giovedì 22 marzo 2018

Le recensioni di Jane: "Dark hero" di Dora L. Anne

Salve Disasters!

Oggi vi parlerò di un libro che ho letto questo weekend. Il libro in questione è di Dora L . Anne: Dark Hero


Titolo: Dark Hero

Autore: Dora L. Anne

Editore: Self publishing

Genere: contemporary romance

Data di pubblicazione: 8 gennaio 2018

Prezzo: 1.99 € ebook


Sinossi

Cosa succede quando tutto ciò in cui credi crolla inesorabilmente come un castello di carte?
Per Blake l’unica alternativa è quella di fare i bagagli e scappare lontano dalla sua piccola città, decisa a rifarsi una vita dopo che l’eroe dei suoi sogni, Logan, l’ha delusa strappandole a morsi il cuore.
In fondo l’amore puro che si racconta nelle favole non esiste, meglio buttarsi tutto alle spalle cercando la felicità altrove. Nella carriera, per esempio.
Il destino però è capriccioso e si diverte ad avvicinare quei fili invisibili che legano le persone: alcune cose non possono essere dimenticate e, a volte, il passato decide di tornare a trovarci. Quando succede Blake non è pronta a fare i conti con le proprie paure: nella specie l’uomo insopportabile che crede di odiare, adesso ricco e potente, molto diverso dal ragazzo semplice che ricordava.
Lui d'altro canto sembra possedere tutt’altre intenzioni, ben risoluto a non lasciarle scampo.
Per quale motivo? Non ricorda di averla lasciata?
Le domande si moltiplicano sul filo del rasoio tra liti furiose e incontri rubati.
Ma la più importante è una soltanto: fino a quando lei riuscirà a combattere persino contro se stessa?




Recensione

La protagonista è Blake, una ragazza vissuta fino alla maggiore età in un paesino di poche anime. Delusa dal suo amore adolescenziale, Logan, scappa a New York, per intraprendere la sua carriera universitaria, e per inseguire il suo sogno. Fa perdere a tutti le sue tracce, solo il padre e la sorella, hanno sue notizie. Proprio quest’ultima, sarà l’artefice del cambiamento di vita di Blake.

Dopo essere stata licenziata per la crisi nel giornale in cui lavorava, e dopo aver ricevuto la telefonata della sorella in cui le chiedeva una collaborazione momentanea per l’albergo ereditato, e per le sue condizioni di salute, Blake non può rifiutarsi di tornare a casa. Torna ma…
Se per sette anni Blake ha cercato di evitare anche solo nominare Logan, il suo incubo peggiore, il dover tornare a casa renderà impossibile anche solo evitarlo, e di strada il #pezzodimanzoLogan ne ha fatta.

Ora tutta la storia evito, come sempre, di raccontarla, non mi piace assolutamente spoilerare un libro.
Qualche appunto però voglio dirlo. La motivazione del perché Blake odi così tanto Logan, non l’ho ben afferrata, o meglio… l’ho capita, ma odiare una persona perché si “ha donato” (passatemi la parola) la propria verginità ad un ragazzo, avergli creduto ed essere rimasti delusi da questo, non lo comprendo. La rabbia che ha dentro è eccessiva, per una cosa, “all’ordine del giorno” (passatemi anche questa!).
La rabbia è tanta, troppo rancore, al limite del ridicolo. Avrei approfondito di più la loro storia iniziale, per dar più ragion d’essere alla sua rabbia che, in sette anni, non si è mai affievolita.

Della scrittrice ho letto altri libri, e devo essere sincera, per quanto ammiri il suo modo di scrivere e l’accuratezza nel modi di editare, questo libro mi è sembrato frettoloso sia nella storia, ripetitivo, e spesso infantile. Per quanto la storia sia molto bella, ma sono i dettagli che fanno davvero la differenza. Uno su tutti è l’uso dei caporali, vi prego, usateli, esistono! Hanno un modo più fluido di interagire con il pubblico, perché se volete esprime qualcosa, come un pensiero, non si capisce se si stia parlando o se è una cosa detta tra sé e sé.
L’ho trovata più “matura” (e sì! Passatemi anche questa!) con il libro precedente a questo, “Closer”. Il suo linguaggio era molto più profondo.

Un’altra cosa che proprio non mando giù sono le scene di sesso. Non potete metterle così ad caxxum perché attirano il lettore. Una scena su tutte. Immaginate: un albergo viene inaugurato, molti ospiti in giro che tergiversano, e i due protagonisti in un angolo di questo albergo (in cucina se non ricordo male) a, ehm, divertirsi! Lo capite che è poco credibile? Voglio dire, caso vuole che IN CUCINA non entri nessuno? A me sembra strano...

A parte questo, le scene sono messe lì, spesso inutilmente, solo per colorare il libro… ed è un vero peccato! Lei delusa, ma cede subito appena lui la guarda… ma un po’ di dignità per queste donne, no eh? Sbatterle al muro, prese senza la loro volontà, con cattiveria, ma come se fosse tutto normale. Non è questione di bigottismo, ma di dignità... sarà un mio problema, un mio limite, ma non mi va proprio giù.. A parte questa parentesi, molto soggettiva, lo sottolineo, il libro lo consiglio.


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