giovedì 8 febbraio 2018

Le recensioni di Daniela: "Io sono l'usignolo" di Emanuela Navone

Buongiorno Disastri! mentre nel nostro gruppo è in corso l'intervista doppia, Daniela tinge di giallo il nostro blog. Scopriamo insieme cosa ne pensa del libro di Emanuela Navone uscito a dicembre.


Titolo: Io sono l'usignolo

Autore: Emanuela Navone

Edizione: Self publishing


Genere: Thriller

Data di pubblicazione: 10 dicembre 2017

Prezzo: 2.99 € ebook


Sinossi


Chi è Florian Chevalier e perché ha bruciato la casa del sindaco di Val Salice? Questo si domanda il giornalista Rubino Traverso, intenzionato a scoprirne di più e sorpreso che nessuno voglia raccontare nulla. Quando, proseguendo le ricerche, inizia a ricevere disegni bizzarri e strani messaggi intimidatori, capisce la verità non deve venire a galla. Che cosa nascondono gli abitanti di Val Salice? In un agosto spazzato dal vento, Rubino scoprirà a poco a poco che perfino un piccolo paese sperduto fra i monti liguri ha i suoi scheletri nell’armadio. E dovrà a tutti i costi scoprire quali. Cosa sei disposto a perdere pur di conoscere la verità?




Recensione

Scrivere thriller autopubblicandosi è decisamente una scelta coraggiosa, quindi inizio complimentandomi con l’autrice per aver scelto di non tacere la sua storia e di sfidare il panorama letterario da semplice Self. Arduo. Difficile. E per questo il risultato si rivela ancora più appagante.

Sì, perché la storia che la Navone ci racconta non è mai banale, scontata o ridondante. La scrittura è armoniosa e decisamente adatta ad un thriller che strizza l’occhio alla narrativa di qualità, quella che intreccia drammi familiari e sociali alle storie che racconta. E infatti siamo di fronte a due tipi di dramma: quello dell’io narrante Rubino Traverso (apprezzo moltissimo quando un’autrice si cala nei panni maschili per raccontare con una spigolosità diversa gli avvenimenti e tralascia quel sentimentalismo tipico della scrittura femminile) che deve fare i conti con i propri disagi personali e un rapporto familiare non più idilliaco; e quello sociale di un intero paese che subisce in silenzio senza mai alzare la testa, affogando nell’omertà.

La storia riesce a mescolare con la giusta dose questi due drammi, regalando continui colpi di scena e nuovi indizi che catturano il lettore ad ogni pagina. Stile scorrevole, dialoghi realistici e qualche punta di introspezione creano un mix curato nel dettaglio che non annoia ma stimola e induce alla ricerca della prova, dell’indizio, della soluzione.

La vicenda impone a parer mio una riflessione: viviamo in una società che non da risalto ai drammi personali, in cui siamo tutti semplici numeri, persone che ci passano accanto e non ci vedono. Eppure, si sa, se le case fossero di vetro, allora ci renderemmo conto di cosa avviene intorno a noi. Certi drammi segnano nel profondo e finiscono col propagarsi con altre brutture come una macchia d’olio. Voltare la faccia e far finta di niente, coprirsi gli occhi per non vedere, non aiuta nessuno.

                                 

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