mercoledì 17 ottobre 2018

Le recensioni di Stefania: La bambina nel bosco di Barbara Abel


Buondì disastri, la vostra Stefy vi parla oggi di LA BAMBINA NEL BOSCO, thriller di Barbara Abel ed edito Leone Editore.

Titolo: La bambina nel bosco

Autore: Barbara Abel

Editore: Leone Editore

Genere: Thriller

Data di pubblicazione: 1 marzo 2018

Prezzo: 4.99 € ebook, 12.66 € cartaceo


Sinossi

Nel corso di una gita scolastica, Emma, una bambina di soli cinque anni, si smarrisce in un bosco e gli insegnanti si mettono alla sua ricerca. Mylène, la giovane maestra di Emma, trova la piccola in una voragine ma nel tentativo di salvarla si ferisce e rimane imprigionata a sua volta. Tutto quello che può fare è spingere Emma fuori dalla buca, affidarle il suo foulard e dirle di cercare aiuto. La polizia trova velocemente la bambina e la crisi sembra risolta, ma quando a Emma viene chiesto dov'è la maestra, la risposta è spiazzante: «Non lo so». Quale terribile segreto può nascondere una bambina così piccola?

Recensione

Emma Verdier è una bambina di cinque anni, bionda, dal viso angelico ma a volte l’apparenza inganna e anche se così piccola la signorina sa come manipolare le persone cosciente dei risultati che può ottenere. È silenziosa, solitaria, i compagni di scuola le girano alla larga ma i genitori non si sono mai posti il problema perché conoscendo la figlia hanno sempre ipotizzato che la causa sia da imputare al carattere autoritario e austero della piccola. E poi succede che a causa di una tragedia inimmaginabile si ritrovino a dover rivalutare i comportamenti della figlia, a dover scavare a fondo nelle espressioni e decifrare ogni dettaglio che può averli indotti a difendere un comportamento non considerandolo anomalo.

Non è un giorno qualunque, la scuola ha organizzato una gita didattica presso una fattoria, i bambini hanno la possibilità di vivere una giornata diversa dal solito circondati dalla natura e sarà proprio quando ormai la giornata sta per volgere al termine che durante l’ultima attività di gruppo nel bosco di Quatre-Chenes succede qualcosa di strano e in attimo scompare la piccola Verdier.
Emma è capricciosa e di cattivo umore, non vuole stare con la sua maestra Mylène e cerca di ribellarsi in tutti i modi possibili attirando l’attenzione di tutti su di sè. La maestra si nota subito quanto poca pazienza abbia, anche se giovane non sembra essere nel suo ambiente circondata dai bambini. È troppo autoritaria, inflessibile, facilmente irritabile e con poca pazienza ma è comunque una buona insegnante, poco gentile e non molto ben voluta dai colleghi ma valida.

“Nessuno ride più.
In un attimo, cala il silenzio tra le filee la tensione cresce. Gli adulti chiedono ai bambini se hanno visto la loro compagna, le teste si girano da tutte le parti. Cercano ancora negli immediati paraggi, scrutando i dintorni, mentre il nome della bimba si solleva in aria in echi disordinati. 
<<Emma? Emma!>>
<<Emma!>>
<<Emma?>>
Esaminando la radura, che si presenta solo come una vasta distesa deserta. 
A un certo punto, si deve constatare che la bambina è introvabile.”

Per un genitore la paura più grande e a cui spera sempre di scamparla è veder svanire nel nulla il proprio figlio.
Una distrazione, un incidente, incapacità, cosa è successo veramente durante la gita scolastica che ha visto Emma sparire da un secondo all’altro?
Cosa ha scatenato questa reazione nella bambina?
Si è nascosta?
Ha perso l’orientamento?
C’era qualcuno nei dintorni?

