lunedì 19 novembre 2018

Blog tour: "Tutto questo o nulla" di Anne Went e Mari Thorn - tappa intervista

Buongiorno Disastri e buon lunedì! Oggi diamo il via al blog tour organizzato in occasione del restyling del libro "Tutto questo o nulla" di Mari Thorn e Anne Went. La nostra Mary, da vera fan del duo, ha posto loro alcune domande!




come è nata l'idea di fare un restyling di questo romanzo? Cosa significa per voi questo libro?
Questo libro ha avuto sin dall’inizio una copertina che amavamo molto e che a nostro parere esprimeva alla perfezione la storia. Purtroppo anche il marketing ha le sue regole e vanno rispettate. Per questo abbiamo deciso per questo restyling, scegliendo una copertina più accattivante ma che allo stesso tempo resti legata al contenuto.
Noah e Lillian sono fragili e imperfetti al di là di quello che voglio far sembrare. Forse è questo che ce li fa amare così tanto. Le storie a cui teniamo - di più tra le svariate decine che abbiamo archiviato in tutti questi anni – sono in fondo tutte così, amori che nascono a dispetto di tutto e che per questo sono ancora più forti.

come è nata l'idea, tanto originale, del treno, come luogo di incontro dei protagonisti?
Non ci pensiamo spesso, ma molte persone si spostano con i mezzi per raggiungere il posto di lavoro. I cosiddetti pendolari, che passano molte ore della propria vita su autobus, treni, metro. Quindi perché non considerarli dei luoghi di incontro nonostante tutto? A onor del vero Lillian e Noah non hanno il loro primo incontro in treno, ma la metro diventa il palcoscenico per i loro incontri, segreti, veloci, appassionati, disperati.

I vostri personaggi hanno sempre grandi personalità, come in questo caso Noah e Lillian. Quanto vi rispecchiate in loro? Quanto di vostro c'è nelle esperienze dei due protagonisti?
Non esperienze dirette. Siamo delle madri di famiglia con una vita molto canonica anche se vissuta sempre di corsa, come succede un po’ a tutte le mamme di oggi. Forse proprio per questo cerchiamo storie forti, intense, di quelle che restano impresse anche a chi è sempre un po’ di corsa. Quello che mettiamo di nostro è una certa visione di fondo data dalla nostra età non proprio giovanissima e una grinta nell’affrontare la vita che è comune ad entrambe. Diciamo che abbiamo un approccio molto adulto e disincantato e lo riversiamo nelle storie che scriviamo, anche perché siamo le prime critiche (le più feroci) dei nostri stessi personaggi.

il personaggio di Noah mi è molto piaciuto ma se io fossi stata al posto di Lillian non sarei riuscita probabilmente ad innamorarmene o prima di farlo lo avrei schiaffeggiato almeno un paio di volte! No, è uno scherzo! Voi pensate a delle storie in cui vi piacerebbe essere coinvolte o questo non è un elemento determinante?
Anche noi un paio di bei ceffoni glieli avremmo tirati! Detto questo Noah si ama o si odia, come tutte le persone con caratteri prepotenti e forti, ma anche pronte a saper riconoscere i propri errori.

ho trovato i dialoghi in TUTTO QUESTO O NULLA davvero bellissimi, intensi. Come li scrivete: d'impeto o li meditate e li soppesate a puntino?
Non esiste una scaletta. Né una storyline precedente all’effettiva stesura. Scriviamo sempre di getto, sono le storie a portarci dove vogliono loro. A volte ci riesce, a volte meno, ma è sempre tutto improntato sul botta e risposta, quindi assolutamente di impeto. Se ci fermassimo a riflettere, ponderare, studiare ci bloccheremmo e lo diciamo perché è successo. C’è poi molto lavoro di editing e di revisione per uniformare e dare un’atmosfera al tutto.

come scegliete il POV, che in questo caso è alternato tra prima e terza persona: prima di iniziare a scrivere o in corso d'opera, quando inizia a plasmarsi il vostro lavoro?
In genere scegliamo di partire da subito in prima persona o in terza poi lo manteniamo per tutto il resto del libro. L’idea di utilizzare la prima persona per Noah invece ci è venuta in corsa. Lui è uno passionale, vive le cose di pancia, pensa e agisce in prima persona. Lillian invece è abituata a indagare la mente degli altri, a ragionare con la loro testa e quando incontra Noah fatica a scollarsi da questo modo di vivere la vita. Per questo per lei abbiamo scelto la terza persona, in qualche modo distaccata e più calma, meno viscerale

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