La Libreria di una Disaster: Indimenticabili e Inediti - Rubrica di Annalisa

Buongiorno Disastri!
Altro Martedì, altro giorno di rubrica.


Oggi è il turno di un indimenticabile...un libro di quelli che ho trovato per caso e da cui non mi sono più separata.
Mentre lo sfoglio alla ricerca di qualche bella citazione da regalarvi mi sembra di sentire mia mamma che mi dice “Annalisa, ancora quel libro? Non ti sei stufata?”...e la risposta è sempre uguale...non potrei mai stancarmi di “Itaca per Sempre”.


Titolo: Itaca per Sempre
Autore: Luigi Malerba
CE: Mondadori
Prezzo: cartaceo 12,00 euro

TRAMA.

Ulisse é tornato a Itaca. Sotto le spoglie del mendicante, si rivela a Eumeo e a Telemaco, organizza la vendetta, la esegue. Ma a questo punto Malerba comincia a scavare, a introdurre il germe di un'inquietudine, a portare alle conseguenze più dirompenti un'intuizione: come é possibile che Penelope non riconosca mai, neppure nel bagliore di un sospetto, lo sposo? E infatti, la Penelope di Malerba ha riconosciuto subito l'eroe, ma tace. E nel silenzio, nell'inquietudine di una psicologia femminile ricostruita con magistrale sensibilità, si macera, a sua volta chiedendosi: perché? Perché Ulisse si svela a tutti e non a me? Il risentimento di Penelope, che in Omero é appena abbozzato e si concentra tutto nel celebre interrogatorio sul mistero del letto coniugale, nell'Itaca di Malerba innesca il dramma intimo che attira nel suo vortice anche Ulisse, il quale giungerà a dubitare non tanto della fedeltà della donna, ma di se stesso, della propria celebrata astuzia, della propria incrollabile personalità.

RECENSIONE.

Questo libro mi è capitato in mano un po' per caso...la mia copertina riporta ancora il prezzo in lire (27.000 lire se siete curiosi!) e, come mi accade spesso, è stata la copertina a rapirmi.


Ho cominciato a leggerlo per gioco e, come spesso accade quando si lascia il cuore aperto, me ne sono innamorata.
Ho adorato come Malerba racconti il ritorno di Ulisse nella sua casa anche attraverso gli occhi di Penelope.
La caratteristica che mi ha colpito di più è proprio questo gioco di prospettive.

Ulisse lo conosciamo come eroe, furbo e astuto, mentre qui viene visto come un uomo che, davanti alla donna che ama, sempre bella e circondata da uomini, vacilla, è assalito dal dubbio, non si fida e per questo non si rivela.

” Sono arrivato con l’idea straziata di riconquistare Itaca e di controllare la fedeltà di Penelope e mi trovo sperduto e confuso proprio come il vagabondo che ho messo in scena e che non ha strumenti per capire. Devo convenire che è più facile prevedere le mosse di un nemico in guerra che i pensieri dell’ingenua Penelope. "

Penelope ce la ricordiamo tutti come l'esempio dell'amore del focolare, la donna che aspetta.
Qui invece Penelope ha un animo fiero. Si risente che il marito, che ha riconosciuto subito anche se sotto mentite spoglie, non le riconosca la fedeltà che le ha serbato per i lunghi anni in cui era assente. Si sente punta nell'orgoglio e comincia a trattarlo come il mendicante per cui si spaccia, mentendogli.

” Per un momento avrei voluto cedere ai miei sentimenti e correre ad abbracciarlo e coprirlo di baci, ma ho saputo tenermi a freno perchè in ogni momento ormai è presente nella mia memoria l’affronto che ho subito. Ulisse merita una punizione dalla paziente, generosa e mite Penelope."

Questo rendere umani e pieni di sfacettature e sfumature questi personaggi mitici e perfettamente inquadrati in una categoria ben precisa ha scatenato un profondo legame con questo libro.
Perchè anche quelli che appaiono più forti in realtà hanno le loro debolezze. E anche coloro che appaiono deboli sanno essere forti quando serve.

E' un libro fatto di prospettive, di menzogne e di giochi d'astuzia che, seppur utili in guerra, non sono la risposta ai sentimenti.


“… Se in tanti anni di lontananza è rimasto vivo il sentimento che nominano come amore, se veramente Ulisse si illudeva di sentire la mia voce in una conchiglia, perché trasformare tutto questo in sofferenza e avvelenarlo con il sospetto?
Quando ho sentito per la prima volta la voce di questo vagabondo e l’ho guardato negli occhi un solo istante, ho capito…”


Il finale è quello che mi ha fatto fantasticare di più...sarebbe davvero bello pensare di risolvere la questione omerica così!

Questo libro è indimenticabile. Mi ha fatto scoprire Luigi Malerba e mi ha spinta ad approfondire la questione della prospettiva e dei punti di vista non solo in letteratura, ma anche nella vita di tutti i giorni.
Consiglio di dargli un'opportunità. Non ne rimarrete delusi.


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