Come si legge dalla sinossi, sarà proprio la maestra Mylène a trovarla. La bambina è caduta in un buco troppo profondo per la sua altezza e quando anche la donna capisce di non poterla tirare fuori senza caderci dentro si convince che l’unica soluzione è cercare di raggiungerla per poi trovare il modo di uscirne entrambe. Purtroppo la terra è friabile e le radici a cui si è aggrappata cedono lasciandola cadere giù. Nella caduta rimedia una brutta lesione alla caviglia, il cellulare non ha segnale e il panico attanaglia la donna facendole intendere che le possibilità di salvarsi si riducono drasticamente. L’unica soluzione è cercare di far uscire la bambina e mandarla a chiedere aiuto.

Il fatto è che Emma una volta libera non porta sul luogo i soccorsi e alla domanda se ha visto la sua maestra non sa rispondere (o non vuole rispondere), preferendo lasciare Mylène sola e terrorizzata a combattere con tutte le sue forze contro il buio, il freddo e la pioggia e il proprio corpo via via intorpidito dalla lunga attesa.

“Messa alle strette dal poliziotto, la bimba non ha altra scelta che fissarlo.
<<Dimmi solo se l’hai vista nella foresta>> insiste Dupuis in tono fermo. 
<<Non lo so>> ripete lei senza batter ciglio.”

Perché Emma si rifugia nel silenzio?

Scrivo la mia recensione mentre giro l’ultima pagina di questo thriller. Mi sento smarrita, sorpresa e intorpidita dalle storia che sembra tanto assurda quanto reale.
Non è stata una lettura semplice, mi sono sentita più volte paralizzata di fronte alla paura di potermi ritrovare nella stessa situazione dei genitori di Emma con le mie figlie, leggere ciò che capita alla bambina è angosciante e non credo di poter dimenticare tanto facilmente ciò che si nasconde ne La bambina nel bosco. Via via però la paura si è trasformata in terrore puro, al centro dei miei pensieri c’era il panico di potermi trovarmi al posto di Mylène, nella sua stessa condizione. Da fifona non avrei retto neanche cinque minuti invece Mylène dimostra di avere più forza di quanto pensa. È combattiva, tenace, conosce la sua situazione e ciò che potrebbe succede se nessuno la trova ma non si abbatte e scava, cerca di rimanere attiva e vigile.

Le descrizioni durante questi lunghi momenti sono vivide, escono dalle pagine avvolgendo il lettore che rischia di perdere l’equilibrio e cadere nella voragine.
Emma è un soggetto super riuscito. È un enigma e rimane un mistero dall’inizio alla fine. È una bambina ostile, ha il comportamento di una bambina più grande della sua età e nella sua mente c’è un mondo ben nascosto.
Mylène ci viene analizzata in tutte le sue sfaccettature. scopriremo di più di lei donna e figlia e non sempre risulta simpatica.

La particolarità di questo libro è che nonostante il tempo della narrazione sia molto ristretto la sensazione che si ha è che il tempo, al contrario, si dilati sempre più, i minuti non passano mai come se il ticchettio dell’orologio si sia fermato lasciando solo l’oscurità ad avvolgerci.
La lettura procede focalizzata su vari personaggi e le conseguenze delle loro azioni. L’autrice mi ha dato l’impressione di volerci far conoscere intimamente i protagonisti con un effetto real time, una telecamera che si sposta zoomando prima su Emma e la sua famiglia, poi su Mylène e il padre perché tutti ormai sono uniti da un filo invisibile e solo spiandoli si può provare ad arrivare alle risposte che assillano la nostra mente.

E se pagina dopo pagina la situazione diventa sempre più drammatica, inconcepibile, la suspense cresce, i dubbi diventato troppi e stare al passo è faticoso non immaginate cosa vi aspetta nelle ultime pagine.
L’epilogo è la sintesi perfetta, lascia a bocca aperta, è inaspettata ma coerente con ciò che si è letto lasciando la pelle d’oca a chi legge.

Bene Disastri, spero di avervi incuriosito abbastanza da convincervi che La bambina nel bosco è un thriller da leggere assolutamente.



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