mercoledì 2 maggio 2018

Blog Tour "Tutto il tempo del mondo" di Sara Purpura: Autolesionismo e Bulimia. Parliamone insieme


Buongiorno Disastri! Riprendiamo le attività con un nuovo blog tour: oggi vi parliamo del libro di Sara Purpura “Tutto il tempo del mondo” in uscita l’8 maggio con Mondadori. Ma prima, eccovi le informazioni sul libro!


Titolo: Tutto il tempo del mondo

Autore: Sara Purpura

Editore: Mondadori

Data di uscita: 8 maggio 2018

Genere: Young adult

Prezzo: € 8.99


Sinossi

Anais Kerper è la ragazza che tutte vorrebbero essere. Bella, intelligente, di famiglia benestante. Ha al suo fianco il ragazzo ideale e davanti a sé un futuro radioso. Eppure, dietro questa patina di perfezione, lei sta andando in pezzi, incapace di ribellarsi a una vita che non le corrisponde affatto. Una vita di cui ha il pieno controllo solo quando, chiusa fra le quattro mura del suo bagno, cerca il dolore per sfuggire alla realtà.

Desmond Ward è un ragazzo difficile. Orfano da quando aveva sette anni, ha alle spalle un passato di continui abbandoni e un'anima rattoppata. Nera. Sporca. Marcia. Ma il destino sembra finalmente tornare a sorridergli il giorno in cui una facoltosa famiglia decide di prenderlo in affido, regalandogli così la possibilità di una vita diversa, e forse perfino il sogno di diventare un giocatore professionista di football.

Una volta giunto nella loro villa, però, conosce Anais, la sua futura sorellastra, stupenda e fragile. E, subito, quello che è stato il loro mondo fino a quel momento si sgretola. L'uno coglie negli occhi dell'altra il suo stesso tormento e l'attrazione si fa largo dirompente. Incontrollabile. E proibita. Ciononostante Des e Ana non possono smettere di cercarsi, desiderarsi, e amarsi, perché solo l'uno tra le braccia dell'altra, per la prima volta, capiscono cosa significhi vibrare e sentirsi vivi.

Ma il mondo "fuori" non si lascia mettere in un angolo, al contrario si fa avanti minaccioso e li costringe a chiedersi fino a dove sono disposti a spingersi per difendere il loro amore. Quella di Anais e Des è una scelta difficile. Un sì o un no che richiederebbero un istante per essere pronunciati. Ma "la vita è fatta di istanti. E di respiri impigliati in gola, e del cuore in fondo allo stomaco che li precede. E poi c'è il 'mentre': quell'attimo in cui decidi se essere felice o soffrire".

Tutto il tempo del mondo è il racconto appassionato e coinvolgente di un amore totale e impulsivo, spesso insensato e incosciente, che punta dritto al cuore del lettore per non abbandonarlo più.




Il libro di Sara è un young adult, ci racconta la storia di Anais e di Desmond, due adolescenti americani. Non voglio fare spoiler, non voglio raccontarvi nulla per non togliervi la curiosità, ma per questa tappa di blog tour conosceremo meglio il lato più oscuro del libro.

Spesso leggiamo di protagonisti abbandonati, abusati, con problemi di fiducia perché magari traditi: sono quegli elementi negativi, quelle cose che diventano l’ostacolo contro il quale i personaggi di un libro devono scontrarsi. È una prerogativa del romance, ma soprattutto dei Young Adult. Sara ha voluto coraggiosamente affrontare due argomenti molto delicati e, purtroppo, molto attuali.

Sospira, e in quel suono c’è un dolore profondo e antico.Lo stesso che esce da me mentre vomito o mi taglio.

Anais Kerper è una ragazza di facciata, si presenta perfetta agli altri, da capo cheerleader, fidanzata con il capitano della squadra di football. Nella sua famiglia conta solo l’opinione degli altri, mostrarsi perfetti, fare quello che serve per mantenere alta l’attenzione, tenere ben presente il proprio rango. Per Anais ogni aspetto viene deciso dai genitori, che sia l’aspetto fisico, i vestiti o il proprio futuro.
Ana si sente esclusa, sbagliata, a disagio nei suoi stessi panni. La vedete l’analogia con la realtà, con le recenti notizie di cronaca?

