Le recensioni di Faith: "Duke" di Naike Ror


Ora tocca a Faith parlarci della sua ultima lettura: per ore è stata rapita dal kindle, Naike Ror e il suo "Duke" uscito a fine novembre sono i colpevoli del rapimento! Leggiamo insieme cosa ne pensa Faith e... Welcome to the theatre!

Titolo: Duke

Serie: R.U.D.E #3

Autore: Naike Ror

Edizione: Self Publishing

Prezzo: Formato Kindle EUR 2,99

Genere: Romantic Suspense

Data di pubblicazione: 30 novembre 2018


Sinossi

Las Vegas, giugno 1997

«Prima o poi ti ci chiudo davvero in quel barile pieno d’acqua» minacciò, sussurrando, la Duchessa avvicinandosi alle labbra dell’uomo.
«Oh, Sunrise, minacci di uccidermi almeno cinque volte al giorno, finirà che quando mi ucciderai davvero sarò sollevato dal non sentirti più dirmi le stesse cose» replicò flemmatico il Duca.

Las Vegas, giugno 2016

Il presunto cadavere di Duke Guillelm Leroy, il più grande escapologista dai tempi di Houdini, viene trovato in avanzato stato di decomposizione all'interno di un barile pieno d’acqua.
Un probabile omicidio per la polizia di Las Vegas; l’ennesimo scherzo di cattivo gusto secondo Hunter, unico figlio legittimo di Duke.
Il macabro ritrovamento, omicidio o beffa che sia, obbliga però Hunter a tornare a Las Vegas e con lui anche Paige Lee e Cody, adottati dal padre quando erano bambini.
I tre si ritrovano quindi, dopo quasi dieci anni, nell'ambiente fatto di paillettes, champagne, gioco d’azzardo e gelosie che li ha visti crescere e dal quale sono fuggiti, perdendosi di vista.

«Semplice: io sono l’uomo di latta, senza cuore, tu sei lo spaventapasseri, senza cervello e se tanto mi dà tanto, dietro la porta ci sarà Dorothy» concluse Hunter.
«E se invece ci fosse il mago di Oz?» chiese Cody.
«Il mago uscirà fuori al momento opportuno, fidati!» replicò suo cugino.

Odio, amore, ricatti, passione, inganni e un amore impossibile.
Conti riaperti, altri saldati.
E forse, una seconda possibilità per tutti.
Ma quel che accade a Las Vegas, può davvero restare per sempre sepolto a Las Vegas?




Recensione

Care e Cari Disasters ho il piacere di darvi  il benvenuto al “Libri e altri disastri  Theatre” per  la messa in scena di uno dei più bei Romantic Suspance da me letti, Duke di Naike Ror.
Manipolare le carte, manipolare gli oggetti, sono cose che vanno molto al di là del semplice gesto di destrezza. La vera abilità del prestigiatore consiste nella capacità di influenzare le menti, e fare un gioco di prestigio riuscito significa creare una realtà. Una realtà alternativa dove è il prestigiatore a tirare i fili. Naike Ror è un prestigiatore degno dell’eredità del grande Houdini. Mettetevi comode, che la magia cominci e che lo show abbia inizio!

Sono passati parecchi anni da quando Duke Leroy era il sovrano indiscusso di Las Vegas. Da tutto lo star system conosciuto con il soprannome di “Duca”, ha regnato ed incantato il pubblico della capitale mondiale dell’intrattenimento per più di un ventennio. Insieme alla sua consorte Sunrise, la “Duchessa”, ha scelto ed ideato con precisione maniacale i numeri da loro inscenati.  Prima circondato dall’affetto dei suoi cari, si è col tempo ritrovato solo.
Ignari di quello che il destino ha in servo per loro, una qualsiasi giornata di  giugno, in tre città diverse, in momenti diversi delle loro vite, i protagonisti riceveranno la medesima chiamata dal vice sceriffo di Las Vegas,  una telefonata sconcertante che rimescolerà tutte le carte.
È così che dopo anni  la famiglia Leroy si ricongiunge.
«Allora chi può essere? »

«Semplice: io sono l’uomo di latta, senza cuore, tu sei lo spaventapasseri, senza cervello e se tanto mi dà tanto, dietro la porta ci sarà Dorothy» concluse Hunter.
«E se invece ci fosse il mago di Oz?» chiese Cody.
«Il mago uscirà fuori al momento opportuno, fidati!» replicò suo cugino.
Comincia così nella camera dell’hotel Flamingo, che li ha visti crescere, un viaggio alla scoperta della verità. Un viaggio dove niente è mai come sembra, antichi rancori verranno a galla, desideri segreti potranno avverarsi e colpe passate saranno finalmente espiate.

