martedì 10 aprile 2018

Le recensioni di Jessica: "Le fragilità del cuore" di Susan Elizabeh Phillips

Buongiorno Disasters! Sapete, i martedì che iniziano con Susan Elizabeth Phillips sono decisamente martedì migliori e questo libro è solo l'ennesima conferma di quanto sia eccezionale questa scrittrice. Sul suo sito (qui il link) dice: "Perché la vita è troppo breve per leggere libri deprimenti" e io non potrei essere più d'accordo.
Ma veniamo al dunque...


Titolo: Le fragilità del cuore

Autore: Susan Elizabeth Phillips

Edizione: Leggereditore

Prezzo: 1,99 e-book, 16,00 cartaceo

Genere: Romance

Data di pubblicazione: 16 novembre 2017


Sinossi

Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria,
una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno
scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non
potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore...
Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.




Recensione

Prima di parlarvi di questo romanzo devo ammettere che all’inizio avevo qualche perplessità, quasi non volevo leggerlo per paura che mi cadesse il mito della SEP: nella trama mi era sembrato di intravedere delle somiglianze con il suo “Odio quindi amo”, ma per fortuna si trattava di timori infondati. E io sono rimasta ancora una volta ammaliata da questa magnifica scrittrice.

Annie è sola al mondo: sua madre è morta e lei è rimasta piena di debiti. Si ritrova con una brutta polmonite a Peregrine Island, nell’isola più fredda e inospitale del Maine, in pieno inverno. Come se non bastasse, i fantasmi del suo passato si materializzano nella figura di Theo Harp, il ragazzino che l’aveva tormentata quando erano entrambi adolescenti. Ma c’era stato qualcosa di più. Si erano amati… finché improvvisamente tutto era cambiato e non aveva tentato di ucciderla.

Theo è uno scrittore di romanzi horror di grande successo, un uomo molto diverso dal ragazzino che ricorda Annie, ma altrettanto deciso a mantenere la massima distanza da lei. Cerca di convincerla ad andarsene, ma quando qualcuno minaccia la vita di Annie è il primo a cercare di proteggerla. La confonde. La illude. La rende di nuovo quella ragazzina che finisce per odiare sé stessa ogni volta che cede, che torna a parlargli. Lui non può confessarle la verità, ma Peregrine Island non ha posto per i segreti di nessuno…

Annie è la donna che tutte vorremmo essere, tenace, sprezzante del pericolo, pronta a tutto per difendere le persone che ama. Cresciuta da una madre che non la riteneva mai “abbastanza brava”, una parte di lei è ancora profondamente insicura, ma non le permette di prendere il sopravvento. Attraverso i suoi burattini Annie insegna ai bambini, li aiuta a esprimere le loro emozioni, ma riesce anche ad esternare i suoi stati d’animo. Annie ha una dote molto rara in una persona che ha sofferto tanto: sa perdonare e… amare.
Theo è l’uomo misterioso che va in esilio nella villa di famiglia che ha sempre odiato. Theo è l’uomo che punisce sé stesso per la gemella e la moglie che non è riuscito a salvare. Non ama la compagnia, non gli piacciono gli imprevisti e odia i ricordi che la presenza di Annie gli riporta alla mente. Ma è anche un uomo profondamente diverso da quello che tutti immaginano, ha un grande cuore, serve solo qualcuno che glielo ricordi. 
“Lui aveva bisogno del suo senso di colpa. Era l’unico modo che aveva per riuscire a vivere con sé stesso”
I protagonisti profondi di questo romanzo non sono tuttavia l’unico motivo per cui l’ho apprezzato.
C’è una bambina muta che è riuscita a entrare nel mio cuore quanto loro.
Livia è la figlia di una delle amiche di Annie, la ragazza che la salvò dallo scherzo di Theo che altrimenti le sarebbe costato la vita. Livia è schiva, non parla, è traumatizzata da qualcosa e sua madre finge di non vederlo, dice che parlerà quando si sentirà pronta a farlo, eppure con i suoi pupazzi Annie riesce a catturare l’interesse della bambina e a dimostrare a tutti che il coraggio a volte è dove meno ci aspetteremo di trovarlo, proprio dentro di noi.

Così, con la sua classe innata, la SEP affronta temi importanti come quelli della violenza e dei disagi mentali, che se trascurati possono avere effetti devastanti. Ci propone il tema del perdono, verso noi stessi in primo luogo e verso gli altri.
Cosa dire poi dello stile? La penna di quest’autrice è inconfondibile, una delle terze persone più amate nella storia del romance, che non si smentisce mai. Ironico in alcuni punti, drammatico in altri, questo romanzo rimarrà sempre nel mio cuore, come tutti quelli dell’autrice.
Assolutamente consigliato.




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