Questo è uno di quei casi in cui un libro urla, cerca di attirare l’attenzione e non solo su di sé, ma su quello che ci circonda. Anais cerca un appiglio, qualcosa che la faccia stare meglio, che la faccia sentire viva… a qualunque costo. Ed è così che si procura cicatrici, si taglia perché nel dolore trova sollievo.

Sono le mie cicatrici, quelle dei momenti in cui mi sono piegata e rialzata. Non ne vado fiera, ma ogni volta che le guardo capisco di essere una sopravvissuta che ha trovato un modo per farcela. Sono viva, anche se forse a nessuno importa. Sono viva, e lo devo a me

Sua sorella Eva, da un anno lontana da casa per studiare medicina, capisce i disagi che prova Anais, ma non sa quanto siano profonde le cicatrici della sua anima. I loro genitori non sono degni di questo ruolo, non le prestano attenzione, non si curano di essere affettuosi. Le fanno mancare quella comprensione, quell’empatia, che ti fa dire: “Sento che mi vogliono bene così come sono”. Anais, dunque, non sta bene con se stessa, non sta bene con gli altri ma deve fingere che non sia così. Un taglio al braccio, al gomito, alla coscia. Ogni posto va bene, purchè faccia male, purchè l’aiuti a sopportare la realtà. Ma non solo.
Già, perché quando tua madre non ti vuole vedere mangiare, tiene conto di cosa mandi giù, dello sforzo fisico che fai, della taglia che porti e non approva nulla, il tuo peso inizia a essere un problema. Un’altra analogia, non trovate?

Sara, parlandoci dell’autolesionismo e della bulimia, due malattie che rischiano di essere mortalmente pericolose, consente a chi lascia che le parole le storie lette entrino nell’anima e mettano radici, di lanciare un grido di aiuto.
Viviamo in un mondo, in un’era dove la perfezione ha determinati canoni: è un dentro e fuori, un essere accettato o finire emarginato. Basta accendere la televisione, leggere le notizie di cronaca, e la situazione appare sempre più drammatica.

Ragazze sempre più condizionate dal proprio peso, anche quando sono magre come chiodi, perché c’è sempre qualcuno più di loro. Ragazzi che compiono gesti dolorosi, ragazzi che ledono la propria incolumità pur di sentirsi felici, per poter allontanare il dolore, il vuoto che hanno dentro.
Quello che manca è quello che cerchiamo tutti. L’amore. Quello vero, quello che ti accetta e non intende cambiarti, quello che ti asseconda, ti supporta. Un gesto o una parola. Basta poco, eppure troppo spesso ci sfugge, perché teniamo più all’aspetto, all’apparenza, alla ricchezza.
Per Anais, l’arrivo di Desmond è una doccia fredda, ma anche uno spiraglio di speranza.

Mi fa l’occhiolino, e per la prima volta da molti giorni non sento la voglia di chiudermi in bagno e tagliarmi, o rimettere ciò che ho mangiato. Lascio che il cibo resti nel mio stomaco, come il dolore, l’apprensione, la delusione e l’attesa

Lui non la conosce, ma la vede. Legge dentro di lei, attraverso le cicatrici. Riconosce l’anima martoriata, un’anima affine alla sua. Riuscirà Des a far capire ad Ana che si può essere felici anche senza una lama o due dita in gola? Riuscirà Ana a scacciare via il disgusto che prova per sé, a darsi una possibilità e vivere senza farsi male?

Beh, questo lo scoprirete leggendo il libro. Ma fateci sapere cosa ne pensate! Apprezzate un buon romanzo con degli argomenti seri e reali? Vi incuriosisce l'argomento trattato o vi scoraggia? 

Vi ricordiamo che è in corso un giveaway collegato al blog tour, cliccate su questo link per partecipare e vincere tanti gadget! 

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