Senza tanti giri di parole comincio col dire che questo romanzo è a dir poco strepitoso. Non consiglio di leggerlo, DOVETE assolutamente immergervi nel mondo magico di questo libro.
Stregata da Usheen aspettavo da tempo un nuovo romanzo della serie R.U.D.E, così non mi vergogno di ammettere che quando ho saputo che Duke era finalmente prossimo all’uscita, ho supplicato le mie boss per essere io a recensirlo. Nel momento esatto in cui il romanzo è arrivato sul mio Kindle non sono più stata capace di smettere di leggerlo. Paradossalmente sentivo il bisogno andare avanti per sapere come si sarebbero svolti gli eventi, e più proseguivo nella lettura, più non volevo finisse mai.
Signora Ror vogliamo iniziare a scrivere libri infiniti o dobbiamo per forza privare i lettori del piacere della sua scrittura? Scherzi a parte, non sono riuscita a trovare una sola nota stonata nella storia.
Il libro mi aveva già conquistata al prologo, e ammetto che tutte le volte che mi sono trovata ad immaginare come potesse svilupparsi la trama mi sono sbagliata. Niente è come sembra, tutti giocano un ruolo chiave nella storia. I fatti narrati, i personaggi, i luoghi, i dettagli, rappresentano tanti piccoli mattoncini , che costruiscono piano piano,  quello che all’apparenza sembra un organizzato caos  che ti porta esattamente dove vuole l’autrice. Non ho esclamato mai una volta “Ecco, lo sapevo!”, io infatti non avrei saputo inventare una trama così articolata e inedita.

L’altro giorno in tv ho visto un film in cui una delle protagoniste spiegava alla sua amica la semplicità dello scrivere un libro, sosteneva che noi tutte abbiamo già le parole che servono, sono lì chiuse nella nostra testa che fa solo da recipiente, bisogna all'occorrenza tirarle fuori con ordine e metterle nero su bianco.
Io non sono dello stesso parere, non tutte possono inventarsi scrittrici.
Bene ogni parola uscita dalla mente di Naike Ror è magia, nero su bianco è stata capace di mettere la sua anima, il suo lavoro e le sue ricerche approfondite.
Riesci quasi a sentire i dettagli, quelli che non hai mai pensato di esprimere con le parole. Senti i profumi dei luoghi descritti, le debolezze e le abitudini dei personaggi, il tutto descritto con minuzia quasi maniacale.
È stata capace di rendere accattivante un protagonista affetto da quello non può che essere un DOC (disturbo ossessivo compulsivo), compito a dir poco arduo. Chi può empatizzare con un bastardo figlio di buona donna?
L’uso della terza persona, a mio avviso, è stato azzeccato per rendere al meglio la descrizione di tutti i suoi comportamenti, della sua anaffettività apparente. È riuscita a rendere umano un “uomo di latta” con tanto di cuore palpitante.
Erroneamente all'inizio ho creduto che la storia d’amore che fa da filo condutture al romanzo fosse fredda, poco coinvolgente. Quasi un contorno in quello che sembra più un romanzo giallo di altri tempi. Piano piano però mi sono dovuta ricredere, non era poco passionale il sentimento provato, o di poca importanza la loro relazione, è stato un escamotage usato dalla Ror a mio parere, per dare ancora più corpo e spessore  ai personaggi. Non si riduce tutto alla mera sessualità, è un amore profondo, un amore che ha sfidato il tempo, che è maturato e che al momento opportuno ha richiesto un conto salatissimo da pagare.
Tutti i sacrifici a cui mi hai sottoposto, gli anni lontani, le incomprensioni, i cambi di abitudini sono stati fatti per noi. Adesso, però, voglio che tu faccia qualcosa solo per me. L’amore, in fondo, è questo : far felice la persona che amiamo e quello che mi renderebbe felice in questo momento è tirare una linea definitiva con il nostro passato, con mia madre e andare avanti.
L’amore non è un sentimento semplice, è spesso avido, ti fa commettere errori, non ti concede debolezze. Il coraggio di lasciarsi andare non è facile da trovare. Così come non è stato facile per me trattenere qualche lacrimuccia leggendo l’epilogo.
Un romanzo da non perdere. L’attesa questa volta è stata premiata, adesso non mi resta che cominciare ad immaginare per cosa possa stare la E di R.U.D.E…anche se so già di non poter mai vincere questa guerra.



Commenti