Una Finestra sul Mare di Corina Bomann - recensione di Annalisa


Titolo: Una Finestra sul mare ( originale: Ein Zimmer über dem Meer)
Autrice: Corina Bomann
Casa Editrice: Giunti
Prima Edizione: Luglio 2017
Prezzo copertina flessibile: 13,60
Prezzo kindle: 9,90

TRAMA.

Sul ciglio di una scogliera a picco sul mare tempestoso della Cornovaglia, una giovane donna fissa il vortice delle onde. La vecchia "guardiana degli scogli", Janet, che da sempre vigila su quella costa selvaggia, non ha alcun dubbio: la ragazza sta pensando di togliersi la vita. Le parole rassicuranti di Janet distolgono Kim dal suo intento, e la convincono a seguire la donna nella sua vecchia casa affacciata sul mare. Qui Kim le rivela il motivo della sua disperazione: la morte dell'uomo che amava in un incidente aereo. Per infonderle coraggio, Janet consegna alla ragazza un vecchio diario, scritto nel 1813 da Leandra, una giovane che come Kim aveva perso ogni speranza. Figlia di un ricco mercante, Leandra è sordomuta e perciò costretta a un matrimonio combinato con un uomo tanto facoltoso quanto meschino. Ma proprio quando Leandra sta per gettarsi nelle onde per sfuggire al suo dolore, Christian Hayes, il misterioso guardiano del faro, interviene per salvarla, e tra i due nasce un legame fortissimo, che somiglia pericolosamente all'amore...

RECENSIONE.

Chi mi conosce sa che per me Bomann e Riley sono due autrici per cui sarò sempre immensamente grata alla Giunti di aver portato in Italia.
Questa volta la Bomann ci porta nella magica Cornovoglia, su una scogliera dove una giovane Kim è pronta a posse fine alla sua vita non vedendo un futoro davanti a sè dopo la morte del suo grande amore.
Ironia della sorte, il soprannome di Kim è Ondina. La leggenda vuole che le Ondine fossero creature bellissime ed Immortali, senza un'anima, per cui l'unico modo di ottenerla era far innamorare di sè un mortale e dargli un figlio. Nella cultura norrena sono protagoniste spesso di amori tragici.
Un po' come l'amore di Kim per Jake.
Lei non solo ha perduto l'amore della sua vita, ma anche la sua anima e la voglia di vivere.
Finchè un'arzilla vecchietta, Janet, non riesce a distrarla dal suo intento con chiacchiere senza senso e la invita a restare con lei nel suo cottage vicino al mare.

Con la sua solita delicatezza, la Bomann descrive la nascita di un' amicizia forte nata dalle circostanze del caso o, come piace pensare a me, del destino.
Janet regala a Kim un diario sgualcito, datato 1813,  che raccoglie le memorie di Leandra, una sordomuta costretta a sposare un uomo che non ama dalla famiglia, che affidava alla penna la sua voce.Leandra e  Kim  son legate da quella scogliera, che hanno visto entrambe come una via di fuga  da una vita che ha tolto più che dato.
Durante questi salti tra passato e presente, che a me personalmente piacciono molto, la scrittrice mostra come anche nella situazione più buia non bisogna mai lasciare andare la speranza.

Questo libro è un'ode alla speranza.
Alle seconde opportunità.
Alla vita. All'unica vita che abbiamo e che dobbiamo tenere stretta, a costo di combattere per lei esponendo il nostro cuore alla sofferenza.
Perchè ne vale la pena. Ne vale sempre la pena.



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