo rivale intenzionato a venderla al miglior offerente pronto a usare anche mezzi illeciti, e di riportarla in Inghilterra per consegnarla e permettere agli studiosi del tempo di trovare il modo migliore per utilizzarla.

Anna, ventisettenne contemporanea di Sydney, ha studiato botanica e ha scelto di lavorare come giardiniera per mantenere la sua passione per piante e fiori, eredita la vecchia casa di sua nonna e durante i lavori di ristrutturazione trova una scatola contenente una raccolta di acquerelli che riproducono minuziosamente alcuni tipi di fiori, un diario ben tenuto ma il cui inchiostro è leggermente sbiadito col passare degli anni, e una dozzina di semi essiccati dal tempo che la porteranno a convincersi a volare oltreoceano e a raggiungere la Cornovaglia pur di scoprire chi ha realizzato i disegni e scoprire il perché della presenza della scatola, del diario e di tutto ciò che riguarda i semi scovati dentro al muro di casa sua.

Una storia che ti tiene incollata alle pagine nonostante io non sia amante dei salti temporali. Ad essere onesta ho letto il libro con il computer acceso per cercare i fiori di cui non ero a conoscenza, mi sono  immaginata sia ogni ambientazione, data la precisione con cui son descritti i giardini inglesi, australiani e le vallate e le colline cilene nel loro pieno periodo di fioritura e a desiderare di non aver paura di volare per poterli andare a vedere dal vivo. Le protagoniste, i loro sentimenti, i loro piani e come la vita te li stravolge nel bene e nel male, pian piano la storia prende forma e tutto si scopre anche se l’autrice lascia qualche indizio che accompagna il lettore a non rimanere a bocca aperta una volta scoperti i misteri.
Personalmente sono rimasta a bocca aperta arrivata all’ultima pagina tanto da chiedermi se la parola fine abbia davvero quel significato.
La pecca di questo libro, se così si può definire, è la scelta in fase di traduzione della parola “sacco” quando la si intende con valore avverbiale e va a sostituire “molto”, soprattutto inserita nei dialoghi del 1886, quando immagino che il significato fosse inteso ad intendere ben altro.
Leggetelo e vagate con la fantasia in due storie parallele lontane di secoli ma che sapranno coinvolgervi fino alla fine.




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