giovedì 10 maggio 2018

Le recensioni di Stefania: "L'amica perfetta" di E. Lockhart


Dopo tante recensioni di romanzi, è ora di cambiare genere! Stefania ha letto L’amica perfetta di E. Lockhart edito DeA in uscita qualche giorno fa nelle librerie. Vediamo come ha trovato questo thriller.


Titolo: L'Amica perfetta 

Autore: Emily Lockhart

Editore: DeA

Genere: Thriller

Data di pubblicazione: 8 maggio 2018

Prezzo: 7,99 € ebook, 15,90 € cartaceo



Sinossi

Un’amicizia ossessiva.
un amore sbagliato.
un omicidio, o forse due.


È furba, decisa, determinata. Jule West Williams nella vita ha subito tante ingiustizie e sa che cosa significa non avere niente. È per questo che ora nulla la spaventa. Jule non ha paura di scappare, innamorarsi, reinventarsi in mestieri e vite sempre nuovi, ma anche sempre più pericolosi. Ed è proprio tra una vita e l’altra che incontra Imogen. Le due ragazze non hanno praticamente niente in comune. Immie è ricca, di buona famiglia, vive tra New York, Londra e Martha’s Vineyard. Ha tutto ciò che Jule ha sempre desiderato. Eppure tra loro c’è subito intesa. L’intesa diventa amicizia e poi ossessione: improvvisamente a Jule la vicinanza di Imogen non basta più. Lei vuole essere Imogen. In un attimo, il legame tra loro diventa un vortice che gira sempre più veloce. E da cui, una volta risucchiati, è impossibile uscire… vivi.
Dalla penna magistrale dell’autrice bestseller di L’estate dei segreti perduti, una nuova suspense psicologica che non lascia scampo: un romanzo unico, diabolicamente congeniato e sorprendente.




Recensione


Ho letto la sinossi di questo thriller e la mia mente malata già immaginava scenari possibili. La sinossi dice tutto e niente di questo libro.
Tutto perché a grandi linee ci fa capire cosa andremo a leggere e niente perché bisogna per forza leggerlo per comprendere ciò che ci viene presentato.

L’autrice ha creato un romanzo eccentrico per come è strutturato. Siamo abituati a leggere una storia in ordine cronologico mentre qui mi sono travata davanti un enigma che va in senso antiorario.

Il primo capitolo ci mostra la protagonista, Jule West Williams, a Cabo San Lucas in Messico. È passato un mese dal suo arrivo. È sola ed ha appena diciotto anni. È un tipo taciturno, non da confidenza agli estranei. Niente di male no? Se invece la ragazza è schiva e sta attenta a ciò che dice in ogni momento qualche sospetto salta all’occhio.
In tutto questo tempo non si è mai tradita e proprio ora, giugno 2017, si fa prendere dalla compassione per una donna parlando più del necessario. Ed è esattamente in questo momento che Jule non è più Jule ma Imogen.

"Come hai detto che ti chiami? Io sono Noa"Jule gliela strinse. "Non te l’ho detto" rispose. "Mi chiamo Imogen."

Racconta di essere una ex studentessa di Stanford, studiava letteratura vittoriana e sociologia, aveva una borsa di studio per lo sport ma per problemi le è stata tolta e i suoi studi si sono interrotti.
Un unico passo falso, qualcosa che non aveva previsto, una parola in più e il castello di falsità potrebbe sgretolarsi. L’unica soluzione? Fuggire di nuovo.

Doveva fuggire?
No.
Si.
No.
Nessuno sapeva dove fosse, nessuno al mondo. La cosa avrebbe dovuto renderla felice: in fondo, lo aveva voluto lei, sparire.
Ma aveva paura.
Voleva Paolo.
E imogen.
E cancellare tutto quello che era successo.

Perché Jule dice di essere chi non è? Perché quello che dice non sembra vero al 100%? Perché è sfuggente e attenta a tutto?

Per capire il perché di tutto questo a questo punto l’autrice torna indietro. Va a ritroso nel tempo. Via via da giugno 2017 arriviamo al giugno 2016 dove la Jule a New York da il via a questo percorso che la porta a essere in tutto e per tutto Imogen, l’amica da cui è ossessionata, e che ora è sparita nel nulla. O forse no…

“Si è vero, sei vergognosamente violenta. Persino brutale. Ma è il tuo lavoro e sei straordinariamente qualificata, e la cosa ti rende irresistibile.”

