venerdì 19 ottobre 2018

Blog tour: Lovesong di Paola Garbarino - tappa personaggi secondari


Cari disastri oggi ospitiamo il blog tour dedicato a Lovesong di Paola Garbarino.
La nostra tappa riguarda i personaggi secondari del romanzo.
Seguiteci!!!



Jeremy



Aveva dei lineamenti androgini che stridevano con la corporatura massiccia, da surfista.
Era castano chiaro ma le ciocche erano quasi bionde, sembravano schiarite dal Sole o dal sale.
Aveva un accento affascinante, da film americano e un sorriso molto dolce. Indossava una t-shirt di un bar di Los Angeles, probabilmente era originario di lì.




Diavolo, era giovane, doveva avere la mia età. Non avevo capito niente della loro situazione familiare, sapevo che negli Stati Uniti i single o le coppie gay possono adottare ma sembrava davvero molto giovane per aver voluto diventare padre, forse era di Marzio, lui doveva avere almeno trent’anni e il bambino era biondo come lui anche se quella mi sembrava l’unica somiglianza. Era pieno di uomini che prima di capire la reale inclinazione mettevano al mondo dei figli, oppure ne facevano di proposito con l’aiuto di un’amica particolarmente compiacente o di una madre surrogata.

Credits: modello, Froy Gutierrez 


Filippo, ex ragazzo di Maya dei tempi del liceo.

La prima volta che mi aveva parlato, con quella cadenza toscana, l’avevo adorato, mi era sembrato simpaticissimo e schietto, non se la tirava come i ragazzi genovesi che sembrava facessero un favore a degnarti di un’occhiata. Ed era davvero affascinante, con quei riccioli neri e gli occhi grandi, nocciola. Probabilmente avevo avuto un colpo di fulmine.

Credits: modello, Bruno Cabrerizo



George



E il londinese… beh, era un uomo affascinante nonostante la sua età, una specie di George Clooney ma dagli occhi verdi, si chiamava pure con lo stesso nome.
Non ho avuto il coraggio di chiamare i miei amici e raccontarglielo, sapevo già cosa mi avrebbero consigliato, quello che mi consigliano da mesi quando farnetico per questa cotta per il mio professore: di lasciar perdere, bere birra come se non ci fosse un domani e scoparmi tanti bei ragazzi inglesi. Ragazzi. Inglesi. Non uomini italo-britannici come George Dellepiane, soprattutto non un mio professore universitario.
Che sto facendo? Cosa sto per fare?

Credits: modello, George Clooney





Barbara, la migliore amica di Maya



Barbara diceva che lo facevo perché non volevo davvero mettermi in gioco, perché sapevo già dal principio che era una storia destinata a fallire e, quando, appunto, falliva, potevo non prendermi una sola colpa sulle mie azioni e scelte. La mia amica aveva fatto Psicologia quindi non potevo nemmeno bollare le sue teorie per farneticamenti da alto tasso alcolico. Probabilmente aveva ragione: io non volevo prendermi le mie responsabilità, non desideravo mettere tutta me stessa dentro a una storia e poi, nonostante avercela messa tutta, accettare un fallimento.

Credits: modella, Jessica Chastain




Kayla


Sembrava una di quelle persone che non riesce a stare ferma, era allegra, espansiva, dopo cinque minuti mi trattava come fossi una delle sue migliori amiche, scherzava spesso e quando rideva era trascinante.

Credits: modella, Elle Fanning


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