martedì 17 luglio 2018

Le Recensioni di Jessica: "Rebel Love" di Erin Watt


Cari Disasters, torno a parlarvi di un'autrice che ho apprezzato molto, Erin Watt. Ho amato la serie Royal e avevo grandi aspettative per questo romanzo auto-conclusivo, vediamo se è stato all'altezza...


Titolo: Rebel Love

Autore: Erin Watt

Edizione: Sperling & Kupfer

Genere: Narrativa contemporanea

Data di pubblicazione: 19/06/2018

Prezzo: 8,99 e-book, 17,90 cartaceo



Sinossi

Beth ha diciassette anni ed è all'ultimo anno di liceo. Dovrebbe essere circondata da amici, uscire con ragazzi carini e godersi i momenti migliori della sua età. Invece, la sua vita è già stata scritta dai genitori, fino all'ultimo dettaglio. Da quando la sorella è morta in un incidente, tre anni orsono, l'hanno infatti obbligata a vivere in una prigione dorata, monitorando ogni sua mossa, nel tentativo di proteggerla da ogni cosa. Senza alcuna privacy né via di fuga, Beth è oppressa dalle loro paranoie e paure, come intrappolata nella sua stessa vita. Eppure lei è viva, e vuole vivere. E per assaporare anche solo un minuto di vita reale è pronta a tutto, anche a mentire per imbucarsi da sola a una festa con degli sconosciuti.
Lì incontra un ragazzo. Si fa chiamare Chase, è appena arrivato in città, ha due incredibili occhi blu e una cicatrice sul sopracciglio. Sembra che tutti lo conoscano e quando cammina, intorno a lui, si crea il vuoto. Perché Chase, con i suoi molti fantasmi e colpe da espiare, porta guai, e belli grossi anche.
Beth però non lo sa, e presto sarà costretta a fare una scelta: seguire le regole, o il suo cuore, rischiando di distruggere tutto... di nuovo.




Recensione

Rachel è morta. Per quanto Beth continui a ripeterlo, i suoi genitori sono ossessionati dal ricordo della figlia che hanno perso. Beth non può avere un cane, perché Rachel era allergica. Beth non può andare alle feste, perché forse è stata la troppa libertà a uccidere Rachel. Tuttavia, le regole imposte le vanno strette: la ragazza è disposta a tutto pur di evadere dalla prigione dorata che è diventata la sua casa. Così una sera fa qualcosa di davvero stupido: accetta di andare a una festa in un quartiere malfamato, insieme a dei ragazzi che ha appena conosciuto. La sua amica Scarlett non è d’accordo, ma la copre comunque. In fondo non ha intenzione di ubriacarsi o di fumare erba, per lei la vera libertà è essere a quella festa.

Chase con il suo sguardo glaciale è forse ancora più a disagio di Beth in quell'ambiente. Sembra assente mentre intorno a loro tutti ballano e si divertono. Magari è proprio per questo che gli occhi di Beth finiscono su di lui. Chase non può credere che una ragazza tanto carina gli stia rivolgendo la parola, si sono tenuti tutti alla larga da lui da quando è tornato, eppure quella Beth per qualche motivo inizia a parlargli e a lui piace almeno quanto piace a lei. C’è una connessione profonda e inspiegabile quasi istantanea. Ma proprio come Cenerentola, alla fine della notte, Beth avrà un brusco risveglio. I suoi genitori scoprono dove è stata e la puniscono togliendole l’auto, il telefono e privandola del suo amato lavoro al canile. Il peggio tuttavia deve ancora venire. Lo sconosciuto della festa, quel Chase che credeva di non rivedere mai più, frequenta la sua stessa scuola… ed è l’assassino di sua sorella.
Da Da Da Dan
Questa è Erin Watt. Dopo i Royal non credevo che potesse inventare qualcosa di altrettanto sconvolgente, invece ecco il colpo di scena, il primo di una lunga serie perché non bisogna mai fidarsi delle apparenze.
Beth è una brava ragazza che si è trovata in una brutta situazione: ha perso sua sorella e con lei anche i genitori, che sono cambiati e vedono pericoli ovunque. Controllano ogni sua azione, la privano di ogni libertà e della sua privacy fino a un punto di non ritorno. Quando la ragazza capisce che non le permetteranno di andarsene al College, Beth si spezza e inizia la sua ribellione. Il primo atto di protesta è andare a una festa di nascosto dai genitori. Così iniziano i suoi guai, a partire da Chase.

Beth non riesce a odiarlo, anche se sa che dovrebbe. Ha investito sua sorella, ma è stato un incidente. Eppure è l’unica a vederla così, l’intera scuola dà addosso al ragazzo chiamandolo “assassino” o “Manson”. Solo lei lo difende, facendosi terra bruciata attorno. Le ricordano continuamente ciò che ha fatto Chase e lei vorrebbe ribattere che ha scontato la sua pena, ma non può farlo. Ogni suo tentativo di proteggerlo si ritorce contro di lui.
Chase è un ragazzo che ha commesso un errore: a sedici anni ha rubato l’auto del suo allenatore e ha ucciso una ragazza. Ha passato tre anni in riformatorio. Suo padre non vuole più vederlo. Continua a deludere sua madre, l’unica persona che lo ami incondizionatamente. E soprattutto continua a punirsi per l’incidente che ha portato Rachel alla morte. Chase sopporta ogni giorno gli atti di bullismo dei compagni, le umiliazioni che gli infliggono perché è l’unico modo che conosce per convivere con sé stesso. Beth però non è dello stesso avviso: vorrebbe che vedesse le cose per come stanno realmente, vorrebbe che fosse in grado di perdonarsi. Ed è per questo che contro ogni logica gli starà vicina, sebbene di nascosto. In fondo qualche volta è LUI che ha bisogno di essere salvato…
Inutile dire che un segreto del genere sarà difficile da mantenere. Riusciranno Beth e Chase a trovare il loro lieto fine?

Leggendo questo romanzo ho pensato: “Okay, è uno scherzo?”, “Ma sul serio?”, “Accidenti, adesso capisco”, per poi ricominciare da capo. È stato un circolo vizioso, fino all’ultima pagina.
Erin Watt è la regina della suspense, una di quelle autrici capaci di tenerti con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Credo che riuscirebbe a far sembrare interessante perfino la lista della spesa. Il tema che hanno scelto di affrontare è tutt’altro che facile: ha toccato il lutto, il dolore della perdita e allo stesso tempo il perdono, l’unico modo per chiudere il cerchio. Mi spiace solo che lo abbia fatto così in fretta: ho trovato il finale un po' troppo veloce, forse perché mi ero affezionata ai personaggi e mi sarei aspettata qualcosa di più. Ma d'altra parte, come si fa a competere con i Royal?



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