Non ho modo di potervi dire di più senza spoilerare tutto il libro ma già solo questo incuriosisce.
Questo thriller mi ha affascinata ma ha lasciato tanti dubbi irrisolti allo stesso tempo.
All’inizio la lettura non era entusiasmante. Il primo capito mi era incomprensibile, non capivo il perché di questo scambio d’identità non spiegato. Il secondo e il terzo capitolo fanno un salto indietro e ci capivo ancora meno. Dal quarto capitolo è stata una sorpresa. A questo punto mi sono resa conto che via via avrei letto ciò che era successo prima del capitolo precedente. Geniale!!!! L’autrice ha avuto un’idea unica!
Ero scettica, alla lunga credevo difficoltoso riuscire a mantenere il punto ma ragazzi mi sono dovuta ricredere. Che storia!! Da qui in avanti la lettura mi ha coinvolta completamente. Ci vengono date sempre più informazioni che a prima vista sono incomprensibili e poi trovano la giusta collocazione nella storia.
Jule è un personaggio psicopatico per me. Ha orchestrato in maniera perfetta tutto il suo percorso e dove trovava ostacoli non ci pensava due volte prima di eliminarlo drasticamente. È diabolica, furba, precisa. Non lascia niente al caso e studia ogni passo successivo con maestria.
È talmente ossessionata da questa ragazza che reputa aver tutto dalla vita, niente le è vietato e tutti ne sono affascinati che non guarda più alla realtà. Lei vuole essere Imogen, anzi, lei ormai è Imogen.
Ne ha studiato gli atteggiamenti, i modi di parlare, come si veste, cosa le piace e cerca di imitarla in tutto. Non solo un cambio di nome ma l’intera se stessa si modifica per seguire l’identità di un’altra persona. Se all’inizio Imogen considera Jule una buona amica e confidente poi scoprirete cosa l’ha portata a cambiare opinione.

La bravura di E. Lockhart? Creare un personaggio complesso, difficile da decifrare.  Se Jule mente o dice la verità non è chiaro. Il lettore è talmente confuso da non riconoscere più il vero dal falso. Uno spettacolo sotto questo punto di vita rafforzato dalla struttura del romanzo che rende ancora più incerto ogni passaggio e dai personaggi che via via si aggiungono alla storia.
Impressionano certe scene descritte così dettagliatamente. Sembrano reali, sono cruenti per la ferocia con cui si agisce e rendono ancora di più Jule un personaggio temibile.

Cosa non mi ha convinta? Ve lo spiego subito. Quando si tratta di un thriller mi aspetto sempre di trovare il movente, di arrivare alla fine con il quadro completo e chiaro del perché e per come tutto ha inizio. In questo caso ho seguito la lettura con attenzione e aspettative in crescendo per poi rimanere delusa dall’ultimo capito che ci riporta a Cabo San Lucas  e vede Jule cercare la fuga. A questo punto avrei dovuto avere tutti gli elementi per definire la causa iniziale di tutto ma non sono stata accontentata. Oltretutto in questo ultimo capitolo con la fuga della protagonista non si chiude un cerchio che invece rimane come in sospeso.
Ho pensato ad ogni possibile motivazione senza trovarne la via d’uscita.
Il finale per me, dopo tutto ciò che ho letto, non rende. Non dà giustizia.  So solo che Jule è riuscita a mentire sempre e comunque senza mai farsi scoprire. L’inganno è talmente ben riuscito che nessuno mette in dubbio le sue parole perché per tutti ormai è Imogen. Ma il motivo di questa ossessione qual è? Non può essere solo la differenza economica e sociale. Mi è mancato qualcosa.
L’autrice scrive:

“Io direi… che volevo una vita diversa da quella a cui ero destinata… venire qui è un modo per conquistarla.”

È realmente solo questo? La mia domanda non ha ricevuto risposta perché non ho compreso il perché ha scelto Imogen come persona da impersonare e non un’altra persona con le medesime caratteristiche.
Lascio correre la poca chiarezza iniziale e le troppe descrizioni che a volte sono risultate noiose anche se necessarie ma non un epilogo che sembra a mio avviso lasciato troppo a se stesso.
Ovviamente aspetto le vostre opinioni nel caso in cui questo romanzo incontra un parere positivo per confrontarci!!!


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